Giovedì, 28 Dicembre 2017 17:05

L'Aquila, Cialone (Italia Nostra) al comune: "Ridisegnare una viabilità alternativa ai progetti Anas"

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Zona archeologica di Amiternum (L'Aquila) Zona archeologica di Amiternum (L'Aquila)

Una lettera aperta indirizzata al sindaco Biondi, agli assessori comunali Mannetti (Viabilità) e Liris (Opere pubbliche) nonché a tutti i consiglieri per sollecitarli a "ridisegnare una viabilità alternativa" a quella che Anas, negli ultimi anni, ha proposto sul territorio del comune dell'Aquila attraverso "una serie di progetti stralcio (Variante Sud, Variante Centi Colella e Variante SS80 Cermone, ndr)  tra loro non armonizzati e poggiati sul terreno senza mai tener conto del contesto ambientale, naturalistico, storico archeologico e del paesaggio agrario costruito".

A scriverla è stato Giovanni Cialone, architetto, ex funzionario del Cnr e membro di Italia Nostra L'Aquila.

Il testo completo della lettera

Negli anni passati l’Anas ha inteso ridisegnare la viabilità extraurbana della città dell’Aquila attraverso una serie i progetti stralcio tra loro non armonizzati e poggiati sul terreno senza mai tener conto del contesto ambientale, naturalistico, storico archeologico e del paesaggio agrario costruito.

Si tratta dei progetti della Variante Sud (divisa in tre tronconi), della Variante Centi Colella, che passa a fianco del lago di Vetoio e a ridosso dell’ospedale regionale.

Ultima la variante alla SS 80 al Cermone, che traversa e distrugge l’area archeologica di Amiternum.

Tutti questi progetti hanno ricevuto la ferma opposizione da parte di comitati ed associazioni e, se realizzati, comporterebbero danni permanenti al territorio del Comune dell’Aquila e ai beni che sono la nostra identità e che tutti vogliamo proteggere anche per farne occasioni di sviluppo.  

Danni appena paragonabili a quanto successo nella Piana di Navelli. Il “vulnus” dell’operazione complessiva è rappresentato dalla mancanza di un progetto di coordinamento che tenga centrale la ricollocazione dello svincolo autostradale L’Aquila Ovest, prima o poi il problema “nuovo svincolo” dovrà essere affrontato e risolto con la collocazione in zona più consona fuori dell’urbano.

Da quel punto per non tornare a creare nuovi ingorghi si dovranno dipartire le arterie extra urbane di gerarchia superiore (C2) Purtroppo il comune dell’Aquila negli anni passati ha delegato tutto all’Anas con le conseguenze che oggi patiamo.

Attualmente la Variante Sud è ferma alla Regione alla VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), la variante Centi Colella – Vetoio andrà in comitato VIA probabilmente entro gennaio prossimo. La Variante SS 80 Cermone ha avuto le autorizzazioni ed è in gara.

Il bello è che quest’ultima, pur passando in aree con vincolo assoluto e in cui è vietata la realizzazione di strade, non è stata sottoposta a nessuna  Valutazione d’Impatto Ambientale come le altre pur avendone ben più bisogno. Mistero.

Oggi è ancora possibile intervenire per salvare Amiternum e ridisegnare una viabilità alternativa, che è possibile ed è stata più volte segnalata; una viabilità extraurbana che ripercorra strade esistenti rettificandole e risparmiando anche denari pubblici.

E’ possibile intervenire da parte del comune perché la strada, seppur per limitata estensione, passa attraverso terreni di uso civico naturali di San Vittorino mai assoggettati a mutamento di destinazione. Perché le indagini archeologiche non hanno interessato il contesto e sono approssimate ed incomplete. Perché per due terzi si trova in zona A1 del piano Paesistico Ambito Fiume Aterno ed un decreto ex Galasso.

Responsabilità gravi le portano la Regione e la Soprintendenza, che dovevano garantire la salvaguardia e la conservazioni e invece con estrema superficialità hanno rilasciato il nulla osta.

La soprintendenza ha perfino giustificato l’opera con la necessità di eliminare la separazione tra teatro ed anfiteatro. Giustificazione falsa perché, anche se di gerarchia minore, l’attuale strada resterà a servizio dei residenti e del parcheggio del teatro.

Doppiamente falsa perché creerà una nuova ed invalicabile separazione tra i resti  archeologici di valle e quelli sul colle di Fereone (castello e dongione normanno svevo)  che sicuramente la Soprintendenza non conosce o, se li conosce, non li considera degni di protezione.

Si invia questa lettera a tutti i consiglieri comunali affinché vogliano prendere tutte quelle iniziative utili a far riappropriare il comune di una prerogativa centrale: la definizione di un modello di mobilità extraurbana attraverso una discussione aperta e condivisa.

Si chiede al presidente della seconda commissione consiliare Gestione del territorio di voler dedicare una seduta aperta sulla viabilità extraurbana del comune dell’Aquila.

Il 13 dello scorso maggio, durante la campagna elettorale tutti i candidati sindaci furono invitati ad un confronto pubblico sull’argomento presso il CPT di Coppito e tutti concordarono sulla necessità di trovare soluzioni alternative.

Ora agli eletti, sindaco Biondi e consiglieri Di Benedetto e Cimoroni, si chiede di far seguire a quelle promesse i fatti. Per esempio con atti di autotutela o chiamando a responsabilità Anas, Soprintendenza e Regione che fanno il bello e cattivo tempo in questo territorio.

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