Venerdì, 07 Settembre 2018 11:42

Mostra del cinema di Venezia: le puntate precedenti

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Una scena di "Arancia Meccanica", Stanley Kubrick, 1972. Una scena di "Arancia Meccanica", Stanley Kubrick, 1972.

CINEINDIGESTIONE - In tutto 3200 giornalisti accreditati alla Mostra internazionale d’arte cinematografica; seguendo il diario veneziano sulla stampa i giorni vengono scanditi dai super film e super star che monopolizzano le pagine principali ed ecco: Chazelle, Lady Gaga, i fratelli Coen, Mike Leigh, Guadagnino, Van Gogh e Schnabel, Elena Ferrante e Saverio Costanzo, Zerocalcare, Portman, Assayas, Audiard, Lanthimos, Greengrass, Bruni Tedeschi, Martone, Tsukamoto.

Nel mezzo accenni ad altre visioni che tanto vedremo poco o niente nei cinema, quindi impegniamoci con le ricerche sui canali on demand. David Cronenberg, Leone alla carriera, parla di cinema e nuove tecnologie, non è un nostalgico, anzi per lui streaming e produzione seriale sono tutta salute per chi vuole raccontare storie per immagini. Del resto i film veneziani di Greengrass e Cuarón li vedremo in autunno su Netflix e a seguire i Coen.

A proposito di film ‘invisibili’ e qualche volta ‘invedibili’ Luca Rocca su Il Tempo dedica un approfondimento ai finanziamenti del Mibact al cinema e sottolinea come pochissimi titoli escano poi effettivamente in sala o siano visibili dal pubblico, seppure sostenuti economicamente dallo Stato. Vecchia e dibattuta questione sulle modalità e criteri di selezione delle opere e dei progetti cinematografici che utilizzano fondi pubblici. L’articolo cita una sfilza di titoli fantasma ma sarebbe interessante conoscere le società di produzione e gli autori per avere effettivamente contezza del fenomeno e i criteri di meritocrazia o di valore artistico applicati per distribuire dai 15.000 agli 800.000 euro a film. Aspettiamo la prossima puntata.

ORRORI A VENEZIA - Dario Argento su Suspiria, non il suo, ma il remake di Guadagnino: ‘manca la forza, la ferocia, e mancano anche le invenzioni nelle riprese’, dice a Fulvia Caprara per La Stampa e non fa nemmeno paura, aggiunge. Lui poi non è stato invitato alla prima al Lido. Federico Pontiggia su Il fatto quotidiano parla di conferma del coraggio di Guadagnino insieme a stravaganza poetica e maestria stilistica, ma di horror il film ha ben poco. Con Argento dialoga anche Mario Serenellini su Il manifesto, ma non tirano in ballo il rifacimento di Suspiria, parlano solo di cinema horror ripercorrendo la carriera del regista, ricordando la cura per la fotografia e il ruolo centrale dello spazio architettonico e della pittura nei suoi film, le collaborazioni con la figlia Asia, con Morricone, Romero, Rambaldi, per chiudere con le ‘mani dell’assassino’, sempre le sue, in ogni film, da quando il padre glielo suggerì sul set agli esordi con L’uccello dalle piume di cristallo.

Roberto Minervini presenta What You Gonna Do When The World’s On Fire? un film sul razzismo contemporaneo targato USA, Spike Lee tira in ballo il nostro Salvini: mai una cena con lui, dice. Salvini risponde che il regista non ha altro a cui pensare. Forse  al nostro #MinInterno sfugge la storia e la filmografia di Spike Lee. Wiseman racconta anche lui l’America bianca e ‘rurale’ in Monrovia e dice ‘lì è la Bibbia a dettare legge come pure i massoni’, non solo lì. Emir Kusturica invece dedica El Pepe all’ex presedente dell’Uruguay Mujica che ricorda ‘i ricchi del mondo devono capire che esiste il concetto di responsabilità e che i poveri non sono solo dell’Africa ma dell’umanità’. Errol Morris racconta l’ideologo trumpiano Steve Bannon, un uomo che considera un complimento essere paragonato a Satana, dice il regista.

Il regista Victor Kossakovsky approfitta del suo spazio con la stampa per ricordarci che il ‘collega’ ucraino Oleg Sentsov è ancora nel carcere di Labytnangi, condannato a 20 anni di reclusione in Russia con l’accusa di ‘atti terroristici’ in Crimea. Il regista si è sempre detto innocente e dietro la condanna si sospetta ci siano motivi politici. (link)

L’unica regista donna con un film in concorso, Jennifer Kent, con Nightingale, viene insultata platealmente e volgarmente  alla fine della proiezione, il giornalista Sharif Meghdoud chiederà scusa e verrà apostrofato dal direttore del festival come ‘pazzo’. La critica sul film non si entusiasma.

Vari i consuntivi di un festival che decreterà a breve i vincitori 2018. Nanni Delbecchi sul Il fatto quotidiano sottolinea la prevalenza di temi  ‘storici’ e di personaggi ‘anticapitalisti’ o ‘antiborghesi’: ‘Più la sinistra cala nella vita, più cresce nei film; chissà forse si avvia a diventare pure lei un genere cinematografico’, chiude il giornalista. Tra i più citati per il Leone d’oro c’è il film di Alfonso Cuarón Roma. Vedremo.

FUORI LAGUNA - Muore Burt Reynolds ‘stava girando con Tarantino C’era una volta a Hollywood.... Famoso per centinaia di film, anche dozzinali e per essere il mister muscolo dopo l’era degli Ercoli in sandaloni, Reynolds fece due gaffe storiche in carriera: dire no a James Bond e Han Solo, l’eroe di Star wars che poi finì nel conto in banca di Harrison Ford’, ricorda Maurizio Porro sul Corriere della sera.

Amazon VS Woody Allen: la società plenipotenziaria ha bloccato l’uscita del film del regista newyorkese, storia d’amore tra una giovane donna e un uomo maturo Il fatto quotidiano dedica un articolo alla levata di scudi a difesa di Allen da parte di colleghi e critica in nome della libertà di espressione anche in tempi di #MeeToo. Su Asia Argento si scrive moltissimo ovunque.

L’Fbi ha recuperato una delle sette paia di scarpe rosse indossate da Judy Garland nel film Il mago di Oz (1939) e rubate nel 2005 dal museo “Judy Garland” di Grand Rapids, in Minnesota, di proprietà del collezionista Michael Shaw, che le prestò al museo per una mostra.

Tratto da: Hai letto di… #18 - frankenstein discrezionale di notizie di cinema, 2-7 settembre.

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