Venerdì, 06 Gennaio 2017 12:37

Quel pomeriggio di 80 anni fa all'Arena, quando L'Aquila lottò contro l'Inter

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Quel pomeriggio di 80 anni fa all'Arena, quando L'Aquila lottò contro l'Inter La Stampa del 7 gennaio 1937

«L'Aquila non si è arresa a discrezione al famoso avversario ma anzi ha sostenuto all'Arena una onesta e coraggiosa partita, soccombendo per un'unica rete.» (La Stampa, 7 gennaio 1937)

L'avventura dei rossoblù nella Coppa Italia 1936-1937, culminata nel miglior risultato della storia del club, si svolge curiosamente nell'arco di soli 14 giorni, tra la vigilia di Natale e il giorno dell'Epifania. L'Aquila era infatti qualificata di diritto al terzo turno eliminatorio - in virtù della buona posizione in Serie B ottenuta nella precedente stagione – ed il 24 dicembre aveva esordito nel torneo affrontando il Parma in trasferta. I ducali, poiché formazione di Serie C al contrario degli abruzzesi, avevano invece cominciato il loro cammino in Coppa Italia dalle partite di qualificazione e si erano guadagnati l'accesso al terzo turno battendo in sequenza Monza, Biellese e Ravenna. Devono però arrendersi dinanzi ai rossoblù che con il minimo sforzo giustificano la differenza di categoria grazie ad una rete di Valentini alla metà del secondo tempo.

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L'Aquila guadagna così l'accesso ai sedicesimi di finale dove avrebbe incontrato per la prima volta nella sua storia una formazione di Serie A. Il sorteggio decreta che l'avversario sarebbe stato l'Ambrosiana-Inter, una delle "grandi" del campionato italiano e che vantava nel suo palmarès già tre scudetti (oltre a un trittico di secondi posti dietro l'invincibile Juventus del quinquennio 1930-1935). Nella sua veloce scalata, L'Aquila aveva già affrontato una formazione scudettata, la Pro Vercelli, sette volte campione d'Italia tra il 1907 ed il 1922. I "bianchi" erano però ormai una nobile decaduta e, oltre a non gareggiare più per il titolo, erano incappati in una clamorosa retrocessione in Serie B nel 1935; tra i cadetti avevano incontrato i rossoblù in tre occasioni, due nella stagione precedente – ottenendo due vittorie – ed una in quella in corso – terminata in parità – in un incontro che era coinciso con il ritorno sulle scene della formazione aquilana dopo l'incidente ferroviario che ne aveva condizionato l'inizio della stagione.

Inaspettatamente, all'inizio del 1937 anche l'Ambrosiana-Inter non si trova nel suo miglior momento storico e, dopo un discreto quarto posto ottenuto nella massima serie 1935-1936, sta ora disputando un campionato decisamente mediocre. I milanesi non vincono in campionato da cinque turni ed occupano l'11a posizione in classifica, a ben nove lunghezze dal Bologna capolista e a sole tre dalla zona retrocessione, collocata al penultimo posto. Tutto ciò nonostante un'importante campagna di rafforzamento che, in estate, aveva portato in Lombardia anche l'ex rossoblù Annibale Frossi, funambolico attaccante friulano ed assoluto protagonista della vittoria olimpica degli Azzurri alle Olimpiadi di Berlino 1936.

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Mal comune, mezzo gaudio perché, dal canto suo, L'Aquila attraversa invece il periodo più tragico della sua storia. Solo tre mesi prima, il 3 ottobre 1936, la littorina su cui viaggiava la squadra diretta a Verona era incappata in un disastroso incidente che aveva causato la morte dell'allora allenatore degli aquilani, Attilio Buratti, e ferito molti altri giocatori. La squadra era stata rimessa su alla meglio – grazie soprattutto ad alcuni giocatori prestati dalle formazioni capitoline di Lazio e Roma – ed affidata al tecnico magiaro Andràs Kuttik. In soli 2 mesi, i rossoblù sono stati costretti a disputare 11 incontri, dovendo recuperare anche le gare di ottobre non disputate, inanellando una serie di risultati negativi che li hanno trascinati nei bassifondi della classifica.

Il giorno dell'Epifania, all'Arena Civica di Milano, va quindi in scena una sorta di corrida dal risultato scontato. Duemila spettatori affollano gli spalti del glorioso impianto d'origine napoleonica – lo stadio che aveva visto anche l'esordio assoluto della Nazionale, il 15 maggio 1910, terminato con un perentorio 6-3 alla Francia – quando i ventidue giocatori scendono in campo. I nerazzurri, guidati in panchina dall'esordiente Armando Castellazzi, si presentano con la formazione titolare (la stessa schierata nell'ultimo turno di campionato contro il Genova 1893) con il temibile quintetto d'attacco costituito dall'ex Frossi e da Ferraris ai lati di Bisigato, Ferrari e Meazza. L'Aquila schiera invece, davanti al portiere Sain – a lungo corteggiato in estate da proprio dai nerazzurri, squadra dove si trasferirà nel 1938 – una linea difensiva con Mattei e Viganò alle spalle dei tre mediani Poletti, Rossi e Brindisi e dietro alla batteria d'attacco formata da Valentini, Verità, Battioni, Antonini e Trombetta.

Sarà proprio Otello Trombetta, ventunenne attaccante arrivato in prestito dalla Roma, a realizzare la prima conclusione del match appena qualche istante dopo il fischio d'inizio dell'arbitro Turbiani di Ferrara; sul tiro da fuori area si fionda Buonocore che devia la palla e spiazza l'estremo difensore nerazzurro siglando così l'1-0 per L'Aquila al 1' minuto di gioco. L'Ambrosiana-Inter a quel punto si riversa in attacco alla ricerca del pareggio ed al 3' minuto guadagna un calcio d'angolo sul quale si fionda Meazza; la sfera colpisce il rossoblù Mattei e finisce in rete per l'1-1. Dopo i due autogol in tre minuti, il club milanese continua a pressare L'Aquila alla ricerca del vantaggio ma sia Frossi che Bisigato non concretizzano, mentre Sain si prodiga in alcune spettacolari parate.

Il match è elettrico e al 16' minuto, sull'ennesima azione dell'Ambrosiana-Inter, Meazza realizza una conclusione imparabile che sfiora la parte inferiore della traversa e si insacca in rete. A quel punto sono i rossoblù a cercare il pareggio, guadagnando due calci d'angolo in serie – tra il 20' e il 21' – ma non riuscendo a concludere a rete. Pochi minuti più tardi, sulla ripartenza nerazzurra guidata dai soliti Frossi e Meazza, è Ferrari a siglare una marcatura di pregevolissima fattura, calciando al volo verso l'angolo della porta difesa da Sain. Sul 3-1 per i padroni di casa, la partita cala d'intensità finché, a due minuti dal termine del primo tempo, Valentini approfitta di un'esitazione di Peruchetti e segna da pochi metri accorciando le distanze per L'Aquila.

Tutto da rifare però perché, come nella prima frazione di gioco, allo scoccare del secondo tempo si registra subito una marcatura. Dopo appena 25 secondi di gioco, al termine di un'azione personale, Bisigato manda in rete la palla del 4-2. L'Aquila prova nuovamente a rialzarsi ma a questo punto le fatiche dell'ultimo periodo si fanno sentire: al 15' minuto è Battioni che, a pochi metri da Peruchetti, sbaglia clamorosamente il tiro. L'Ambrosiana-Inter tuttavia mantiene le redini del gioco e si rende costantemente pericolosa soprattutto con Ferraris e Meazza, neutralizzati da Sain.

Quando la partita sembra essere ormai conclusa, con la compagine milanese che tira un po' il fiato, l'instancabile Battioni ruba palla a Ballerio e fissa il risultato sul 4-3. Una sola marcatura a quel punto avrebbe portato la partita ai supplementari ed eventualmente al replay, con i nerazzurri che sarebbero dovuti scendere in Abruzzo a guadagnarsi l'accesso agli ottavi di finale. Ma è troppo tardi, l'arbitro fischia la fine delle ostilità: l'Ambrosiana-Inter, come da pronostico seppur con qualche spavento di troppo, passa il turno – verrà poi eliminata in semifinale da un'altra compagine rossoblù, il Genova 1893 – mentre L'Aquila porta a casa gli applausi del pubblico meneghino e le note lusinghiere della stampa nazionale il giorno seguente. I complimenti si replicheranno poi in campionato: gli abruzzesi tenteranno una clamorosa rimonta ma falliranno per una manciata di puntI la salvezza in Serie B, lasciando amaramente la serie cadetta.

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AMBROSIANA-INTER – L'AQUILA 4-3
Milano, Arena Civica, 6 gennaio 1936
A. S. Ambrosiana-Inter: Peruchetti; Buonocore, Ballerio; Sala, Villa, Locatelli; Frossi, Bisigato, Meazza, Ferrari, Ferraris. All. Castellazzi.
A. S. L'Aquila: Sain; Viganò, Mattei, Poletti, Rossi, Brindisi; Valentini, Verità, Battioni, Antonini, Trombetta. All. Kuttik.
Arbitro: Turbiani (Ferrara).
Marcatori: 1' Buonocore (I, aut.), 3' Mattei (A, aut.), 17' Meazza (I), 23' Ferrari (I), 43' Valentini (A), 46' Bisigato (I), 90' Battioni (A).

Ultima modifica il Sabato, 07 Gennaio 2017 20:23

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