Martedì, 18 Aprile 2017 11:20

Vitalizi, Regione Abruzzo inadempiente: niente tagli, e doppie pensioni d'oro

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Una riforma a metà.

Il 10 ottobre 2014, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un ordine del giorno che prevedeva una "temporanea" decurtazione delle pensioni agli ex consiglieri regionali (e ai loro parenti) che, sopravvissuti alla soppressione dei vitalizi - la norma è stata applicata ovunque in modo non retroattivo - dovevano versare almeno un contributo di solidarietà in tempo di crisi.

Come noto, a seguito del provvedimento di Spending review varato nel 2011, i cittadini che sono stati eletti in Consiglio regionale percepiranno la pensione dai 65 anni in su, o dai 60 con una piccola penalizzazione economica; prima di allora, però, gli ex consiglieri regionali hanno potuto beneficiare del vitalizio di 2400 euro netti al mese al compiersi di una legislatura (5 anni) e di 3300 euro netti al mese se eletti per due legislature (10 anni), versando appena 1500 euro al mese, 18mila euro annui per 5 anni, 36mila per 10 anni.

Sono passati due anni e mezzo dal provvedimento assunto in Conferenza e solo la metà delle Regioni italiane ha rispettato l'ordine del giorno, tagliando dal 6% per i vitalizi sotto i 1500 euro al mese e fino al 15%: a mettersi in regola sono state Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Trentino, Val d'Aosta, Veneto e Puglia.

L'Abruzzo di Luciano D'Alfonso è ancora inadempiente; non solo: sebbene i vitalizi siano stati aboliti (ma i provvedimenti - come detto - non hanno 'colpito' gli assegni riconosciuti in passato e che continuano ad essere erogati), e sebbene non siano state introdotte le misure di solidarietà pure previste, la nostra Regione è inadempiente anche per un'altra misura prevista nelle direttive fornite dalla conferenza delle assemblee nel 2014, la decurtazione per chi cumula più di una pensione. La legge che avrebbe dovuto abolire i doppi vitalizi, qualche mese fa, è giunta alla discussione dell'assise regionale ma è stata rispedita in Commissione "per doverosi approfondimenti".

Ad oggi, dunque, Regione Abruzzo eroga ancora 109 vitalizi diretti ad ex consiglieri e 46 a discendenti diretti con la reversibilità (alcune, sono doppie pensioni), senza la prevista decurtazione di solidarietà, per un importo lordo annuo che si attesta, in media, sui 30mila e 833 euro, più o meno il doppio di una 'buona' pensione non politica.

GLI EX CONSIGLIERI PERCETTORI DI VITALIZIO - Elenco aggiornato a marzo 2017

  • AIMOLA UMBERTO, 8.160,99
  • ALIMONTI EMIDIO, 5.440,65
  • AMICONE MARIO, 11.841,16
  • ARISTA TIZIANA, 5.440,65
  • BAFILE EMIDIO, 8.160,99
  • BENEDETTO GIUSEPPE, 8.160,99
  • BERTI DE MARINIS GIAMPIETRO, 5.440,65
  • BORRELLI LUIGI, 9.079,71
  • BROCCO VINCENZO, 5.440,65
  • CARAMANICO FRANCO, 10.732,50
  • CIAMMAICHELLA PAOLO, 12.787,41
  • CICERONE FRANCESCO, 9.249,12
  • COLETTI TOMMASO, 6.658,44
  • CONOCCHIOLI MORELLI ERMANO, 5.440,65
  • CORA ANGELO, 5.440,65
  • D'ALESSANDRO CESARE, 8.160,99
  • DAMIANI GIOVANNI, 5.440,65
  • D'ANDREA GIANVINCENZO, 9.249,12
  • D'ANDREAMATTEO PIERGIUSEPPE, 6.882,54
  • DE MASSIS DOMENICO, 8.160,99
  • DEL COLLE VINCENZO, 15.025,50
  • DEL TURCO OTTAVIANO, 7.155,00
  • DELLA MONICA PASQUALE, 5.440,65
  • DI BARTOLO BRUNO, 8.160,99
  • DI BARTOLOMEO CLAUDIO, 5.440,65
  • DI BASTIANO WALTER, 5.735,46
  • DI CAMILLO GIANCARLO, 7.616,94
  • DI CARLO DOMENICO, 5.440,65
  • DI GIALLUCA VINCENZO, 5.440,65
  • DI GIOVANNANTONIO GIOVANNI, 8.160,99
  • DI GIUSEPPE DINO, 5.440,65
  • DI LUZIO VITTORIO, 7.155,00
  • DI MASCI BRUNO, 7.155,00
  • DI PAOLA FERDINANDO, 6.053,13
  • DI PAOLO ANGELO, 10.017,00
  • DI PAOLO BRUNO MARIO, 5.440,65
  • DI SABATINO FILIPPO, 7.155,00
  • DI STANISLAO AUGUSTO, 8.951,19
  • DI STEFANO FRANCESCO PAOLO, 8.586,00
  • DOMENICI VITO, 6.759,99
  • EVANGELISTA BRUNO GIANFRANCO, 7.155,00
  • FAINELLA ELDA ANNA ROSA, 7.155,00
  • FALCONIO ANTONIO, 10.732,50
  • FANFANI MARCO, 5.735,46
  • FELLI EZIO, 7.155,00
  • FORTUNATO ANTICO SERGIO, 12.787,41
  • FRACASSI ANNA MARIA, 8.585,97
  • FRANCHI ANTONIO, 6.528,78
  • GALLUPPI FERNANDO, 5.440,65
  • GIANNUNZIO UGO, 12.844,08
  • GIOVAGNORIO FRANCESCO, 7.155,00
  • GIULIANI GIULIANO, 8.160,99
  • GIULIANTE GIANFRANCO, 5.735,46
  • GRAZIANI FRANCO, 5.440,65
  • IACOVONI ANTONIO, 7.155,00
  • LA BARBA ALBERTO, 10.881,33
  • LA CIVITA FRANCO, 5.440,65
  • LAPENNA LUCIANO, 8.160,99
  • LETTERE GIUSEPPE, 7.155,00
  • MARGUTTI FERDINANDO, 5.735,46
  • MARINARO EGIDIO, 8.160,99
  • MARIOTTI ARNALDO, 7.436,04
  • MENNA ANTONIO, 10.732,50
  • MILANO LUIGI, 6.053,13
  • MOLINO GIUSEPPE, 8.160,99
  • MONACO ELIO, 5.440,65
  • NENNA ANNA, 9.176,73
  • NOVELLO GAETANO, 15.025,50
  • ORLANDO ANGELO, 10.140,06
  • ORSINI LEO, 7.155,00
  • OTTAVIANO GIULIO, 5.984,73
  • PACE GIOVANNI, 10.732,50
  • PALMERIO VINCENZO, 6.053,13
  • PALOMBA PAOLO, 5.984,73
  • PANUNZI MARIO, 12.148,05
  • PASSERI BRUNO, 8.603,16
  • PELUSI SILVANA, 7.616,94
  • PERANTUONO TOMMASO, 5.440,65
  • PETRARCA BRUNO, 8.160,99
  • PETRI ALESSANDRA, 5.440,65
  • POLLICE FILIPPO, 10.732,50
  • PROSPERO ANTONIO, 10.732,50
  • RICCIUTI ROMEO, 12.879,00
  • ROSINI ANTONIO, 8.160,99
  • RUFFINI CLAUDIO, 5.735,46
  • RUSSO MARCELLO, 8.160,99
  • SAIA ANTONIO, 11.448,00
  • SCIARRETTA FRANCESCO, 10.732,50
  • SCIOCCHETTI MIRTA, 5.440,65
  • SERAFINI ANTONIO, 5.440,65
  • SISTI NICOLA ANTONIO, 9.590,55
  • SPADANO EUGENIO, 7.616,94
  • SPRECACENERE CARLO, 8.160,99
  • STANISCIA ANGELO, 7.155,00
  • STATI EZIO, 6.882,54
  • SULPIZIO CAMILLO, 7.155,00
  • TAGLIENTE GIUSEPPE, 15.025,50
  • TEMPESTA BIAGIO, 10.337,25
  • TENAGLIA DOMENICO TEODORO, 9.301,50
  • TENAGLIA RAFFAELE, 6.053,13
  • TEODORO MAURIZIO, 9.464,07
  • TONTODIMAMMA ANGELO, 5.440,65
  • TORRELLI NINO, 5.440,65
  • VALENTE GIULIANA, 8.160,99
  • VENTURONI LANFRANCO, 5.440,65
  • VERI NICOLETTA, 5.440,65
  • VERINI ANTONIO, 7.155,00
  • VERTICELLI MARCO, 10.337,25
  • VISERTA COSTANTINI BRUNO, 11.448,00

ELENCO REVERSIBILITÀ - Elenco aggiornato a marzo 2017

  • ARATARI ITALIA (di MANCINI LUIGI), 4.293,00
  • CANALE NELLA MARIA (di PACE NINO), 9.015,30
  • CANONICO ANNA (di MAZZAROTTI GIORGIO), 4.896,60
  • CECAMORE PAOLO (di MANCINI GIOVANNA), 4.896,60
  • CIAVATTELLA NADIA (di FABIANI FERNANDO), 3.631,86
  • COLI RAFFAELLA (di MERLI CRISTOFARO), 7.263,75
  • CONCETTI ADRIANA (di MARCHIONNE FIORINO), 3.631,89
  • DE MASCELLIS ROSANNA (di DEL GATTO LUIGINO), 4.293,00
  • DEL BELLO GABRIELLA (di GIANCRISTOFARO FRANCESCO PAOLO), 3.264,39
  • DEL VECCHIO GIULIANA (di POMIDORI AUGUSTO), 4.293,00
  • DELLA PORTA MARIA CRISTINA (di ANGELUCCI GIOVANNI), 4.987,08
  • DI BARTOLOMEO LUCIANA (di BRINI FEDERICO), 3.264,39
  • DI CLEMENTE MARIA (di MARINACCI FRANCESCO), 3.264,39
  • DI SABATINO ELISA TERESA (di TANCREDI ANTONIO), 6.010,20
  • FIORI BRUNA (di SALINI ROCCO), 6.868,80
  • FRACASSI ANNA MARIA (di BOZZI GIOVANNI), 7.155,00
  • GIAMMICHELE MARIA (di GENOVESI ANTONIO), 4.293,00
  • HERNANDEZ MERCEDES (di BOSCO ROSARIO) 4.293,00
  • INAUDI AUSILIA (di COLLETTI ROBERTO), 6.519,63
  • LUDOVICI PIERINA (di MANASSERI FILADELFIO), 3.380,01
  • MAROCCO ELDA (di D'AMICO ATTILIO), 4.896,60
  • MARRACINO ELVIRA (di BOLINO GIUSEPPE), 7.706,46
  • MELCHIORRE MARIA (di VALERI GENNARO), 6.439,50
  • MONTEFERRANTE ROSA (di NOTARO NICOLA), 3.264,87
  • MUCCI STEFANINA (di CANOSA ALDO), 6.439,50
  • PIROCCHI MARIA PIA (di SUSI DOMENICO), 3.264,39
  • RAIANI ANNA LUISA (di ARTESE VITALE), 3.590,85
  • ROSICA LAURA (di SPADACCINI FELICE), 8.586,00
  • SCARPONE LUCIA (di D'ANDREA VITTORIO), 6.439,50
  • SCIARRETTA ANNA (di MEMMO FRANCESCO PAOLO), 8.586,00
  • SCICLONE GIOVANNA (di TERPOLILLI VINCENZO), 6.010,20
  • SETTI NARA (di LIBERATI ROMANO), 4.293,00
  • SGAMBATI MARIA (di CERCEO PIETRO), 3.264,39
  • SPAGNOLI GIOVANNINA (di CORNELI ANTONIO), 6.084,03
  • STELLA LAVINIA (di DI MARCANTONIO GIUSTINO), 4.293,00
  • SUBRIZI NILDE (di SCALA VITO), 3.264,39
  • TARTAGLIOZZI MARIA ELISA (di CRESCENZI UGO), 4.842,50
  • TORRE GABRIELLA (di MACERA PIO), 4.293,00
  • TRINCHESE ANNA MARIA (di DI BERNARDO FULVIO), 3.590,85
  • ZAVARELLI LILIA (di D'ANNUNTIIS GAETANO), 7.263,75

I PERCETTORI DI DOPPIA PENSIONE

Tra i percettori di doppia pensione, l'ex governatore di Regione Abruzzo Ottaviano Del Turcoche somma ai 4.581 euro netti che il Senato bonifica ogni mese sul suo conto, i 21.465 euro lordi annui a carico della Regione; a beneficiarne è anche Francesco Cicerone che percepisce 2.134 euro netti per il mandato da deputato, integrati dai 27.747 euro lordi annui di pensione maturata grazie alla sua permanenza a Palazzo dell'Emiciclo. Anche l'ex presidente della Provincia di Chieti e senatore della Margherita Tommaso Coletti, ai 2.381 euro netti della pensione parlamentare somma altri 19.975 euro lordi che gli spettano per aver conquistato uno scranno anche in Consiglio regionale.

Nella pattuglia del doppio vitalizio anche Piergiuseppe D'Andreamatteo, che intasca un assegno annuale da 27.747 euro lordi da Regione Abruzzo che si cumula con i 2.127 euro netti al mese maturati con una legislatura a Montecitorio e Antonio Falconio che percepisce 2.157 euro netti mensili che gli spettano per aver rappresentato il popolo italiano nei palazzi del potere romano, cui si aggiungono i 32.197 euro lordi all'anno per aver servito in Regione.

E ancora Antonio Franchi, per due legislature a Palazzo Madama, che si è assicurato una pensione netta di 3.408 euro al mese da cumulare ai 19.586 lordi annui a carico di Palazzo dell'Emiciclo; in lista, pure Romeo Ricciuti, già governatore dell'Abruzzo e, per un breve periodo, sindaco di L'Aquila, eletto tre volte a Montecitorio, che ha messo insieme 4.057 euro netti di vitalizio parlamentare e altri 38.637 lordi, sempre all'anno, grazie all'assegno regionale.

Anche Antonio Saia è tra coloro che mette all'incasso due assegni: da ex parlamentare (3.007 euro netti al mesi) e da ex consigliere regionale (34.344 lordi all'anno). Nella lista dei fortunati, figura Angelo Staniscia: 4.581 euro netti al mese dal Senato e 21.465 lordi annui da Palazzo dell'Emiciclo.

Non mancano le donne. Anna Nenna D’Antonio mette all'incasso, oltre ai 4.041 euro netti mensili della pensione parlamentare, anche i 27.530 lordi all'anno di quella regionale. Anna Maria Fracassi riceve addirittura due vitalizi dalla Regione: 25.757 lordi annui come ex consigliera della Margherita e altri 21.465, sempre lordi all'anno, della reversibilità del marito Giovanni Bozzi anche lui, in passato, eletto dai cittadini abruzzesi.

 

PIETRUCCI: "INTERVENIRE PRESTO, SI DIA L'ESEMPIO"

"Quando lo scorso anno in 'Commissione bilancio' votai a favore del divieto di cumulabilità del vitalizio da consigliere regionale con altri analoghi assegni, come quelli da parlamentare nazionale ed europeo, intendevo dare un segnale concreto ai cittadini. I bilanci pubblici, dallo Stato agli enti locali, sono squassati dalla lunga crisi economica, i cittadini e le famiglie costretti a sacrifici, i giovani non trovano lavoro; eppure da parte della classe politica ritengo non si siano fatti passi abbastanza decisi per adeguarsi a quello che è un mondo che è cambiato".

A dirlo è il consigliere regionale democrat, Pierpaolo Pietrucci. "I privilegi sono sempre più insopportabili, e finiscono per essere l’ovvio veicolo di rabbia e malcontento; non dobbiamo lamentarci se la politica diventa bersaglio di critiche indiscriminate, se le misure e i provvedimenti positivi scivolano in secondo piano sovrastati dall’evidenza di anacronistici privilegi, se gli elettori scelgono la strada del voto di protesta. Rimango convinto che il ruolo della rappresentanza politica, a tutti i livelli, rimanga indispensabile e che, se condotto con sobrietà, passione e spirito di abnegazione sia ancora lo strumento principe per cambiare la società, porsi al servizio della comunità, fare bene".

Indispensabile però è dare l’esempio: "respingendo le proposte del Movimento Cinque Stelle in tema di riduzione dei costi della politica la maggioranza in Consiglio regionale di cui faccio parte garantì che si sarebbe fatta portatrice di una proposta autonoma, equilibrata, al di fuori dei populismi. Della riforma costituzionale, di cui molte cose mi lasciavano perplesso, ho apprezzato la misura che avrebbe adeguato l’indennità dei consiglieri regionali a quello del sindaco della città capoluogo. Non vorrei che, respinta quella proposta dal voto popolare, ci si sentisse in qualche modo al riparo. Credo invece che occorra rilanciare ripartendo da lì: intervenire in maniera decisa sugli stipendi dei consiglieri regionali che sono francamente troppo alti, specialmente se comparati con quelli dei sindaci che hanno maggiori oneri e responsabilità, sui vitalizi, la ritengo a questo punto una priorità della seconda parte della legislatura. Mi farò presto portatore di una proposta autonoma, anche a rischio di attirare su di me strali e malumori. Sarà in ogni caso una battaglia giusta".

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:17

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