Appunti e forchette

Appunti e forchette (24)

"La gastronomia ci sostiene dalla culla alla tomba, aumenta le delizie dell'amore e la confidenza dell'amicizia, disarma l'odio, agevola gli affari e ci offre, nel breve corso della vita, la sola gioia che, non essendo seguita da stanchezza, ci riposa da tutte le altre". (J.A.B.Savarin)

Mercoledì, 27 Luglio 2016 12:55

Parole chiave: Freschezza e Leggerezza

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Oggi Quantobasta propone ai lettori del blog "Appunti e Forchette" una ricetta semplice, veloce e leggera... insomma una ricetta estiva! Le parole chiave per questo caldo periodo dell’anno, sono Freschezza e Leggerezza. Nel periodo estivo infatti nessuno ha molta voglia di "sudare" davanti ai fornelli nè tantomeno di appesantirsi con cibi ipercalorici che oltre tutto non lavorano per la nostra silhouette! Impazzano sulle nostre tavole insalate di ogni genere e colore, paste fredde, smoothie e per i più golosi gelati e cheesecake alla frutta. L'importante è che il tutto sia di rapida preparazione e rigorosamente light.

Insalatina di gambero rosso, mele granny smith, radicchio precoce, mandorla tostata e salsa allo yogurt

Ingredienti

• 10 gamberi rossi
• 2 mele smith
• 1 radicchio precoce
• 200g yogurt
• 100g mandorle
• 1 ciuffo erba cipollina
• insalatina da taglio
• 1 limone
• olio extra vergine di oliva
• sale e pepe qb

Procedimento

Sgusciate i gamberi e puliteli a dovere, tagliateli in due per lungo, marinateli con olio evo ed erba cipollina, in un'altra ciotolina mantecate lo yogurt con dell'erba cipollina, olio, sale e qualche goccia di limone.

Riducete le mele a cubetti regolari, il radicchio a julienne condite delicatamente con olio e sale, scottate i gamberi in antiaderente, disponete l’insalatina sul piatto, adagiate le mele e il radicchio, i gamberi e le mandorle tostate; nappate con la salsa.

Oggi Quantobasta propone una ricetta a base di pesce azzurro, che fa benissimo alla salute ma anche al vostro portafoglio!

Un piatto per una cena “low cost” che sappia allo stesso tempo  stupire i vostri ospiti e soprattutto il palato!

Tortino di sgombro marinato e patate con pesto leggero di  rughetta

Ingredienti per 4 persone:

- 4 filetti di sgombro
- menta romana
- 100 gr di aceto di riso
- 2 patate
- 100 gr di rughetta
- q b di sale e pepe
- 3 dl di olio extra vergine
- 100 gr di mollica di pane casareccio raffermo
- prezzemolo, erba cipollina

Procedimento

Lavare la rughetta e asciugarla su carta assorbente; procedere frullando, insieme all'olio con un minipimer, correggere di sale. Lavare i filetti e porli su carta assorbente, unirli all'aceto insieme alla menta e marinare per 10 minuti in una boule a bagnomaria spento, dopodichè scolare e condire con olio. Pelare le patate, tagliarle a julienne, cuocerle in una padella antiaderente con un filo d'olio e tenerle in caldo. Con l'aiuto di un coppapasta formare le tortine alternando sgombro, menta e patate; spolverare infine con la mollica aromatizzata con erbette ed olio e tostata.

Giovedì, 25 Febbraio 2016 13:21

Una dolcissima tendenza: i macaron

di

I macaron così glamour, colorati e di tendenza negli ultimi tempi, non sono altro che dei dolcetti a base di mandorle, dall’aspetto simili ai baci di dama, ma molto più lisci e lucidi. Sono composti da due gusci uniti poi da una crema ganache, al burro o marmellata, ma delle volte si possono trovare anche in versione salata.

Considerato un dolce di origine francese, si ipotizza però che l’origine sia italiana. Caterina Dei Medici commissionò un dolce (conosciuto con il nome di maccarone, una sorta di amaretto) ad un pasticcere italiano. Quando nel 1533 Caterina si sposò con Enrico II di Francia, portò con se questo dolce il cui nome venne francesizzato e la ricetta modificata.

Oggi Quantobasta Scuola di Cucina vi propone la sua ricetta dei macaron, per nulla semplice, ma se seguita minuziosamente vi porterà a realizzare il dolce più originale e chic che abbiate mai sfornato!

Macarons al cappuccino - Ingredienti

(Ingredienti per circa 40 macaron)

375 g cioccolato al latte
300 g panna liquida
15 g caffè macinato
Colorante: caffè o estratto di caffè

Procedimento

Tritatare il cioccolato e sciogliere per metà a bagno maria.
Riscaldare la panna, aggiungere il caffè, lasciare in infusione senza coprire, e filtrare.
Versare delicatamente la panna tiepida sul cioccolato per ottenere una ganache liscia e lucida.
Lasciare raffreddare e mettere in frigo coperta per 1 ora.
Con la frusta sbattere la ganache per renderla cremosa.
Preparare i macaron con la ricetta base.
Spolverizzare i gusci con caffè macinato prima della cottura.

Ricetta base per i macarons - Ingredienti

(Ingredienti per circa 40 macaron)

200 g mandorle in polvere
200 g zucchero a velo
5 cl acqua
200 g zucchero semolato
75g albumi + 75g albumi
Colorante (dosaggio secondo le marche)

Procedimento

Versare le mandorle in polvere e lo zucchero a velo nel recipiente del robot da cucina. Lavorare per 30 secondi per raffinare il composto; se non avete il robot basta un setaccio a maglie fine. In una casseruola dal fondo spesso, mescolare con una spatola l’acqua con lo zucchero semolato. Immergere il termometro nello sciroppo per controllare la temperatura, che deve raggiungere 118°C. Mentre lo zucchero cuoce, versare 75gr di albumi nel recipiente dello sbattitore; quando il termometro indica 114°C, azionare la planetaria ad alta velocita per montare gli albumi. A 118°C diminuire la velocita e versare poco a poco sopra gli albumi montati evitando schizzi. Aggiungere il colorante e continuare a raffreddare la meringa verificando che sia più calda del dito. In un recipiente versare sulla miscela di mandorle in polvere e zucchero a velo i 75gr di albumi rimasti, mescolare con una spatola rigida, amalgamare fino ad ottenere una pasta di mandorle densa. Incorporare alla pasta di mandorle una piccola di meringa italiana, mescolare ed aggiungere la meringa rimasta.

Procedere a stampare i macaron; dopo aver riempito tutta la placca, batterla sul piano per lisciare la superfice e dare il tempo di formare il croutage per poi infornare. Cuocere a 160°C ventilato per 12 minuti circa.

Venerdì, 29 Gennaio 2016 12:02

Amatriciana forever

di

Uno dei simboli della tradizione culinaria italiana, copiata in tutto il mondo, la ricetta della salsa amatriciana è da sempre oggetto di svariate controversie e opinioni differenti.

Siamo continuamente stimolati da una valanga di ricette innovative che suggeriscono abbinamenti culinari più o meno chic, ma nonostante ciò, un buon piatto di Bucatini all'Amatriciana, non perde mai il suo gusto e soprattutto è in grado di accontentare sia palati più pretenziosi che meno esigenti.

Oggi Quantobasta Scuola di cucina vi dà la sua ricetta dei Bucatini all'Amatriciana... per un piatto di pasta che non stancherà mai!

Ingredienti

350 g bucatini
350 g guanciale
250 g polpa di pomodoro
150 g pecorino romano
vino bianco q.b.
olio e.v.o.
peperoncino q.b.
pepe q.b.

Procedimento

Rosolate per bene il guanciale in una padella, sfumate con del vino bianco, fate evaporare il vino, aggiungete il pomodoro, il peperoncino e del pepe macinato, portate avanti la cottura. Cuocete la pasta e scolatela al dente, mantecate con pecorino ed altro pepe e servite.

Il Natale è ormai alle porte e la conta dei giorni che mancano alla festa più attesa dell'anno viene accompagnata da un crescendo di addobbi, luci, musiche natalizie e dubbi su cosa preparare per la cena del 24 Dicembre.

E tu hai già pensato al menù di Natale? Nella tua famiglia vige forte la tradizione oppure ogni anno si varia con ricette differenti?

Quantobasta ha pensato di proporvi una ricetta facile e appetitosa a base di ingredienti classici come il polipo e le patate, ma che, con un pizzico di originalità, farà breccia nel palato dei vostri familiari, anche nei più radicali!

Polpo patate e arancia

Ingredienti
• 1 polpo verace 1,2 kg
• 4 patate di Avezzano
• 1 cipolla rossa di Tropea
• aceto di vino rosso
• zucchero
• 2 arance Ribera
• 1 limone
• olio evo, sale, pepe

Procedimento
Cuocete il polpo in abbondante acqua con della scorza di limone e a fuoco lento. Tagliate le patate a cubetti e saltatele in olio evo per qualche minuto, continuate la cottura con poca acqua. Rendetele una crema. Insaporitela con sale olio e scorzetta di arancia. Tagliate il polpo tenendo i tentacoli integri, scottateli in antiaderente salate e pepate, tagliate la cipolla finemente e mettetela a marinare con aceto e zucchero per una mezz'ora. Impiattate con la crema sul fondo, il polpo sopra e guarnite con la cipolla marinata.

E buon appetito da Qb!

Forse non tutti sanno che…è meglio noto al mondo ittico con il nome di merluzzo, finché sta in acqua, ma poi quando viene pescato il suo nome cambia a seconda di come viene trattato.

Se, una volta pulito, viene messo sotto una coperta di sale che lo conserverà più a lungo, prende il nome di baccalà. Se invece viene lasciato ad essiccare all’aria fredda, diventa uno stoccafisso, nome perfetto per indicare la durezza che lo contraddistinguerà.

Buono, economico, nutriente e con pochi grassi, il merluzzo è soprannominato il maiale del mare, perché di lui non si butta via niente!

Ecco una ricetta semplice e gustosa, della Scuola di Cucina Quantobasta, per gustare al meglio uno dei pesci più versatili che c’è!

Baccalà croccante, ketchup di peperoni rossi alla menta e uva sultanina.

Ingredienti

400g baccalà
1 peperone rosso
1 ciuffo di prezzemolo
100g uvetta sultanina
50g aceto di lamponi
50g zucchero
fiocchi di cereali
2 uova
150g farina
olio semi di arachidi
olio extra vergine d’oliva
menta q.b.

Procedimento

Lavate e mondate i peperoni, tagliateli a dadi, e scottateli in padella con un filo di olio e ciuffi di prezzemolo, aggiungete anche qualche chicco di uva sultanina e dopo 10-12 minuti spegnete il fuoco. Aggiungete l’aceto e lo zucchero, poi frullate e setacciate. Impanate il baccalà con farina, uovo e fiocchi di cereali, quindi friggete in abbondante olio d’arachidi.
Servite il baccalà con la salsa a specchio profumata con un po’ di menta, e guarnite con altra menta e la pelle del baccalà fritta.

E buon appetito da Qb!

A cura della scuola di cucina Quantobasta: www.qbscuoladicucina.it 

Vi siete mai chiesti quanto cibo buttiamo via?

Mediamente ogni anno nel mondo si producono circa due miliardi di tonnellate di cibo, e la metà di questo, quando finisce nei rifiuti, è ancora commestibile.

Allora, come si potrebbe ridurre questo enorme spreco di cibo, che potrebbe aiutare qualcun altro?

Una soluzione la possiamo trovare nella rete: è il foodsharing, che consiste nell’utilizzare piattaforme online per smistare il cibo in esubero in tempo reale.

Un’applicazione di foodsharing, che sta avendo un enorme successo, è Ratatouille: un’idea di quattro giovani ragazzi che ha cominciato a muovere i primi passi oltre un anno fa. L’applicazione combatte gli sprechi alimentari, offrendo la possibilità di condividere il contenuto del proprio frigorifero con gli altri utenti.

Stai partendo per le vacanze ma hai parecchi alimenti freschi nel frigo? Hai un orto che produce più di quello che riesci a consumare? In altre parole, hai cibo extra e vuoi darlo via? Ratatouille ti aiuta a trovare qualcuno ben lieto di prendere il tuo cibo prima che questo vada sprecato. In pochi passi, troverai quello che ti serve e darai via quello di cui non hai più bisogno.

Niente sprechi, niente stress.



A cura della scuola di cucina Quantobasta: www.qbscuoladicucina.it 

 

Martedì, 06 Maggio 2014 11:17

Primavera: sogno o realtà?

di

Sarà mica arrivata la primavera? Nonostante le cime del nostro amato Gran Sasso siano ancora imbiancate, la natura ha già cominciato a dare i primi segnali di risveglio, e con essa anche gli alberi e le colture iniziano, con nostra somma gioia, a produrre delle primizie deliziose.

In primavera diventa ancora più importante ripulire e nutrire l’organismo dopo i mesi più freddi e quindi perché non cominciare a preparare mille sfiziosi piatti a base di verdure, tanto buoni, quanto belli, ma soprattutto sani?

Ecco che dai nostri orti, per i fortunati che ne hanno uno, fanno capolino le prime fragole, cicorie e asparagi, insostituibili disintossicanti generali del nostro organismo; spinaci, insalate e carote novelle, fave, piselli e altri prodotti fonti di sali minerali e vitamine che ci prepareranno ad affrontare al meglio il periodo estivo.

In cucina primavera significa soprattutto verdura. Ma risulta essenziale che le verdure fresche, tenere e saporite di questa stagione non vengano "massacrate" da preparazioni troppo elaborate o da condimenti vari in quantità eccessiva.

Chi di voi, e qui voglio che siate sinceri, ha mai mangiato un minestrone di verdure che non fosse monocromaticamente marrone?

La regola numero uno è infatti quella della massima semplicità: lattuga novella, qualche foglia di rucola, del finocchio affettato sottile, dei ravanelli, un pizzico di semi di papavero, qualche spicchio d’arancia, un giro d'olio extravergine di oliva ed ecco una rinfrescante e piacevolissima insalata da veri intenditori.

La regola numero due è l’originalità … si! Diamo spazio alla nostra fantasia provando qualche accostamento “insolito” e divertendoci con i prodotti che la natura ci offre: rucola e fragole; asparagi e germogli; finocchi e acciughe, fave e feta...e il gioco è fatto! Tanti sono i colori e infinite le possibilità.

Come non sentirsi più allegri solo al vedere a tavola un bel piatto che profuma di primavera?

A cura della scuola di cucina Quantobasta www.qbscuoladicucina.it 

Che poi…chi ci ha mai creduto? Al massimo la Pasquetta, perché anche la Pasqua, almeno da noi, è sempre stata un affare di famiglia, ovviamente gastronomico!
E anche il Lunedì di Pasqua, nessuno scampa ad un’allegra arrostata all’aria aperta, quasi come se il giorno prima avessimo digiunato…
Ma andiamo con ordine, perché’ a L’Aquila il giorno di Pasqua è impegnativo, molto più del Natale! Si comincia, infatti, a scaldare i motori dalla mattina, tanto per far capire allo stomaco cosa lo attende.
Ma vediamo come si estrinseca il nostro estro culinario per la Benedetta colazione pasquale!

La Pizza di Pasqua
Il mostro sacro di Pasqua. Solitamente ci vogliono tre giorni di lievitazione, notti insonni e incubi annessi. C’è anche chi la compra gia’ pronta, fatto sta che, sarà il suo profumo, la sua forma perfetta, tutti quegli zuccherini colorati – che, diciamoci la verità, sono la parte più buona- o forse, molto più probabilmente, il suo gusto perfetto sia con la cioccolata che con un bel pezzo di salamino, è uno dei must di una colazione di Pasqua aquilana che sia degna di questo nome!

I salami
Di fegato, piccanti, dolci, ovali, rotondi, aquilani, di Campotosto…ma quante ne sappiamo?
L’aspetto più delicato della questione è stabilire la giusta proporzione tra lo spessore della fetta del salame di turno e la dimensione del carboidrato (pane o la sopracitata pizza) da abbinare. Occhio quindi a scegliere l’affettatore adatto!

Le uova sode
Ore ed ore passate da bambini a decorarle, cercando di non romperle per scongiurare il pericolo di contaminazione con la pittura delle tempere all’interno del guscio, e poi? Non le vuole mai nessuno! Sfido io…con tutto quel ben di Dio, chi sceglierebbe un uovo sodo?
D’accordo, d’accordo, giusto uno per devozione, visto che è anche benedetto!

La coratella
E dulcis (mica tanto) in fundo, almeno un assaggino di questa dolce meraviglia del quinto quarto, non ce la leva nessuno, soprattutto quando è servita tiepida. Qualche famiglia avanguardista la insaporisce con i carciofi, ma di sicuro la versione classica non tradisce mai.

Insomma, qualunque sia la vostra ricetta per la colazione della resurrezione, fate in modo di consumarla entro mezzogiorno, visto che, dopo quell’ora, la cucina, a meno che non siate in brigata, per voi sarà di nuovo off limits!
Ma come perché’? State scherzando? Perché’ bisogna preparare il pranzo…che domande!

E allora è proprio il caso di augurarvi: in bocca al lupo per una buona Pasqua!

A cura della scuola di cucina Quantobasta. www.qbscuoladicucina.it

Lunedì, 14 Aprile 2014 14:19

C'era una volta la merenda

di

 

Tanto tanto tempo fa, è esistita un'epoca in cui noi, ancora bambini, eravamo felici. Non avevamo mai sentito parlare di crisi, il traffico era soltanto una strana parola di cui a malapena conoscevamo la pronuncia, la cellulite non era un problema che ci riguardava e le diete erano esclusiva di atleti e modelle. Quel tempo, era l’epoca in cui ancora si faceva la merenda.

Nella vita frenetica odierna, ormai non è più di moda nemmeno la parola stessa, figuriamoci l’atto in sé! Sembra quasi che ci vergogniamo di pronunciarla; al massimo si fa uno “snack”, oppure s’ingurgita un “rompidigiuno” monoporzione di conservanti e coloranti al volo.

Ma non erano meglio quelle sane merende, consumate a casa, tra un problema di geometria e la prosa di una poesia, o ancora meglio, davanti all’ultima puntata di Bim Bum Bam?

Cosa ci è successo? Pian piano le merendine hanno preso il posto del pane e olio ed il tempo sacro della merenda si è inesorabilmente dissolto.

Ma c’è ancora una speranza, perché di sicuro un pezzo di pane non manca mai, tantomeno in quelle case dove gli snack fast&furios imperversano. E allora che ci vuole a preparare una merenda sana, genuina e di sicuro più nutriente di qualunque marchingegno preconfezionato, precotto, decongelato o rigenerato?

Se vi manca la fantasia, niente di più sbrigativo di una bella fetta di pane, magari tostato se c’è anche bisogno di scaldarsi le mani, con un vorticante giro d’olio, che poi sgocciola da tutte le parti, ma, diciamocelo: è così buono! Per soddisfare le voglie più golose, pane, burro e miele, o una spolveratina di zucchero: vi pare poco?

E finalmente ora che i pomodori torneranno ad avere anche un sapore, al di là del solo colore, una bella strusciatina sul pane, un po’ d’olio, sale e basilico come se piovesse!

Possiamo ancora essere felici, non ci vuole molto…e allora, riprendiamoci la nostra merenda!


A cura della scuola di cucina "Quantobasta" www.qbscuoladicucina.it 

 

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