Sabato, 27 Agosto 2016 21:09

Nelle frazioni di Montereale si dorme ancora in strada e non c'è acqua potabile

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Nelle frazioni di Montereale si dorme ancora in strada e non c'è acqua potabile foto Ilaria Rosa

"La scossa è stata molto più forte di quelle del 2009! Ora ci hanno detto di dormire fuori casa, ci hanno piazzato una tenda in strada, ma non ci hanno portato neanche le brandine". Inizia così lo sfogo di una giovane mamma di Verrico di Montereale (L'Aquila), una delle 36 frazioni del comune dell'Alta valle dell'Aterno aquilano, tra i cinque comuni abruzzesi in stato di emergenza, assieme a Capitignano, Campotosto, Valle Castellana e Rocca Santa Maria.

A tre giorni dalla terribile scossa del 24 agosto, ci siamo diretti a Montereale, territorio di confine tra l'Abruzzo e quel Lazio reatino che sta vivendo momenti di angoscia e dolore. Tra quelle colpite dal terremoto, l'Abruzzo è, insieme all'Umbria, la regione con meno danni, in termini di vite umane e di cedimenti strutturali degli edifici.

A Montereale sono state allestite sette aree di accoglienza, di cui la più grande è quella al campo sportivo (foto in basso), che ospita chi ha paura di dormire in casa, e dove troviamo il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, originario di queste parti e attivissimo in queste ore. Perché, sebbene non ci siano stati (fortunatamente) crolli significativi e vittime, in queste zone il terrore lo percepisci subito negli occhi delle persone. Un terrore tragicamente di ritorno, perché Montereale fa parte anche del cratere sismico del 2009. Un terrore che si palesa alla vista, evocativa, delle tende blu della Protezione Civile. Un'altra volta, sette anni dopo. E sei anni dopo lo sciame sismico che investì l'area nel 2010. Anche allora, a fine agosto.

Fatta eccezione di qualche caso, la maggior parte della popolazione ha accesso alle abitazioni. Ma il sindaco Massimiliano Giorgi ha consigliato vivamente di rimanere fuori casa per la notte, e con un'ordinanza ha vietato l'utilizzo dell'acqua potabile. Le ultime due scosse significative, in effetti, hanno avuto come epicentro l'area compresa tra Campotosto e Poggio Cancelli (L'Aquila): non c'è da stare tranquilli.

In alcune frazioni la criticità forte, in queste ore, è rappresentata dalla latitanza della Protezione Civile. Il dipartimento, infatti, ha installato nelle frazioni tende solitarie per ripararsi nella notte, ma in molti casi nulla più. Né brandine, né condizionatori, utili anche in questo periodo, viste le altitudini e le basse temperature notturne.

A Verrico (foto in basso), ad esempio, vivono una trentina di persone. Nel terremoto aquilano fu la frazione di Montereale più colpita: 300 edifici danneggiati. Oggi, in strada, troviamo due tende blu, nessuna branda. E poi in paese un neonato, una bimba piccola e due disabili. Una situazione che costringe ad un alto stress le persone, strette a morsa da chi dice loro di dormire fuori casa, e chi non offre loro soluzioni per farlo. Una situazione risolta, in parte, dall'arrivo di alcune brande all'ora di cena, acquistate e consegnate dalla rete solidale indipendente attiva in questi giorni all'Aquila, e coordinata da 3e32, Asilo Occupato e Appello per L'Aquila.

Anche nelle altre frazioni non sono stati organizzati campi veri e propri - e per il momento sembra che non ce ne sia bisogno - ma le persone dormono fuori casa, impaurite, anche a Castriglione (70 abitanti) e a Santa Vittoria, dove la strettoia del paese è attraversata anche dai mezzi pesanti provenienti dalle zone terremotate reatine e dove, ci raccontano, quasi ogni giorno sono costretti a far passare in curva i carrelli dei soccorsi rimorchiandoli con il trattore di un paesano (foto in basso).

Capitolo a parte merita invece Santa Lucia, anch'essa frazione, di poche decine di abitanti, nel territorio comunale di Montereale. Qui abbiamo trovato un paese totalmente evacuato, con diversi crolli (foto di copertina e in basso) e un'unica abitante all'inizio del paese, in camper, che "vigila" sulle abitazioni. E' qui che siamo stati anche identificati da una volante in giro di ronda dei Carabinieri.

Insomma, la situazione dei comuni dell'Alta valle dell'Aterno aquilano si sente addosso meno riflettori rispetto a sette anni fa, ma gli stessi problemi. Con una protezione civile regionale in questi giorni concentrata in toto nella tendopoli di Grisciano, vicino Accumoli.

Le foto di Ilaria Rosa per news-town.it

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Ultima modifica il Giovedì, 01 Settembre 2016 02:19

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