Giovedì, 23 Febbraio 2017 13:57

Mancano coperture finanziarie, Utr dei Comuni fuori cratere a rischio chiusura

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Una veduta di Cugnoli Una veduta di Cugnoli

"Il primo marzo 2017 gli uffici Utr cosiddetti di frontiera dei Comuni Fuori Cratere delle diverse aree omogenee chiuderanno e quindi si interromperanno tutte le attività tecnico – amministrative delle pratiche di richiesta di contributo per gli immobili danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009 per tutti i 75 Comuni “Fuori Cratere” delle Province di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila in regime di convenzione con gli uffici".

A denunciarlo, in una nota, è il sindaco del comune di Cugnoli (Pescara), Lanfranco Chiola, coordinatore dell'Area Omogenea numero 5.

"Dal mese di giugno 2016" si legge "i comuni sede degli UTR cd. di frontiera: Cugnoli (PE), Goriano Sicoli (AQ), Montorio al Vomano (TE) e Navelli (AQ) non hanno ricevuto alcun rimborso per il pagamento del corrispettivo dei ventitre consulenti - che quotidianamente si occupano dell’istruttoria dei progetti per la ricostruzione post-sisma, degli atti contabili e dell’effettuazione dei sopralluoghi previsti dalle relative O.P.C.M.. I Comuni stanno anticipando con proprie risorse, però la situazione non è ulteriormente sostenibile per il rispetto e la salvaguardia dei vincoli di bilancio. La normativa in vigore non dà alcuna certezza sulle risorse destinate ai Comuni “Fuori Cratere”.

"Se non interverranno modifiche migliorative in tal senso" continua la nota "si fermeranno tutte le attività effettuate dai professionisti incaricati dell’istruttoria delle pratiche post-sisma 2009, tutti i Sal e tutte le procedure in essere: rimangono bloccate tutte le 1.062 pratiche dei comuni convenzionati depositate presso gli UTR per un importo pari ad € 265.111.894,00, (di cui le pratiche evase dagli UTR sono 245, per un importo pari ad € 57.956.934,79)".

"Si stima" prosegue il sindaco "che il costo complessivo della ricostruzione dei Fuori Cratere sia pari a 680 milioni di euro con un totale di immobili inagibili pari a 3.800 e 1.384 agibilità ripristinate. Il Tavolo di Coordinamento delle Aree Omogenee ha interloquito in maniera continuativa e pressante con il governo, senza però avere avuto risposte e riscontro in merito".

"I sindaci dei Comuni “Fuori Cratere”" afferma il primo cittadino del comune del Pescarese "delle diverse aree omogenee di frontiera, convenzionati con gli Utr Comuni “Fuori dal Cratere” si sentono abbandonati e lanciano un forte grido d’allarme alle istituzioni competenti sul futuro della ricostruzione post – sisma 2009 dei Comuni Fuori Cratere, e sulle gravi ripercussioni che l’interruzione della stessa creerà sicuramente sull’intero territorio della Regione Abruzzo".

"Questa situazione di grave precarietà" si legge ancora "sta danneggiando pesantemente l’intero processo di ricostruzione, portandolo alla paralisi.
Il nostro territorio non può permettersi di aspettare ulteriormente e di vedere compromesso il processo di ricostruzione post sisma che deve essere portato doverosamente e giustamente a termine".

"Le conseguenze della chiusura degli Uffici Utr Comuni "Fuori Cratere"" avverte Chiola "sarebbero gravissime sull’attività di ricostruzione in corso, sull’economia della Regione, sui pagamenti dovuti alle ditte occupate, sull’indotto lavorativo creato, oltre che sulle risorse finanziarie pubbliche fino ad oggi impegnate nel processo di ricostruzione post sisma. Quotidianamente numerosi professionisti e ditte hanno investito energie, risorse e lavoro nell’attività di ricostruzione e non possiamo manifestare disinteresse nei loro confronti".

"I cittadini" conclude la nota "hanno necessità di ricevere delle risposte certe che riguardano il proprio futuro e il forte desiderio di ritornare ad abitare nelle proprie case, abbandonate da troppo tempo, e riprendere a vivere all’interno dei nostri borghi che così tornerebbero ad avere nuova linfa vitale per la rinascita del nostro paese".

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