Venerdì, 30 Novembre 2018 13:15

Kieslowski e Maastricht e il cinema che cambia la vita

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Particolare della locandina del film "Tre volti" di Jafar Panahi Particolare della locandina del film "Tre volti" di Jafar Panahi

‘Venticinque anni fa, il più grande e acclamato autore polacco (non solo di cinema) consacrava il suo lavoro agli ideali della Rivoluzione francese…e più in generale al sogno dell’Unione Europea […] ‘chissà quanto farebbe ridere ora un film nel quale un compositore celebra l’Unione Europea addirittura con una sinfonia. Ahahah, l’Unione Europea, i tecno-burocrati eccetera eccetera […] C’era qualcuno all’epoca non contento di essere europeo? C’era qualche sovranista? Eravamo fieri di Maastricht…’.

Mauro Covacich su La lettura del Corriere ripercorre i temi della trilogia di Krysztof Kieslowski, Film blu (1993), Film bianco e Film rosso (1994) e poi prosegue intrecciando i suoi ricordi personali con i momenti delle visioni di questi film in quegli anni novanta.

Poi arriva la notizia della morte di Bernardo Bertolucci, come più di qualcuno ha scritto, l’ultimo autore di un cinema novecentesco e internazionale, nella cui opera ci siamo immersi, ritrovati, in più generazioni, chi andava al cinema e poi ha conosciuto l’avvento delle videocassette e dei dvd, ma ha anche vissuto la frustrazione del dover vedere un film solamente in sala o in una fortunosa emissione televisiva. Di quell’epoca di film visibili solo occasionalmente si vagheggia molto, una cosa, forse, tra le tante nostalgiche che vengono evocate, è degna di rimpianto: la possibilità di legare alcune visioni a luoghi e momenti precisi, non sul divano di casa. In quei luoghi, cinema, sale d’essai, cineforum, avvenivano folgorazioni e turbamenti. Come quando all’università durante le lezioni di storia del cinema ci si chiedeva ‘qual è il film che ti ha cambiato la vita?’. Per me non c’era ancora stato un film che mi aveva cambiato la vita, sarebbe arrivato e me lo sarei ricordato, fu una visione in un momento preciso e dedicato di Week end di Jean Luc Godard.

E torniamo a Bertolucci su cui si è scritto e dichiarato moltissimo, tra i tanti Oliver Stone ci ricorda che il suo idolo era Godard, ma il suo film preferito, dice lui, era Via col vento e nell’ultima telefonata che hanno avuto la raccomandazione di Bertolucci è stata: ‘Fai bei film’ (su Repubblica ad Antonio Monda). In un’intervista di Colleen Kelsey poi confluita nel libro ‘Cinema la prima volta’ del 2014, ripresa da Il fatto quotidiano, rivela il suo amore per le serie tv, Mad Man, Breaking Bad, The Americans perché permettono di ‘superare la fatica della durata…con il film è sempre un continuo tagliare’. E poi un copione di Bertolucci sembrerebbe pronto per essere girato, il titolo The Echo Chamber, scritto con Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini. Si è scritto che il regista di Novecento in questo periodo della sua vita vedesse moltissimi film e serie tv. Una delle sue dichiarazioni riportate in questi giorni: ‘Dall’idea che la sedia a rotelle fosse una galera sono uscito un giorno guardando una serie Marvel. Ho dimenticato gli svizzeri, le loro cliniche, i bisturi, le riabilitazioni e ho ricominciato a vivere’, riporta agi.it. È un gioco divertente cercare di ricordare qual è il film, o la serie, che ci ha cambiato la vita.

L’EREMO DI SORRENTINO - Concluse nell’eremo di Santo Spirito a Majella, nel Comune di Roccamorice (Pescara), due giorni di riprese della nuova serie diretta Paolo Sorrentino The New Pope. Con il regista anche Silvio Orlando, nel ruolo del Cardinal Voiello (già presente in The Young Pope), e John Malkovich, il cui personaggio è per ora top secret. Lo comunica Italia Nostra su Cinecittà News "Contiamo che questa iniziativa - dichiara Mariarita Signorini, presidente di Italia Nostra - possa ulteriormente incrementare le visite a questo magnifico eremo, oggetto di un nostro progetto".

AL CINEMA – Tra i film in uscita in sala Bohemian Rhapsody di Bryan Singer, Tre volti, migliore sceneggiatura a Cannes, di e con Jafar Panahi, regista iraniano cui è impedito di uscire dal suo paese, Ride di Valerio Mastandrea, Isabelle di Mirko Locatelli, Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius, Se son rose di e con Leonardo Pieraccioni. Ancora Le ninfee di Monet di Giovanni Troilo e Italian Politics di Davide Parenti e Claudio Canepari, Un giorno all'improvviso di Ciro D'Emilio. Si sta per concludere il Torino Film Festival, tra i favoriti per la vittoria Nos Batailles di Guillaume Senez, The Guilty di Gustav Möller, Wildlife di Paul Dano, lo scrive Jacopo Ricca su Repubblica.

CIAO - Muore Nicholas Roeg direttore della fotografia di Fahrenheit 451 di Truffaut, tra gli altri e regista di Sadismo con Mike Jagger e L’uomo che cadde sulla terra con David Bowie.

Tratto da: Hai letto di… #29 - frankenstein discrezionale di notizie di cinema, 26-30 novembre

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