Domenica, 03 Aprile 2016 23:54

Il calcio e la musica: da Cremonini a Venditti, passando per Ligabue e Gaetano

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Antonello Venditti Antonello Venditti

Una puntata che manderebbe in visibilio Gianni Minà e Walter Veltroni: calcio e musica. Oriali, Causio, Zaccarelli, Rivera e R.Baggio. Un centrocampo niente male quello creato nel corso dei decenni da svariati interpreti, a volte con funzioni narrative esplicite, come nel caso di Oriali e Robi Baggio. Rino Gaetano, invece, snocciolò un po' a casaccio mezza nazionale, insieme a Musiello, Panatta e tanti altri, infilando le perline del rosario alla rovescia di Nuntereggae più. [leggi le puntate di Brevinote]

Cesare Cremonini / Marmellata #25

Pubblicazione: 2005
Album di provenienza: Maggese
Etichetta: Warner Music Italy

Il lungo processo di espiazione della colpa originale di Cremonini conosce una tappa fondamentale a metà anni 2000, con Marmellata #25, laddove per 25 si intende l’età del cantante all’epoca dell’uscita del singolo. La colpa, il peccato originale, sta in 50 special, insopportabile inno alla vacuità che a fine anni ’90 infestò le radio nazionali, firmato da Cremonini e da una delle band più plastificate della storia, i Luna Pop. Il bel bolognese, marchiato da quell’esperienza, fu confinato per anni - nell’immaginario pubblico- nella cantina del pop più becero, così che pochi si accorsero delle sue qualità straordinarie di autore. Discreta carica poetica per il testo e pure per il video, in cui gli oggetti della vera casa del cantante prendono vita in occasione della fine della sua storia con la fidanzata Erica (a sua volta vera). A suggellare il minimalismo malinconico la citazione sul povero Ayrton Senna e su Roberto Baggio, la cui storia schiva, meravigliosa e a tratti sfortunata, sfortunata come i suoi legamenti o lo sciagurato tiro sopra la traversa di Pasadena, ben si presta alla suggestione delle nostalgie più impalpabili.


Una vita da mediano / Luciano Ligabue

Pubblicazione: 1999
Album di provenienza: Miss Mondo
Etichetta: Warner Music Italy

La sera del 11 luglio 1982 una Germania Ovest brutta e cattiva, guidata in difesa da Uli Stielike, leader degli ariani e paradossalmente  bassetto  e coi baffetti neri come un illustre predecessore, imposta la finale dei mondiali con questa strategia: menare continuamente a Gabriele Oriali, mediano onesto e con poca fantasia, ma ritenuto dal ct Derwall il motore mobile, la causa prima di ogni offesa azzurra. Alla fine i falli subiti dal medianone biondo furono una trentina, neanche si trattasse di una gang bang, e finì che vinsero in scioltezza i buoni. Nel '99 Ligabue celebra Oriali e quell'impresa, prendendola come facile metafora e parametro d’ogni gregario che col sudore e il sacrificio eccetera eccetera eccetera, insomma in qualche modo, ce la fa. Grande sex appeal ed energia rock per il Boss di Correggio, solo un po' annacquata rispetto al Lambrusco di sette otto anni prima. E l'evidente narcisismo autobiografico del brano calza poco a un cantautore che non porta per niente le borracce nel rettangolo verde pop-rock, ma già all'epoca era uno dei pochi, riveriti e strapagati, a portare il numero 10.


Nuntereggae più / Rino Gaetano

Pubblicazione: 1978
Album di provenienza: Nuntereggae più
Etichetta: It, ZT 7086

Il 30 ottobre del 1978, in una celebre puntata di Acquario, Maurizio Costanzo ospitò Rino Gaetano alla presenza di Susanna Agnelli. Entrambi erano citati in Nuntereggae più, e l’accoglienza in trasmissione fu simpatica come un enfisema polmonare. Rino Gaetano, lontano dalla beatificazione resagli dalla morte disgraziata, viene smontato con insopportabile sarcasmo da Costanzo, che lo descrive come scrittore di canzoncine ironiche e inutili, prossimo a mettere in musica le pagine gialle, e responsabile del suicidio di un pesce dell’acquario nel corso dell’esecuzione del pezzo. Per i più piccini, va spiegato chi sono alcuni de i personaggi elencati nella lunga invettiva del cantautore calabrese, protagonisti a vario titolo dell’Italia degli anni ’70: Vittorio Cazzaniga, Presidente in Italia della Esso, la famiglia Agnelli, gli imprenditori Monti, Pirelli e D’Ambrosio, i calciatori Causio, Tardelli, Musiello, Antognoni, Rivera e Zaccarelli, il ct Bearzot, gli altri sportivi Thoni, Niki Lauda e Panatta, e responsabili della messa in commercio di beni di lusso come Cartier, Pierre Cardin, e Gucci.


La leva calcistica del '68 / Francesco De Gregori

Pubblicazione: 1982
Album di provenienza: Titanic
Etichetta: RCA Italiana PL 31622

Composta nel 1980, gioca sul parallelismo calcio-vita, parlando di un dodicenne esile cui bastano coraggio, altruismo e fantasia per convincere l’allenatore a vestire una maglia da titolare (numero 7). Anni dopo Ligabue avrebbe fatto la stessa operazione con Vita da mediano, sull’assunto retorico che i gregari generosi possono perfino vincere i mondiali. De Gregori chiosa che contano i valori più profondi e non i singoli episodi, tipo un calcio di rigore. Negli anni successivi questo mantra si rivelò poco azzeccato, perché la sfiga condannò l’Italia ai calci di rigore ai mondiali del 1990, del 1994 e del 1998. In compenso, un mese dopo l'uscita di Titanic, che conteneva appunto la Leva calcistica del '68, l'Italia avrebbe trionfato a Madrid. La canzone è un concentrato di sapiente retorica musicale, giocata su una scalata di toni e semitoni tanto cara pure a Venditti, e ricorda, fino a sfiorare il plagio, The greatest discovery di Elton John. Il finale strumentale epicissimo fa un po’ il verso, nell’incedere, a Vento nel vento di Battisti. Deve parte della sua popolarità a Gabriele Salvatores, che la utilizzò nel 1989 in Marrakech Express nella scena della disfida a pallone sulla spiaggia tra Italia (Abatantuono, Cederna, Bentivoglio, Marsillach, Venturiello e Alberti) e Marocco.


Roma (non si discute si ama) / Antonello Venditti

Pubblicazione: 1975
Album di provenienza: Canzone d'autore
Etichetta: RCA Italiana TPBO 1087

Nel 2000, da mattatore della trasmissione L'Ottavo Nano, Corrado Guzzanti operò una memorabile presa in giro del cantautore romano, cantando "il Grande Raccordo Anulare che circonda la capitale". E in effetti Roma, Roma - mandata alle stampe come Roma (Non si discute, si ama) - è solo una delle innumerevoli esplicitissime cartoline d'amore verso la sua città cantate nel corso dei decenni da Venditti (Ricordiamo, tra le altre, Roma Capoccia, Grazie Roma, Campo de' Fiori). E anche qui si gioca su una demagogica scalata di toni e semitoni in cui infilare luoghi comuni e lucciconi. Stavolta il tema è la Roma intesa come squadra di pallone. Come noto, la canzone ne è diventata l’inno, e l’effetto suscitato dagli altoparlanti dell'Olimpico, che la sparano nell'imminenza di ogni sfida casalinga, è epico e commovente, manco fossimo nel '45 e si stesse celebrando la liberazione dal nazifascismo. Venditti, tra l'altro, firma, sempre attraverso gli altoparlanti dell'Olimpico, anche le vittorie in casa con Grazie Roma, partorita in tutta fretta in occasione dello scudetto del 1983.
Coautori del brano sono:  il corpulento Gepy & Gepy (ossia Giampiero Scalamogna. Cercatene il volto, vi sarà senz'altro familiare); Sergio Bardotti, celebre paroliere scomparso nel 2007 che firmò, oltre a numerosi brani del Lucio Dalla a cavallo tra gli anni '60 e primi anni '70 (tra gli altri, Occhi di ragazza e Itaca), anche lo scempio di Chi è, traslazione di Get Back dei Beatles; infine, Franco Latini, di professione doppiatore, che prestò la voce a Paperino, Tom di Tom & Jerry e Nano Orso Capo (non sto scherzando).

Ultima modifica il Lunedì, 04 Aprile 2016 00:28

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