Domenica, 15 Gennaio 2017 19:45

Crollo Casa dello Studente, ancora un rinvio per il processo civile

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Era atteso per oggi al Tribunale dell'Aquila l'inizio del processo civile per il crollo della Casa dello Studente, in cui, il 6 aprile 2009, persero la vita otto universitari. Una prima udienza c'era già stata, a dire il vero, già nel giugno 2016 ma i tempi tecnici per la contestata chiamata in causa di altri soggetti e la pausa estiva hanno concorso a far slittare l'inizio del processo di oltre sei mesi.

Invece, c'è stato un ulteriore rinvio al prossimo 15 febbraio: la decisione del giudice onorario del Tribunale dell'Aquila, Antonella Camilli, è dovuta alla necessità di approndire la regolare costituzione di due 'parti' giunte per via telematica: riguarderebbero tre dei quattro tecnici condannati in sede penale, Tancredi Rossicone, Pietro Centofanti e Pietro Sebastiani; l'altro, Berardino Pace, non si è ancora costituito.

Da Wania Della Vigna, uno degli avvocati di parte civile, si apprende, tra l'altro, che la Corte di Cassazione, quarta sezione penale, a distanza di 9 mesi dall’udienza dell’11 maggio 2016, non ha ancora depositato le motivazioni della sentenza di conferma delle condanne. “A tal fine" ha sottolineato "ho intenzione di proporre, nei prossimi giorni, un’istanza in Corte di Cassazione al primo presidente, Giovanni Canzio, all’epoca dei fatti presidente della Corte d’Appello dell’Aquila”.

La causa civile è stata promossa da alcune parti civili contro la Regione Abruzzo e l’Adsu dell’Aquila. I parenti delle vittime chiedono circa 6 milioni di euro di risarcimento.

La Regione Abruzzo ha chiamato in causa le presunte colpe dello Stato centrale attraverso il Ministero dell'Istruzione e l'Università dell'Aquila, per aver acquistato l'edificio incurante dei deficit di carenza strutturale di cui soffriva. Non solo, l'Ente ha inteso sollevare le presunte responsabilità sia della Angelini Immobiliare, che aveva progettato l'immobile non attenendosi alla normativa vigente, sia dell'Adsu per il "ruolo di custode esclusivo" dell'edificio. A sua volta, l'Agenzia per il diritto allo studio ha tentato lo "scaricabarile" sulla Regione, in quanto Ente proprietario dell'edificio.

"Uno scaricabarile indecoroso", l'aveva definito nei mesi scorsi Antonietta Centofanti, del 'Comitato familiari vittime della Casa dello Studente'. "La Regione Abruzzo tira in ballo lo Stato, l'Università, l'Adsu, l'Angelini e gli imputati condannati nei primi due gradi di giudizio. Ed è solo l'inizio di un gioco sporco nel quale ciascuna delle parti, a vario titolo coinvolte, cerca di scrollarsi di dosso la responsabilità di quanto è accaduto", ha ribadito.

Ultima modifica il Lunedì, 16 Gennaio 2017 22:36

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