Mercoledì, 13 Settembre 2017 13:27

Rimboschimento: dietrofront della Regione, sit-in dei comitati in a Pescara

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L'assemblea di ieri in Piazza XX Settembre a Sulmona L'assemblea di ieri in Piazza XX Settembre a Sulmona

A poche ore dal tavolo tecnico che questo pomeriggio, a Pescara, ha riunito i vertici della giunta regionale e una serie di portatori d’interesse per fare il punto sugli interventi di rimboschimento nei territori della Valle Peligna devastati dall’incendio, la Regione ha cambiato rotta rinunciando all’impostazione data dal presidente Luciano D’Alfonso sull’ipotesi di procedere al rimboschimento in deroga.

Ad annunciare il passo indietro è stato, ieri sera, l’assessore regionale con delega alle aree interne Andrea Gerosolimo, lo stesso che, a cinque ore dalla notizia dei primi incendi, aveva avanzato per primo l’ipotesi di ricorrere alla deroga della legge quadro 353 del 2000 in materia d'incendi boschivi, normativa che vieta per cinque anni la ripiantumazione dopo un rogo prevedendo, tuttavia, dietro autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, la possibilità di bandire subito gare d’appalto per interventi urgenti finalizzati alla tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici riguardanti aree protette, statali o regionali. Un’ipotesi, quella del rimboschimento immediato, duramente criticata da associaizoni ambientaliste, Wwf in primis, comitati territoriali e bocciata da due atti di indirizzo approvati dai consigli comunali di Sulmona e Pratola Peligna.

A determinare il cambio di rotta della Regione pare abbia contribuito proprio la forte e immediata mobilitazione di istituzioni e cittadinanza che, dopo la partecipatissima assemblea pubblica dello scorso 29 agosto a Sulmona per esprimere il 'no' alla paventata ipotesi del rimboschimento, si è nuovamente ritrovata numerosa ieri in Piazza XX settembre a Sulmona per un’assemblea organizzativa in vista del sit in che si è tenuto oggi pomeriggio a Pescara in concomitanza del tavolo tecnico convocato dal governatore.

Le motivazioni del dietrofront di Gerosolimo sono state affidate ad un post apparso sul profilo Facebook ieri sera, a pochi minuti dalla conclusione dell’incontro pubblico in Piazza XX Settembre. “Nel mio post del 20 agosto ho parlato di rimboschimento così come stabilito dalla deroga prevista dalla normativa. L'ho fatto nella assoluta convinzione che potesse essere il modo più veloce per rimarginare questa dolorosa ferita. Successivamente, il Consiglio Comunale di Sulmona all'unanimità e la quasi totalità delle amministrazioni del territorio, unitamente ad alcune associazioni, hanno espresso la loro assoluta contrarietà al rimboschimento. In ragione di questo, non esiterò, come ho già fatto in passato, ad attivarmi affinché la volontà del territorio venga rispettata”.

Un cambio di rotta che l’assemblea riunita ieri a Sulmona ha interpretato come un primo positivo risultato della mobilitazione e della comunicazione portata avanti da cittadini, comitati ed associazioni ambientaliste. “La Regione si è resa conto che non può ignorare le istanze di associazioni e comitati e non può escludere la cittadinanza dalle procedure post-incendio che verranno messe in campo” il commento di alcuni organizzatori a margine dell’incontro che non è stato solo occasione di definizione degli aspetti logistici del sit in che si terrà questo pomeriggio ma ha rappresentato l’inizio di un percorso condiviso per una gestione partecipata e trasparente della fase post-incendio.

Promossa dal collettivo AltreMenti, l’assemblea ha chiamato a raccolta tutte le realtà territoriali - Forum H20, Stazione Ornitologica Abruzzese, Dalla parte dell’Orso, Brigate di Solidarietà Attiva e Comitato giustizia per il Morrone - che, convergendo sul “no” al rimboschimento immediato della zona e sulle denunce sui gravi ritardi e sulla mancanza di coordinamento dei soccorsi e dei mezzi antincendio imputabili alla carenza del piano di prevenzione e di contrasto agli incendi della nostra Regione, hanno deciso di fare fronte comune impegnandosi in un percorso politico propositivo che vedrà la prima tappa nel sit-in di oggi. Obiettivo ultimo, l’istituzione di tavoli tecnici per la redazione di un piano d'investimenti da destinare alla messa in sicurezza del territorio e alla prevenzione da sottoporre all’attenzione delle istituzioni. Sul punto è stato proposto, in primis, il dirottamento dei finanziamenti assegnati dal Masterplan agli impianti di risalita di Passo Lanciano e della Majelletta al perfezionamento del piano di prevenzione antincendi regionale e ad interventi di messa in sicurezza del territorio, compresi quelli necessari all’adeguamento strutturale degli edifici scolastici che presentano bassi indici di vulnerabilità sismica.

Queste, in sintesi, le proposte operative emerse dall’incontro di ieri: possibilità per la cittadinanza e delle associazioni attive sul territorio di partecipare agli incontri istituzionali sulle misure post-incendio da adottare; ripubblicizzazione della gestione dei canadeir e dei mezzi antincendio; istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare e che sia coinvolta la commissione antimafia per accertare eventuali infiltrazioni mafiose e che siano cambiate le modalità di elezione dei vertici del parco.

 

Il sit in a Pescara

Sono state circa un centinaio le persone che hanno preso parte al sit in davanti alla sede regionale di Viale Bovio a Pescara. Il tavolo tecnico per discutere sulle misure da adottare nella fase post-incendio, a cui hanno preso parte i vertici della giunta e i portatori di interesse convocati dal presidente D'Alfonso, è iniziato poco dopo le 16: un incontro "blindato"; come riferito a NewsTown da Savino Monterisi, giornalista del quotidiano online Il Germe ed esponente del collettivo AltreMenti VallePeligna - una delle realtà promotrici del sit in - "non è stato consentito alla stampa di entrare".

Sit in Pescara
Sit in Pescara
Sit in Pescara
Sit in Pescara

*Foto Savino Monterisi

Tante le associazioni e i comitati che hanno partecipato alla mobilitazione: AltreMenti di Pratola Peligna, Forum H20, Stazione Ornitologica Abruzzese, Dalla parte dell’Orso, Brigate di Solidarietà Attiva e Comitato giustizia per il Morrone. Presenti anche Rifondazione Comunista Abruzzo e Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Al centro della protesta non solo la paventata ipotesi di procedere in deroga alla normativa in fatto di rimboschimento, ma tutta la linea politica regionale definita dagli interventi previsti dal Msterplan per l'Abruzzo interno. "Le aree interne sono state oggetto di penalizzazioni dal punto di vista della sanità, dei trasporti, dello scempio ambientale, come dimostra il progetto snam che interessa la Valle Peligna - affermano dal sit in - a tutto ciò si aggiunge oggi il rogo del Morrone. all'orogine di queste politiche scellerate portate avanti dalla giunta regionale all'interno del Msterplan Abruzzo che prevede complessivamente risosrse per 1,5 miliardi di euro e che destina alle zone interne somme ridicole. La Valle Peligna riceverà 12 milioni di euro esclusivamente destinati al recupero e alla ristrutturazione dell'Abbazia Celestiniana, è una vergogna".

Accanto alla ferma opposizione al rimboschimento in deroga, l'appello dal sit in a scongiurare il rischio di ogni tentativo di speculazione sugli interventi necessari ed urgenti. "Chiediamo che la giunta abbandoni l'ipotesi del rimboschimento immediato e completo della zona in deroga alla normativa -precisa Savino Moterisi- ma la bonifica, per quanto riguarda gli interventi necessari di messa in sicurezza dell'area contro il rischio di dissesto idreogelegico deve essere tempestiva e realizzata secondo procedure trasparenti".

A far notizia è stata l'assenza dell'assessore Gerosolimo che disertato il tavolo tecnico. A darne notizia, con un post su facebook, è stata l'avvocato Teresa Nannarone, tra i promotori del neonato Comitato Giustizia per il Morrone. Si legge nel post: "A chi mi sta chiedendo se l'assessore alle aree interne, quello che ha fatto marcia indietro sul rimboschimento, è presente alla riunione con i Sindaci, la mia risposta è NO".

 

La posizione ufficiale di D'Alfonso: "Va pensato un progetto ecosostenibile. Iniziative verranno concertate coi territori"

Si è tenuta oggi pomeriggio nella sede della Regione Abruzzo a Pescara, su convocazione del Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso, una riunione con gli amministratori delle aree colpite dai 216 incendi che nell'estate 2017 hanno devastato circa 6.000 ettari di territorio.

Erano presenti l’assessore all’agricoltura Dino Pepe, il sottosegretario alla Protezione civile e all’ambiente Mario Mazzocca, il consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, il direttore generale Vincenzo Rivera, il direttore del dipartimento Politiche ambientali Emidio Primavera, i dirigenti regionali Sabatino Belmaggio e Silvio Liberatore (Protezione civile) e Stefania Valeri (avvocatura regionale), il presidente della Provincia di L’Aquila Angelo Caruso, il direttore del Parco nazionale della Maiella Oremo Di Nino e circa 40 sindaci e assessori dei Comuni maggiormente interessati dagli incendi. Hanno preso parte all’incontro anche i rappresentanti di Confagricoltura e degli agronomi-forestali.

I sindaci hanno evidenziato le difficoltà insorte durante e a seguito dei roghi, sia di carattere materiale che di natura amministrativa.

È stato posto anche il tema del rimboschimento che - secondo gli esperti - presenta esiti diversi a seconda delle zone. D’Alfonso ha fatto una sintesi al termine dei lavori: “E’ necessaria innanzitutto una quantificazione precisa dei danni, e la Regione farà pressione per far vincere il relativo dossier in sede governativa. Poi va pensato un progetto ecosostenibile, elaborato su basi scientifiche, che prenda a bersaglio la parte di territorio lesa; se ne occuperà il direttore Primavera con un gruppo di esperti da individuare ad hoc per le materie di riferimento. La presenza di resti di legna bruciata e di ceneri si configura come emergenza immediata da fronteggiare per evitare che i prossimi eventi metereologici come pioggia e neve possano trasportarli a valle creando pericolo nelle zone abitate. Questo è l’elemento sul quale bisogna definire interventi mirati per i quali ho richiesto analisi dettagliate ai sindaci, che hanno contezza sicura dei loro ambiti. Con questi dati torneremo ad incontrarci presto per assicurare la massima celerità alle iniziative più opportune e concertate con i territori”.

“Per il futuro – ha proseguito il Presidente – occorre ideare una strategia per prevenire le azioni criminali, un piano condiviso da tutti gli interlocutori interessati. Ritengo fondamentale flessibilità totale nei periodi di emergenza, oleando il meccanismo di soccorso di Vigili del fuoco, Protezione civile e Carabinieri forestali; inoltre voglio avviare un processo di rifunzionalizzazione dei forestali interessando i livelli governativi, come già accaduto in via sperimentale in Abruzzo. E’ altresì vitale che vi siano Piani comunali di Protezione civile redatti con meticolosità teutonica. Noi come Regione ci metteremo attenzione amministrativa e finanziaria, e penso anche ad un sistema funzionale di avvistamento. Presto incontrerò il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e in quell’occasione vorrei con me una delegazione dei sindaci presenti oggi. Il mio obiettivo è rafforzare i nostri boschi nel più breve tempo possibile”.

 

WWF, Legambiente, Italia Nostra e Marevivo: "Bene studiare prima di agire: presto un convegno scientifico di riflessioni e proposte"

Dopo l'incontro di ieri tra presidente e assessori regionali, sindaci e funzionari della Regione stessa sulla situazione post-incendi (al quale è stato giustamente invitato all'ultim'ora anche il Parco della Majella), WWF, Legambiente, Italia Nostra e Marevivo prendono atto con soddisfazione che il buon senso e la ferma volontà dei territori hanno prevalso e che è stata abbandonata la sbagliatissima linea del "rimboschimento subito" incautamente annunciata con prematura enfasi a roghi in corso.

La linea giusta è quella del sereno ascolto degli esperti, precisando però che in questo novero vanno compresi solo con riserva gli ordini professionali, che hanno per la loro stessa natura giuridica un prevalente mandato per la tutela dei propri iscritti e della qualità del loro lavoro, non dell'ambiente.

WWF, Legambiente, Italia Nostra e Marevivo annunciano che daranno in proposito un loro contributo organizzando a breve - insieme ad altre associazioni ambientaliste, società scientifiche e atenei - un convegno sul tema della prevenzione degli incendi e della gestione dei boschi devastati dalle fiamme nel quale saranno previste relazioni di docenti universitari di provata esperienza e di esponenti della Società Botanica Italiana. Un convegno scientifico al quale saranno invitati il presidente D'Alfonso, tutti i consiglieri regionali, i sindaci del territorio oltre che gli assessori e i funzionari interessati al tema, con l'auspicio che vogliano essere presenti e ascoltare prima di qualsiasi decisione.

Ultima modifica il Giovedì, 14 Settembre 2017 14:10

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