Martedì, 03 Aprile 2018 16:23

Paganica, l'intenzione è d'abbattere il Teatro Tenda. E i soldi dei sindacati?

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Paganica, l'intenzione è d'abbattere il Teatro Tenda. E i soldi dei sindacati? Foto Silvia Santucci

Era il 19 ottobre 2017 e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, assicurava la “massima priorità alla realizzazione delle opere per il recupero del Teatro Tenda di Paganica”. A margine di un incontro con i rappresentanti nazionali e locali di Cgil, Cisl e Uil, il primo cittadino annunciava che erano state avviate “le procedure per l’affidamento dell’appalto: tempi rapidi e lavori fatti bene dovranno essere le parole d’ordine per restituire alla popolazione una struttura attesa da anni e dare una risposta alle istanze, legittime, dei sindacati che chiedevano garanzie sui soldi raccolti tra i lavoratori italiani”.

Qualche mese dopo, però, le sigle sindacali hanno ricevuto una lettera firmata dallo stesso Biondi che, in sostanza, ha chiesto di dirottare i fondi su un altro progetto; l’intenzione dell’amministrazione, infatti, è di abbattere la struttura polifunzionale.

Un passo indietro.

Ad ottobre 2013, l’allora sindaco Massimo Cialente e i sindacati confederali firmarono un protocollo d’intesa per la donazione al Comune dell’Aquila di 1.8 milioni di euro destinati al rifacimento e al completamento del Teatro Tenda, una delle tante incompiute del territorio; la donazione era frutto di una bella iniziativa promossa dai sindacati: il contributo di solidarietà, in effetti, proveniva direttamente dai lavoratori che avevano versato in un conto corrente dedicato l’equivalente di un’ora di lavoro. La somma recepita dal Comune avrebbe dovuto aggiungersi ai 630mila euro già stanziati l’inverno del 2012 per alcuni lavori di manutenzione del tetto. “La struttura – assicurò l’allora sindaco – diventerà un centro d’aggregazione sociale destinato soprattutto ai giovani, ma funzionerà anche come centro fieristico, centro congressi e teatro. Inoltre, potrà essere utilizzata per ospitare manifestazioni musicali, culturali e sportive”.

Poco meno di cinque anni dopo il Teatro Tenda versa nelle stesse condizioni d’allora, pessime, e non solo per effetto dei danni causati dal terremoto del 2009 ma anche per l’incuria cui è stata abbandonato in questi anni. Parliamo di una struttura di circa 8mila metri quadrati, costruita alla fine degli anni ’90 con un finanziamento di Regione Abruzzo pari a 9 miliardi delle vecchie lire, e mai portata a termine; una incompiuta che è stata sottoposta, tra l'altro, ad ogni genere di spoliazione e furto di materiali, dalle porte alle piastrelle e fino ai sanitari. Tant’è vero che al momento della firma sul protocollo d’intesa alcuni provarono timidamente a far notare che i quasi 2 milioni di euro destinati dai sindacati non sarebbero bastati a completare i lavori di bonifica e riqualificazione. Così è andata, evidentemente.

Nel novembre 2015, in realtà, venne annunciato da Cialente che la vicenda si stava finalmente avviando a conclusione; i lavori di rifacimento della copertura, delle tamponature e delle tramezzature interne, degli impianti e dei servizi igienici, col rafforzamento sismico della struttura – si promise allora – sarebbero partiti entro la primavera del 2016. Di nuovo, non se ne è fatto nulla. Ora l’intenzione è d’abbattere la struttura.

Stando al capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Daniele Ferella, consigliere comunale di Paganica, il principale dei problemi sarebbe la difficoltà di gestione della struttura, “anche a detta di alcuni privati che pure hanno inteso valutare la possibilità di prendere in affidamento il Teatro Tenda” ha aggiunto Ferella ai nostri microfoni. In sostanza, sarebbe troppo piccola per ospitare grandi eventi e troppo grande – oltre che eccessivamente dispendiosa - per appuntamenti ordinari, stante i 2mila posti a sedere. “Finanziariamente, sarebbe un investimento a perdere”. Ecco il motivo per cui si sta valutando di realizzare, in loco, un polo didattico moderno e accessibile; d’altra parte, a Paganica va ricostruita la scuola media e per l'edificio che ospita le elementari, pure agibile, si resta in attesa della verifica di vulnerabilità sismica. Non solo. Sia la scuola elementare che la materna al momento sono sottodimensionate e, di fatto, necessiterebbero di un ampliamento. Così si spiega l'idea di realizzare un polo scolastico laddove, dalla fine degli anni '90, insiste lo scheletro del teatro tenda.

Staremo a vedere.

Ma che fine faranno i soldi raccolti dai sindacati? Al momento, non è possibile dare una risposta. “Dopo i ritardi accumulati a seguito dell’accordo sottoscritto nel 2013 con la passata Giunta comunale – spiega a newstown il segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti – la vicenda pareva finalmente in via di soluzione. Col cambio d’amministrazione, abbiamo avviato un'interlocuzione con la Giunta eletta e, a margine dell’incontro dell’ottobre scorso, sembrava si fosse arrivati all’affidamento dei lavori. All’inizio dell’anno, però, il sindaco Pierluigi Biondi ha inviato una missiva alle segreterie nazionali spiegando che riteneva impraticabile la realizzazione del centro polifunzionale, e proponendo un incontro per definire altre modalità di utilizzo dei fondi raccolti. Le segreterie nazionali non hanno mancato di manifestare il loro disappunto”, sottolinea Trasatti, “tuttavia è stato fissato un appuntamento per il 10 gennaio scorso. In quella occasione, abbiamo preso atto della volontà dell’amministrazione di non procedere sulla strada segnata, e come sindacati non potevamo certo sostituirci. Resta la volontà di destinare le risorse a progetti finalizzati alla rinascita del vecchio cratere”.

In passato, i sindacati avevano già raccolto 16 milioni di euro, a valle di un accordo con Confindustria: per ogni ora di lavoro donata dai dipendenti, le aziende avrebbero raddoppiato la posta; si è costituito così il comitato Abruzzo, con finalità dichiarata nel nome, ‘l’Abruzzo verso il 2030 sulle ali dell’Aquila, città della conoscenza’, che ha finanziato progetti di ricerca presentati dalle aziende del territorio in collaborazione con l’Università, rendicontati nel giro di 24 mesi. “Il modello che si sta mettendo in piedi è simile”, chiarisce Trasatti; “abbiamo costituito un comitato tecnico, con la partecipazione di Comune, Università e altri soggetti, e siamo in attesa di definire, e condividere, un disegno complessivo che permetta di stanziare le risorse per un progetto utile al territorio”.

Ultima modifica il Martedì, 03 Aprile 2018 16:49

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