Venerdì, 19 Gennaio 2018 00:09

L'Aquila: la Fondazione Carispaq interessata a comprare il palazzo ex Cassa di Risparmio su corso Vittorio Emanuele

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Il cantiere del palazzo ex Carispaq (foto 2016) Il cantiere del palazzo ex Carispaq (foto 2016)

Il palazzo dell’ex Cassa di Risparmio dell’Aquila su corso Vittorio Emanuele II potrebbe presto passare dalla Bper, che ne acquisì la proprietà quando, nel 2013, inglobò l’istituto di credito aquilano, alla Fondazione Carispaq.

A dirlo è stato Roberto Marotta, ex presidente della Fondazione e attualmente membro del cda della banca emiliana, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio delle attività istituzionali della fondazione relative al 2017.

“E’ una possibilità molto concreta, ci stiamo ragionando” ha affermato Marotta. “Quel palazzo è stato costruito con i risparmi degli aquilani, sarebbe il caso che rimanesse un bene della città e non venisse venduto magari a qualche catena di negozi americana”.

La Fondazione Carispaq ha, sull’immobile, un diritto di prelazione ma prima di fare qualsiasi passo vorrebbe vederci chiaro, anzitutto sulle reali intenzioni della Bper, che non sembra essere intenzionata a riportarci tutto il proprio centro direzionale, attualmente dislocato nell’immobile di Strinella 88.

“Entro l’anno troveremo una soluzione” ha dichiarato il presidente della Fondazione, Marco Fanfani “La Bper si è detta interessata a rientrare ma eventualmente riprenderebbe solo due piani e mezzo. Per noi però quel palazzo non può essere un costo, se decidessimo di esercitare il diritto di prelazione dovremmo trovare forme di redditività per coprire le spese di gestione”.

L’idea sulla quale si sta ragionando è quella dell’acquisizione da parte della Fondazione, che, una volta divenuta proprietaria, potrebbe pensare, per rifarsi dell’investimento, di affittare parte dei locali alla Bper e parte ad altri enti o a privati. Purché, ha fatto intendere Marotta, il palazzo, i cui lavori di ristrutturazione sono quasi ultimati, rimanga un patrimonio della città.

In attesa di capire quale sarà il destino del palazzo ex Carispaq, la Fondazione intanto ha annunciato che a maggio rientrerà nella sua sede storica, quella di Palazzo dei Combattenti, alla Fontana Luminosa.

Nell’edificio, realizzato tra il 1932 ed il 1937 su progetto dell’ingegnere Achille Pintonello, tra i massimi esponenti italiani dell’architettura razionalista, troveranno ospitalità sia gli uffici della Fondazione sia una sala espositiva con un’area dedicata agli artisti locali e un auditorium.

Sempre in primavera dovrebbero partire i lavori di riqualificazione del Parco del Castello, un progetto che la Fondazione ha finanziato con 900 mila euro (ma è solo il primo stralcio).

Presentato quasi un anno fa, il recupero non è ancora partito: “Siamo in netto ritardo” ha detto Fanfani “Solo ora stiamo faticosamente riuscendo a venire a capo di tutte le difficoltà burocratiche. Il cantiere dovrebbe partire a primavera”.  

Un altro intervento di recupero che la Fondazione finanzierà sarà quello che riguarda il Torrione ma in questo caso si prospettano tempi più lunghi.

Fanfani ha detto che sono in corso delle indagini, condotte dalla Soprintendenza, per appurare se si tratti dei resti di un acquedotto di epoca medievale o di una stele di qualche tomba romana: “Finché non si riuscirà a capire questo, non si potrà fare nessun intervento”.

La nota della Fondazione

In merito al possibile acquisto dell'immobile ex Direzione Generale Carispaq, la Fondazione precisa che, fermo restando il diritto di prelazione, al momento si tratta di un'ipotesi che andrà verificata nell'ambito di valutazioni più ampie da parte degli Organi dell'Istituzione in merito alla complessiva gestione del patrimonio immobiliare.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Gennaio 2018 15:19

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