Martedì, 02 Febbraio 2016 11:04

iCub e le tecnologie artificiali a #Sharper 2015

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Sharper è un progetto di divulgazione scientifica finanziato dalla Commissione Europea, che si svolge da dieci anni in Europa e, negli ultimi due anni, a L’Aquila, Ancona e Perugia. E’ un appuntamento che avvicina il grande pubblico al mondo della ricerca, una festa in cui intrattenimento e informazione si mescolano e creano attività legate alla scienza e alla ricerca.

Quest’anno, il 25 Settembre, la seconda edizione è stata animata da attività ed eventi, che, dalle 11 alle 24, hanno popolato di bambini e adulti il centro storico aquilano. Gli appuntamenti con la scienza sono stati numerosi: dall’entusiasmante caccia al tesoro con quesiti scientifici, all’incontro ravvicinato con le cellule e il DNA, dalla macchina del tempo di “Ritorno al futuro”, allo spettacolo di luci sulla facciata di San Massimo.
Naturalmente non poteva mancare l’intervento di Giorgio Metta, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

Emma Diamanti 1GL

 

 

Icub è uno dei robot umanoidi più sofisticati del mondo. Il nome non lo associa ad un nuovo modello di cellulare della Apple, bensì al termine "cucciolo" (Cub) e la I ad Irobot. Il progetto, nato nel 2004, viene portato avanti nell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova dal prof. Giorgio Metta e dai suoi collaboratori.

Dopo tre anni e mezzo di progettazione, gli studiosi sono arrivati finalmente a realizzarlo. Il robot, alto 124cm e pesante 25kg, si muove tramite motori elettrici. Nel mondo esistono circa 30 modelli del robot, ognuno con caratteristiche differenti. Una delle grandiose capacità di Icub è quella di imparare a conoscere ed a distinguere il mondo che lo circonda, apprendendo come un vero e proprio cucciolo. Infatti è proprio questa la finalità del progetto: poter inserire entità robotiche nella nostra quotidianità ed affidargli compiti a noi comuni.

L'avvento di queste nuove tecnologie e l'integrazione con l'essere umano getta sull'orizzonte nuovi interrogativi, se sia giusto o meno avvalersi di intelligenze artificiali. Lo stesso Stephen Hawking, fisico inglese di fama mondiale, afflitto dalla SLA, è costretto a ricorrere ad un sistema di controllo del sintetizzatore che gli permette di parlare. In un'intervista alla BBC, Hawking ha commentato la crescita dell'AI (Artificial Intelligence), a cui lui stesso ha fatto ricorso: "Il suo sviluppo potrebbe portare alla fine della razza umana".

Anche Bill Gates, fondatore della Microsoft, esprime la sua preoccupazione per l'intelligenza artificiale in una sessione di "Ask me anything" sul sito Reddit: "All'inizio le macchine faranno molto lavoro per noi e non saranno super intelligenti. Questo sarà positivo se ben gestito [...] alcuni decenni più tardi, tuttavia, l'intelligenza sarà abbastanza da diventare una preoccupazione".

Il quadro che si apre sembra surreale, come in un film di fantascienza, per cui bisogna avvalersi delle leggi sulla robotica di Isaac Asimov. Il prof. Giorgio Metta, padre di Icub, crede che un accordo sia possibile. Il professore, riportando alla luce l'esempio dello scacchista Kasparov battuto dal computer Deep Blue, sostiene un'integrazione dei diversi tipi di intelligenza, come se ognuno avesse il suo ambito di competenza, sperando che siano le macchine a ricondurci ad un po' di umanità che in questi tempi sembra essersi perduta.

Lorenzo Beretta II BCl

 

Ultima modifica il Martedì, 02 Febbraio 2016 11:21

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