Mercoledì, 26 Marzo 2014 18:43

Gli immobili e la ricchezza oggi all'Aquila

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Si dice, anzi purtroppo si diceva, che gli aquilani avessero un consistente patrimonio immobiliare. "Ju mattone" era l'investimento preferito con conseguenti affitti agli studenti molto più degli altri comuni della provincia e della regione.

Ma sarà proprio così o è solo un'errata percenzione della realtà? Facciamo parlare i dati, come sempre si dovrebbe quando si debbano prendere decisioni importanti: dalla pianificazione del territorio ai business plan delle società controllate...
Purtroppo abbiamo i dati delle dichiarazioni 2013 e quindi riferiti all'anno 2012.  Li ha rilasciati oggi il MEF e li trovate qui.

Iniziamo prima di tutto a capire quanti contribuenti dichiarano redditi da immobili, ovvero come é distribuita la ricchezza.
Il confronto tra L'Aquila e gli altri comuni della provincia con più di 1.000 contribuenti. 

Notiamo quindi che all'Aquila 8 contribuenti su cento dichiarano redditi da immobili, ad Avezzano quasi 10.

Facciamo ora lo stesso confronto tra i 4 capoluoghi di provincia:

Pescara risulta il comune con la più alta percentuale di distribuzione di ricchezza immobiliare.

Ma a quanto ammonta questa ricchezza, ovvero quanti euro pro-capite sono stati dichiarati come imponibile derivante da redditi da immobili?
Partiamo anche questa volta dai comuni della provincia dell'Aquila.

L'Aquila e Sulmona sono alla pari mentre i territori con maggiore ricchezza immobiliare pro-capite sono Castel di Sangro, Avezzano, Tagliacozzo e Carsoli.

Analizziamo gli stessi dati per i quattro capoluoghi di provincia e poi proviamo a tirare qualche conclusione.

Sarebbe super interessante avere a disposizione anche i dati riferiti al 2008 in quanto ci consentirebbe di valutare gli effetti del sisma per quanto riguarda l'imponibile dichiarato come reddito da immobili. Un vero peccato non poter fare un confronto tra il prima e dopo.
I dati del 2012 hanno sicuramente un effetto distorsivo dovuto ai tantissimi immobili E che non rientrano nell'imponibile (e ci mancherebbe altro).

Sarebbe utile averli questi dati, sarebbe utile partire sempre dai dati prima di disegnare delle politiche pubbliche. In qualsiasi campo, altrimenti si rischia di fare scelte non ponderate suffragate solo dalle propagande.
Dalle nostre parti non si usa anzi quando lo fai notare ti guardano come un marziano. Ma la realtà prima o poi passa a chiedere il conto.

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Marzo 2014 19:32

 

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