Giovedì, 10 Settembre 2015 16:20

A caccia del gender / 2: storia di libri all'indice e case editrici

di 

Un’orribile minaccia incombe sulla scuola. Avanza, implacabile e subdola, per traviare, con la connivenza di istituzioni, associazioni e singoli insegnanti, i nostri giovani. È “l’ideologia gender” che sovverte i ruoli e travolge, come un rullo compressore, le leggi naturali che regolano da secoli l’equilibrio tra i sessi e garantiscono il vivere civile. Ma che cos’è questo Gender? Nell’impossibilità di reperire fonti scientifiche e unanimemente riconosciute (Chi sono i teorici di questa teoria? Quali sono i testi di base? … Esiste davvero una teoria del Gender?) abbiamo deciso di capirci qualcosa infiltrandoci in questa pericolosissima rete di sovversivi, nella speranza di ricostruire i punti cardine di quest’ideologia attraverso il loro lavoro.

«Noi abbiamo detto solo che ci opponiamo al tentativo di infiltrare le scuole con testi, giochi, strumenti educativi vari che promuovono l’assenza di differenze sessuali, in sostanza una politica gender subliminale Oggi distribuiremo una lista di case editrici che sostengono questa cultura contro la quale noi ci opponiamo, per informare le famiglie su cosa potrebbe accadere a breve, e una lettera da inviare agli istituti scolastici in tema di consenso informato su eventuali iniziative pedagogiche: il rischio, infatti, è che giochi, libri, insegnamenti con la scusa della lotta alla discriminazione razziale, al sessismo, o altro, facciano invece passare un messaggio contro la famiglia naturale».

È iniziata così, a marzo, con una manifestazione di piazza organizzata da Forza Nuova, l’annosa questione dei libri gender e della loro messa all’indice. L’affair è continuato con lo zelante lavoro dell’associazione Pro Vita (che non si fa sfuggire una pubblicazione) ed ha avuto il suo culmine con l’incredibile decisione del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro di far ritirare dalle biblioteche scolastiche i 49 titoli del progetto Leggere senza Stereotipi voluto dalla precedente amministrazione.

L’amministrazione Brugnaro, lo accenniamo qui ma ne parleremo più approfonditamente nel prossimo post, si è spinta molto oltre arrivando a emanare un’ordinanza antigender nella quale si stabilisce il dovere delle scuole ad educare: “a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue.” Ignoriamo per un momento le crociate del sindaco veneziano e andiamo a vedere da vicino cosa c’è scritto di così pericoloso in questi libri.

La casa editrice Lo Stampatello lavora moltissimo sulla famiglia, anzi sulle famiglie. Creata da Francesca Pardi e Maria Silvia Fiengo, nasce per rispondere all’esigenza delle loro quattro figlie di spiegare ai coetanei e alle coetanee la realtà di una famiglia con due mamme. Questa piccola casa editrice si è guadagnata, in poco tempo, un posto di tutto riguardo nel settore non solo per aver colmato un vuoto tematico ma anche per averlo saputo fare con grande chiarezza, leggerezza e un alto livello artistico.

Piccolo Uovo è il loro libro più famoso è anche il più discusso, insieme a Piccola Storia di una Famiglia. Il titolo, premio Andersen 2012 come miglior libro per l’infanzia 0/6 anni, racconta la storia di piccolo uovo terrorizzato all’idea di venire al mondo perché non sa cosa lo aspetta. Decide allora di fare un giro di ricognizione e trova tante famiglie: due mamme, due papà, un solo genitore, una mamma e un papà…le famiglie sono diverse ma la felicità che provano stando insieme è uguale per tutti e piccolo uovo, rasserenato, si prepara a nascere.
Lo Stampatello non si occupa esclusivamente di tematiche omosessuali ma di integrazione in generale. Lo spirito dell’attività della casa editrice è rappresentata dalla mostra itinerante "Ci sono anch’io – fuori dagli stereotipi, dentro la realtà", che verrà presentata, se il crowdfunding avrà successo, durante la due giorni di autoformazione “Educare alle Differenze”.

“Presentiamo una mostra itinerante, su pannelli auto portanti con volumi sfogliabili. Una scelta di 120 albi illustrati 0-12 anni che hanno in comune uno sguardo sulla realtà socialmente inclusivo e di valorizzazione delle differenze. I libri sono appesi o esposti su mensole, a disposizione del pubblico, e sono stati selezionati sulla base di una bibliografia realizzata a partire dal catalogo Leggere senza stereotipi dall’Associazione di Promozione Sociale SCOSSE. Hanno aderito più di 35 case editrici. Abbiamo identificato quattro ambiti nei quali le differenze e la capacità di accoglierle giocano un ruolo fondamentale nella possibilità di essere felici dei più piccoli, a scuola come a casa: ci riferiamo alle famiglie, ai ruoli di genere, al rapporto con le culture straniere e alle differenti abilità psicofisiche".

Altra esperienza interessante è quella della casa editrice Edt-Giralangolo che alla lotta agli stereotipi ha dedicato la collana Sottosopra diretta da Irene Biemmi, ricercatrice e formatrice, esperta in pedagogia di genere.

Il principio ispiratore della Collana è quello di “Fornire immagini alternative, contro-stereotipi di genere, che rendano più complessi, e quindi realistici, i modelli di genere. Una nonna guida il trattore, un nonno prepara una torta, un bambino vuole giocare con una bambola, l’abominevole orso delle nevi non è altro che un tenero orsetto che ama cucinare… Niente di cui sorprendersi".

Uno dei titoli di punta della collana è Il Pianeta Stravagante ispirato ad un esperimento condotto in una seconda elementare francese.
“Su un pianeta sconosciuto una classe di piccoli extraterrestri si prepara a svolgere il compito assegnato dal maestro: come si distinguono i Terrestri maschi dalle Terrestri femmine?

Abbigliamento, aspetto fisico, attività: nessuna risposta sembra essere quella giusta. Infine il maestro mostra una foto di due piccoli Terrestri sotto la doccia: adesso sì che tutto è chiaro! Le risposte degli alunni e le obiezioni del maestro sono esilaranti, e folgorante è il finale del racconto. Un libro divertente e originale raccontato con buffe e colorate illustrazioni, efficace nella sua semplicità nel narrare ai bambini quanto possano essere in realtà sfumate, o addirittura inesistenti, le differenze che spesso si danno per scontate.”

Altro titolo bellissimo è “Una Bambola per Alberto”. Alberto è un bambino con un desiderio che nessuno vuole sodisfare: gli piacerebbe tanto avere una bambola. I compagni lo prendono continuamente in giro e il padre gli compra giochi “più maschili”, finché, un giorno, la nonna lo accontenta. Davanti all’irritazione del padre la nonna di Alberto sorride: “Ne ha bisogno risponde- per poterla cullare, abbracciare, portare al parco. Così quando sarà un papà come te saprà come prendersi cura del suo bambino, dargli da mangiare, volergli tanto bene e regalargli le cose che davvero desidera, come una bambola per esempio per allenarsi a diventare un buon papà”.

Concludiamo la nostra carrellata, che non ha minimamente la pretesa di essere esaustiva, con Settenove, casa editrice nata nel 2013 con l’intento di dedicarsi alla prevenzione della discriminazione e della violenza di genere. Animata dalla profonda convinzione che per prevenire la violenza sia necessario “agire sugli ostacoli culturali e sociali che, in forme diverse la legittimano” Settenove mira a far luce sulle discriminazioni, a promuovere l’educazione paritaria nelle scuole e ad incoraggiare la visibilità di modelli positivi di collaborazione e rispetto. Coinvolgendo uomini e donne.”

Tra i titoli del catalogo non possiamo non menzionare l’ultimo nato, vincitore del Premio Andersen 2015 per il “Miglior Libro Fatto ad Arte”. Si chiama “Io sono così” ed è un libro a soffietto in cui un personaggio si racconta attraverso le cose che ama fare. Solo nel finale il lettore scopre se il protagonista è un maschio o una femmina.

Spiegare, o meglio illustrare, che “i bimbi e le bimbe possono fare esattamente gli stessi mestieri: se il bambino vuole fare l’ingegnere, la bambina può fare l’ingegnera, l’illustratore e l’illustratrice, il giornalista, la giornalista e così via” è lo scopo dell’albo “Cosa faremo da grandi” scritto da Irene Biemmi e illustrato da Lorenzo Terranera. “C’è una cosa che ci tengo a sottolineare di questo libro e riguarda il fatto che mi sono ricollegata agli studi sul sessismo linguistico che dicono che quando una donna si trova a svolgere una professione che tradizionalmente è “maschile”, è giusto e doveroso che la stessa sia declinata al femminile, quindi se una donna si trova a fare il mestiere di sindaco, si dovrà definire “sindaca”. Ma io trovo che anche la declinazione dei titoli al femminile talvolta non sia neppure sufficiente, perché ci sono dei titoli al femminile che hanno una connotazione differente, tendenzialmente squalificante rispetto al titolo al maschile. Per esempio, c’è il maestro e c’è la maestra, solo che “maestro” e “maestra” hanno connotazioni diverse, perché la maestra è solo la maestra di scuola, mentre “maestro” può avere un significato molto più esteso (ad esempio il “maestro di vita”). Perciò ho deciso di rivisitare e di svincolare da stereotipi anche i titoli femminili, per cui “la maestra” non è necessariamente la maestra elementare, ma può essere la maestra di sci, oppure “la direttrice” non è la direttrice scolastica, ma la direttrice di orchestra, così come “la segretaria” non è quella che risponde al telefono, ma la segretaria di un partito ecologista…”

In conclusione, quindi, lo scopo di queste case editrici non è certo quello di distruggere la famiglia eterosessuale o spingere i bambini a “diventare gay” ma quello di combattere l’omofobia e il bullismo, liberare la scuola da stereotipi che ingabbiano maschi e femmine limitando il loro potenziale espressivo e creativo, e costruire una scuola che aderisca alla realtà per come essa si è modificata negli ultimi cinquant’anni.
Lo trovate così spaventoso???

Ultima modifica il Giovedì, 10 Settembre 2015 16:47

Articoli correlati (da tag)

Chiudi