Giovedì, 06 Aprile 2017 00:41

L'Aquila, la notte del ricordo e del dolore [il fotoracconto]

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Otto anni dopo, L'Aquila ha commemorato le 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009; meno persone rispetto agli anni passati, senz'altro, e forse è pure fisiologico, ma sono arrivati comunque in 4 mila per partecipare alla fiaccolata divenuta, oramai, parte integrante della nostra città, della sua memoria, dei suoi valori condivisi.

Tra i cittadini che hanno acceso la fiaccola e partecipato al corteo promosso dai familiari delle vittime, il ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti e la sottosegretaria all'economia con delega alla ricostruzione Paola De Micheli. Accanto a loro, il sindaco Massimo Cialente, all'ultima fiaccolata da primo cittadino, le senatrici aquilane Stefania Pezzopane ed Enza Blundo, il Presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso, il vice Giovanni Lolli, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, assessori e consiglieri del Comune dell'Aquila, della Provincia e della Regione, alti rappresentanti delle forze dell'ordine, il prefetto Giuseppe Linardi, la rettrice Paola Inverardi, il rettore del Gssi Eugenio Coccia, i titolari degli uffici speciali per la ricostruzione Paolo Esposito e Raniero Fabrizi.

"Sono stati anni durissimi, difficili e dolorosi: non so dove ho trovato la forza di affrontare le sfide cui siamo stati chiamati", ha dichiarato ai nostri microfoni il sindaco uscente, visibilmente commosso; "su di me, hanno pesato responsabilità enormi. Credo che abbiamo vinto la sfida: la città, oramai, ha la consapevolezza di essere tra le più sicure d'Italia, forse d'Europa. Lascio sereno: auguro al mio successore di avere la stessa passione, la stessa capacità di visione per il futuro della città".

Cialente è rimasto sorpreso, tuttavia, dalla partecipazione meno numerosa della città alla fiaccolata del dolore e della memoria: "Era la preoccupazione che avevo per l'anno passato: con la consapevolezza che il peggio è passato, si dimentica chi è rimasto indietro".

"La sensazione è di una città che ricorda, in maniera struggente, le persone che non ci sono più, che spera per il futuro, ma che in questo momento - e si avverte, in maniera palpabile - vive una condizione diversa dall'anno scorso", le parole della senatrice Stefania Pezzopane. "Le scosse di gennaio, hanno riprodotto un meccanismo di paura che ha cambiato un poco le sensazione e l'atmosfera; il ritorno della paura rende insicuri, allegerisce e affievolisce il senso della speranza. Questo avverto. Al contrario, non possiamo abbandonare né la speranza né la fiducia: gli ultimi provvedimenti approntati oggi in Senato, ci spingono verso un cambiamento".

Giusto stamane, discutendo il Decreto terremoto, "ho ribadito - per esempio - che anche per le scuole del cratere 2009 andrà applicata la norma inserita per affrontare la ricostruzione dei territori colpiti dagli ultimi territori, e che prevede un sistema di appalto integrato, molto più celere e che permetterebbe di superare una impasse allucinante".

"Il Governo ha approvato emendamenti all'ultimo Decreto che riguardano anche il cratere del 2009", ha aggiunto la sottosegretaria Paola De Micheli; "siamo impegnati quotidianamente per migliorare le condizioni della ricostruzione. In questo senso, la relazione sul 2016 è particolarmente positiva: abbiamo aperto duemila cantieri, e si tratta di un segnale importante. E' evidente che ci sono ancora aspetti da perfezionare: in particolare, abbiamo ancora da affinare le questioni che attengono al personale, e la situazione delle scuole, appunto, che affronteremo probabilmente in un prossimo decreto".

La fiaccolata ha mosso i primi passi poco intorno poco prima delle 23, da via XX Settembre, a ridosso del Tribunale recentemente ristrutturato. Da lì, il corteo si è mosso verso Piazza Duomo, sfilando davanti a molti dei luoghi simbolo della tragedia, facendo tappa silenziosa e commossa innanzi ai ruderi della Casa dello Studente.

Ad aprire il corteo, i familiari delle vittime; subito dietro, il coordinamento nazionale 'Noi non dimentichiamo' che raccoglie le principali associazioni italiane che si battono per la ricerca della verità sulle 'stragi di Stato', da San Giuliano di Puglia a Viareggio, e che si erano ritrovati nel pomeriggio al Palazzetto dei Nobili. In città, sono giunti anche i rappresentanti istituzionali di alcuni Comuni colpiti dai terremoti che si sono susseguiti dal 24 agosto scorso e fino a gennaio, mettendo in ginocchio le aree interne appenniniche.

"L'impegno del Governo su L'Aquila è molto forte", ha rivendicato il ministro Claudio De Vincenti a NewsTown. "Negli ultimi 3 anni, abbiamo messo 13 miliardi sulla ricostruzione dell'Aquila; oggi, il 77% delle famiglie sfollate è tornata a casa. Insomma, la ricostruzione privata è a buon punto e prevediamo di completarla in centro storico entro il 2020. La ricostruzione pubblica, invece, è al 50% e, dunque, bisogna accellerare", ha riconosciuto il Ministro. "Credo che sia un bilancio che segnala con forza, comunque, l'impegno del Governo, della Regione, del Comune al fianco dei cittadini: su questra strada dobbiamo proseguire, e cercheremo di accelerare ulteriormente".

Altro aspetto della ricostruzione avviato, il rilancio economico del territorio: "Abbiamo messo in campo interventi per attrarre investimenti produttivi e qui, nella conca dell'Aquila, ci sono alcune realtà d'eccellenza, di alta tecnologia, realtà molto avanzate: su questo stiamo lavorando col presidente della Regione Luciano D'Alfonso, col Patto per l'Abruzzo: dieci giorni fa, ho visitato i Laboratori del Gran Sasso, eccellenza scientifica a livello mondiale in rapporto col territorio. Questo territorio, ha le carte in regola per una ripresa significativa che possa garantire un futuro ai giovani".

E sui ritardi denunciati, nei giorni scorsi, proprio dai rappresentanti istituzionali del 'nuovo cratere', De Vincenti ha tenuto a ribadire che "bisogna essere consapevoli dell'estrema difficoltà in cui si sono trovati quei territori: dopo la scossa del 24 agosto, infatti, ne sono venute altre, le ultime a gennaio, che hanno avuto effetti anche qui. Stante le criticità, si sta facendo un lavoro importante: segnalo che entro l'estate, ad Amatrice e Accumoli, avremo tra le 400 e le 500 casette che consentiranno di ricostituire una vita delle comunità locali nei loro luoghi d'origine. Poi, c'è la ricostruzione da fare: si tratta di un processo complicato, i decreti varanti dal Governo, però, segnano un passaggio importante per accellerare i processi, anche tenendo conto dell'esperienza che si è fatta qui".

"L'Aquila diventerà una delle cinque città più belle d'Italia", ha aggiunto Luciano D'Alfonso. "Si tratta di recuperare anche il diritto allo stupore: stanno venendo benissimo le proprietà private ricostruite, adesso è il turno della proprietà pubblica. Si è avuta bravura per fare in modo che anche le attività economiche ritrovassero collocazione, la vitalità culturale, ciò che fa una città con un'anima. Vorrei che su questo si ristabilisse il diritto alla meraviglia positiva".

Poco dopo mezzanotte e mezza, il corteo, silenzioso e composto, è arrivato in Piazza Duomo, nel cuore del centro storico, dove sono stati letti i nomi delle 309 vittime del sisma. Dunque, i rintocchi della campana della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, a rompere un silenzio così pieno da dire più di mille parole. Rintocchi che sono risuonati, ancora, alle 3:32.

 

Il fotoracconto di Andrea Mancini

Fiaccolata del ...
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Il fotoracconto di Eleonora Fagnani

Otto anni dopo
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Ultima modifica il Giovedì, 06 Aprile 2017 12:36

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