Domenica, 11 Maggio 2014 12:10

Pronto, che ha fatto L'Aquila?

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Sone le sei la sera di una domenica di tanti anni fa. A casa quel giorno è dedicato al pallone. Vietato sentire tutto il calcio minuto x minuto alla radio: prima di cena a Rai 2 fanno un tempo in differita di una partita di Serie A e papà non vuole assolutamente sapere il risultato per meglio godersi lo spettacolo. Anzi quando L'Aquila gioca in casa smadonna con quelli che allo stadio sentono la radio.

L'Aquila gioca in quella maledetta Serie D, allenatore Leonzio. Quella domenica non siamo andati in trasferta, altrimenti avremmo preso la 124 bianca con testo di lasagne al seguito. Certo io avrei preferito andare con l'autobus degli ultras, i commandos rossoblu, ma sono ancora veramente troppo piccolo. 
"Ettore, chiama il Tempo chiedigli che ha fatto L'Aquila", mi dice mio padre. E si, perché a quei tempi non c'era altro modo di saperlo, dovevi aspettare i giornali di lunedi. Le radio locali non esistevano, tv nemmeno a parlarne, internet era una roba in sperimentazione presso i militari americani (Arpanet). Solo qualche anno dopo il bar 7 Nani, prima ai Quattro Cantoni poi al vicolo del Liceo classico, iniziò ad affiggere un foglio con i risultati e le classifiche.

"Pronto, il Tempo? Che ha fatto L'Aquila?". Dalla redazione locale di via Tre Marie mi rispondono. "Ha perso due a zero."

A quei tempi perdavamo quasi sempre maledizione, per me, mio fratello e soprattutto per mio padre la C era un sogno che si avverrò solo anni dopo in quel maledetto pomeriggio di Cassino. Oggi papà non c'è più, oggi vado alla stadio anche per lui, che il nostro cammino aBbia inizio...

Ultima modifica il Domenica, 11 Maggio 2014 13:10
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