Martedì, 17 Giugno 2014 17:36

Io e mio fratello

di 

Di Arianna Sirolli - I Legami di sangue sono i legami più potenti che la biologia ci presenti e che l’affetto consolidi.

Si cresce al suo fianco si condividono tragedie e gioie, rancori e perplessità ma sempre rimarrà un legame di sangue che a volte riflette l’impossibilità della dissoluzione. Questa relazione ci accompagnerà per tutta la vita e darà origine ad i nostri modus operandi sociali.

Già nelle espressioni di uso comune utilizziamo il pronome di possesso di fronte alla parola fratello: mio, tuo, suo. Questo ci fa riflettere sul vero legame di sangue, quello totale che è ben diverso da quello parziale, tra genitori e figli, con questi si condivide solo per metà il corredo genetico, mentre con il proprio fratello si condividono, geni ed esperienze per lo più simili con le medesime basi biologiche.

Il proprio fratello è qualcosa di molto vicino a se stesso che comprende le vicissitudini perché per lo più le ha trascorse come lo stesso “Io” è fonte di differenziazione ed i suoi legami si riflettono in maniera sistematica sulle relazioni future che si instaureranno, lastricando solidamente le basi della socializzazione.

Da sempre si è posto un occhio di riguardo verso questo legame speciale, si parte dalla Mitologia Greca fino ad arrivare alle teorie di gestione e dinamiche di gruppi.

Sempre sono esistiti gli Archetipi dei fratelli buoni e cattivi, che portano con sé immagini che appartengono anche ai figli unici che non lo sono mai veramente stati, come sottolineava la Klein per la quale ogni individuo ha avuto una esperienza di fratellanza e se non concreta fantasmatica che con sé porta la colpa di non aver avuto un fratello poiché simbolicamente scalzato dal grembo materno.

Dal Mito al 2014 si percorrono i passi fieri di Antigone, che brilla dell’amore incondizionato per il fratello, che mostrò la nobiltà dei suoi ideali, il suo coraggio affascinando così generazioni di spettatori e di lettori della tragedia di Sofocle.

In epoca moderna la sua vicenda ha ispirato, tra l'altro, le rielaborazioni di  Alfieri  e, nel 20° secolo, del drammaturgo francese Jean Anouilh. Anche al principio dell'Ottocento  Hegel vide adombrato nel contrasto tra Antigone e Creonte il conflitto tra le esigenze della famiglia e quelle dello Stato. In realtà, del pietoso gesto di Antigone Sofocle sottolinea soprattutto le motivazioni affettive e la dimensione religiosa: per Antigone l'amore per il fratello e il rispetto degli dei valgono più della sua stessa vita. Nello scontro con Creonte è lei la vera vincitrice e il re sconta con la perdita dei suoi cari e con l'angoscia della solitudine il rifiuto di tener conto proprio degli affetti familiari e della fede religiosa, che nella vita e nell'agire dei singoli individui hanno un'importanza fondamentale.

Si può notare che la circolarità del potere creativo fraterno non può essere ignorato e che questo si riflette nei gruppi, siano essi grandi ed intermedi, dove il dialogo si oppone alla dissoluzione del gruppo e ai fenomeni dei sottogruppi e del capro espiatorio, percorrendo le fila dei primi principi relazionali.

Ad esempio P. de Maré scrive: “Il legame di gruppo e la Koinonia potrebbero essere interpretati come una trasformazione della frustazione dell’incesto e della competizione fraterna. Il legame di sangue dei fratelli è totale, diverso dal legame di sangue parziale genitore-figlio ed è di conseguenza il più fortemente frustrato dalla struttura sociale: l’incesto biologicamente naturale contro uno scambio socio culturale artificiale.

L’abilità a simbolizzare piuttosto che convertire in reale, a trasformare l’odio ed il fratricidio nella Koinonia, nella comunione, nella amicizia non personale e nell’affetto, (che non è erotico poiché Eros è libidico) nasce da forze sociali antilibidiche. Se questa relazione è trasformata con successo costituisce il potente legame che lega le persone in gruppi. Se non è trasformata con successo, può dar luogo alle manifestazioni psicotiche crudeli delle situazioni politiche instabili” (de Maré, 1991).

Ma allora quale è il ponte di congiunzione tra fratria, legame di sangue, struttura di personalità e socialità?

La psicoanalisi sempre si è basata fondamentalmente sul Complesso di Edipo tralasciando il Complesso fraterno che in realtà si aviluppa con l’Edipo come due alberi che crescono l’uno attorcigliato all’altro.

Il complesso ed il legame sono strettamente connessi in quanto l’uno include l’altro: Il complesso è inteso come un insieme di immagini, rappresentazioni, fantasie ed emozioni riguardanti relazioni intersoggettive e le relazioni che impariamo a tenere nel nostro immaginario.

Queste relazioni vedono il soggetto in rapporto ad altri soggetti (o oggetti in termini dinamici). Il complesso è tale perché caratterizzato dalla conflittualità, derivante da forze psichiche che navigano nel mare dell’ambivalenza tra i vari voleri.

Attraverso l’immagine mentale il fratello o la sorella orienta lo stabilirsi di altri legami interpersonali, sociali anche in un’ottica futura. Il legame fraterno riguarda l’incontro tra i complessi dei fratelli in relazione tra loro e implica il gioco di alleanze che si dispiegano durante tutte le esperienze di vita e che mantengono tale legame.

La nascita di un fratello inevitabilmente incide ed inciderà sulla vita e sulla psiche del primogenito, che organizzerà la sua struttura di personalità anche in base a questo legame. Già Freud con l’Uomo dei Lupi e il piccolo Hans delineò gli effetti della nascita di un fratello e della relazione fraterna sul bambino.

La venuta al mondo di un altro, simile a sé, genera sentimenti di rivalità, di risentimento verso la madre e conseguentemente si innesca una lotta per ottenere l’amore esclusivo dei genitori che oscilla nell’ambivalenza depressiva dovuta alla perdita dell’esclusività. Tutto ciò ha un secondo versante che stimola nel bambino un lavoro mentale orientato a rispondere alle sue curiosità sessuali: “Mamma da dove è nato mio fratello? Mamma è nato come sono nato io?”. Allo stesso modo fece il piccolo Hans nel 1900.

Freud non abbandona questo tema, anzi lo ripropone in “Totem e tabù” nel quale il legame tra i fratelli, alleati contro il padre, diventa un modello di gregarietà che l’individuo ricercherà in tutte le relazioni gruppali.

Ecco spiegato il ponte di congiunzione tra complesso fraterno ed Edipico inoltre il Complesso Fraterno si mostra essere una via d’uscita dall’Edipo. Queste azioni consentono ai bambini di costruire il loro carattere: il primogenito conserverà la volontà di mantenere la sua supremazia sul fratello, mostrerà piccoli tratti competitivi ed indipendenti, mentre il fratello minore coverà sempre un proprio complesso di inferiorità che cercherà di compensare sotto forma di “volontà di potenza” (Adler).

Ma come può un fratello completare ed aiutare il suo corrispettivo genetico a differenziarsi ed a costruirsi una propria identità, un carattere specifico ed al contempo influenzare le sue relazioni future?

Lacan nel 1938 ci aiuta a far luce su questo interrogativo, egli definisce la distinzione tra tutto ciò che sono Io e il Mondo come “l’esperienza che realizza il soggetto quando si riconosce dei fratelli”. Immaginiamo per un momento cosa potrebbe pensare un bambino a cui nasce un fratello: “Arriva qualcuno nella mia vita, io non so se lo volevo… certo dovrò dividere tutto con lui.. mi ruberà le cose, si metterà sempre in mezzo… ma potrò giocare con lui!”

Attraverso queste parole il bambino si identifica e si differenzia da suo fratello, costruisce delle immagini e crea relazioni presenti e future. L’Io si forma quindi sulla base dell’identificazione con un altro e pertanto differenziandosi da lui consente lo sviluppo della soggettività e dell’intersoggettività, ovvero del modo con cui si relaziona (Stiamo parlando del Complesso dell’Intruso, Lacan 1938). SI viene a creare nella psiche un gruppo di relazioni fraterne che continuamente verranno ricercati nelle varie esperienze di coppia e sociali.

Il fratello o la sorella non sono, o non solo, gli usurpatori dell’amore dei genitori o del seno e ventre materno, ma sono anche i rappresentanti dell’Altro e dunque hanno valore fondante la nascita dell’Io.

L’incontro con l’altro, percepito come intruso e rivale, è infatti un momento fondatore dell’esperienza dello specchio di Lacan. Grazie alla conoscenza del fratello, rivale ci si troverà di fronte a un bivio: le scelte sono negare, distruggere l’Altro per ritrovare l’esclusività materna, oppure tollerare l’ostacolo alla realizzazione dei propri desideri e accettare l’esistenza di questo Altro, che in tal modo consente il passaggio dalla confusione alla conoscenza e al rapporto con gli altri, ponendosi come base per la genesi dei sentimenti sociali per la Koinonia.

Dunque l’odio e la rivalità fraterne sono anche all’origine dei sentimenti sociali. “I sentimenti sociali furono acquisiti per la necessità di dominare la rivalità residua tra i membri della nuova generazione. I sentimenti sociali nascono nel singolo come sovrastrutture compensatorie degli impulsi di rivalità e gelosia verso i fratelli e le sorelle che istituiscono una identificazione con coloro che ci erano rivali” (L’Io e l’Es, Freud 1923).

I legami di gruppo si strutturano in base al legame fraterno, nel gruppo si ripropongono tutte le dinamiche del complesso fraterno soprattutto nel passaggio dal gruppo familiare al gruppo dei pari, quindi nel passaggio dai processi di filiazione ai processi di affiliazione, che è fondamentale per la risoluzione del complesso fraterno (Kaës, 2008).

L’ingresso e la partecipazione a un gruppo extra familiare pone infatti l’individuo a confronto con la propria posizione nel gruppo parentale e permette la sperimentazione anche di un nuovo modo di stare in gruppo, di “esplorare un’altra filiazione possibile”.

Se ciò lo si traspone in un gruppo organizzato come può essere il riflesso degli abitanti di una città ecco che parliamo in termini sociologici di cittadinanza e senso di appartenenza.

Io e mio Fratello siamo il riflesso delle nostre relazioni!

 

Ultima modifica il Lunedì, 28 Luglio 2014 15:56

Articoli correlati (da tag)

Chiudi