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Lunedì, 16 Luglio 2018 13:30

Dopo di noi, il PD: "Azione amministrativa scandalosa e paradossale"

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"E' scandalosa e paradossale l'azione dell'amministrazione comunale, e in particolare dell'assessore Francesco Cristiano Bignotti, sulla gestione dei fondi del cosiddetto 'Dopo di noi', ovvero destinati ai disabili gravi senza sostegno familiare".

A denunciarlo sono il segretario cittadino e consigliere comunale del Pd, Stefano Albano, e la responsabile dem alle politiche sociali, Emanuela Di Giovambattista, che sottolineano come dopo svariate segnalazioni, pubbliche e istituzionali, Bignotti abbia scelto di pubblicare finalmente l'avviso per l'accesso alle risorse, a cui potrebbero accedere i disabili stessi che hanno bisogno di sostegno al di fuori del nucleo familiare; "le modalità dell'avviso, tuttavia, fanno gridare vendetta persino a una dose minima di buon senso", l'affondo.

L'avviso dura dal 13 al 27 luglio, "due settimane in cui persone che hanno per definizione carenze oltre che di mobilità anche dal punto di vista del supporto e dell'assistenza devono prendere conoscenza della procedura, raccogliere i numerosi documenti necessari, sciogliere i dubbi e consegnare il tutto. La durata brevissima è una prima barriera, che per giunta visti i ritardi accumulati, che abbiamo denunciato svariate volte nelle settimane scorse (l'amministrazione ha impiegato tre mesi per predisporre la procedura), non basterà a rispettare le scadenze imposte dalla Regione e già prorogate una prima volta: entro il 31 luglio infatti le procedure dovrebbero essere concluse, anche tenendo conto del complesso meccanismo di valutazione, che di certo non si chiuderà nei quattro giorni successivi alla chiusura dell'avviso".

Non resta che augurarsi che la Regione disponga una ulteriore proroga scongiurando così la perdita dei fondi. "Ma purtroppo non è tutto", aggiungono Albano e Di Giovambattista: "l'amministrazione comunale ha disposto nell'avviso in questione che le domande debbano essere consegnate esclusivamente a mano. Risulta difficile capire il senso e la ragione della scelta di privare della possibilità di invio telematico soggetti che alle difficoltà di spostamenti uniscono, come detto, la carenza di supporto da parte della rete parentale. Una barriera enorme, invalicabile, che rivela una incredibile insensibilità nei confronti dei diritti e delle esigenze dei più deboli oppure altre ragioni, ragioni che riguardano la volontà di escludere e limitare il più possibile l'accesso all'avviso. Ridicolo, grottesco e paradossale, tanto più che l'imperdonabile svarione arriva da una amministrazione che dichiara ai quattro venti l'accessibilità della città come priorità di mandato".

Un presunto sforzo di predisporre politiche orientate all'accessibilità che evidentemente fa comodo rivendicare nelle dichiarazioni pubbliche ma che viene clamorosamente disatteso, "attraverso quello che altro non è che uno schiaffo e un insulto a chi ne dovrebbe beneficiare, al primo vero banco di prova", le parole degli esponenti dem. "Le modalità restrittive previste e la conseguente eventualità di partecipazione ridotta all'avviso rischiano inoltre di determinare la sottoutilizzazione dei fondi a disposizione, un danno evidente per tutta la comunità cittadina".

 

Bignotti: "Paradossale che le critiche arrivino da chi, in 10 anni, non è stato in grado di dare risposte"

"È paradossale che le critiche all'avviso sui fondi del 'Dopo di noi' arrivino proprio da chi in 10 anni non è stato in grado di dare una minima risposta concreta su questa tematica ed a testimonianza di ciò il fatto che, con questa amministrazione, si sta concretamente realizzando la struttura del 'Dopo di noi' pubblico, di concerto con la ASL".

Così l'assessore alle politiche sociali del Comune dell'Aquila Francesco Cristiano Bignotti che aggiunge: "Questo è stato fatto in pochi mesi, a differenza di chi ha avuto ben due lustri per poterlo fare perdendo tempo dietro a progetti fantasmagorici che nel concreto fanno solo rumore, e niente più. Anche se può dar fastidio a chi non perde occasione per stare dietro alla sterile ricerca di voti, questi sono i fatti".

L'assessore Bignotti prosegue aggiungendo che "i cittadini devono sapere che il Comune dell'Aquila è tra i primi ambiti distrettuali dell'intera Regione Abruzzo ad aver pubblicato l'avviso in questione, nonostante sia molto probabile un'ulteriore proroga dei relativi termini. Le modalità individuate dall'Amministrazione per la presentazione delle istanze a valere sull'avviso vanno proprio nella direzione di aiutare e supportare le famiglie, nonché gli utenti stessi, nella corretta compilazione della domanda, mettendo a disposizione gli operatori del settore Politiche per il Benessere della Persona del Comune dell'Aquila in caso di necessità".

Dunque, l'affondo: "La estrema superficialità di chi rilascia certe dichiarazioni, peraltro deprecabili in quanto fatte a discapito di fasce deboli di popolazione, sembra fare il paio con la rapidità con cui si è sfaldato un intero gruppo consiliare, passato dall'essere quello più consistente tra i gruppi di minoranza a contare soli due componenti. Non è possibile accettare lezioni di stile da chi negli anni non è riuscito a dare risposte concrete ai cittadini, che alle ultime elezioni proprio per questo hanno fatto scelte diametralmente opposte. In pochi mesi si sta recuperando il tempo perso e la distensione dei rapporti con la ASL e con gli ambiti distrettuali limitrofi è una testimonianza di buona amministrazione, che certamente farà bene a tutto il territorio".

 

Albano e Di Giovambattista: "L'assessore si nasconde dietro la propaganda"

"La risposta dell'assessore Bignotti, un triste arrampicarsi sugli specchi eludendo la natura del problema, ovvero il fatto che è stato pubblicato un avviso fortemente escludente, ci conferma che siamo di fronte a una totale sottovalutazione del tema e all'incapacità di affrontare le questioni tecniche. Tra l'altro facciamo presente a Bignotti che la legge sul 'Dopo di noi' è del 2016, quindi i dieci anni che ci addebita di immobilismo sono semplicemente senza senso".

E' la replica di Stefano Albano ed Emanuela Di Giovambattista alle parole dell'assessore alle politiche sociali. "Non si nasconda, Bignotti, dietro la propaganda e il politicismo: continua a citare la ASL quando l'applicazione della legge sul 'Dopo di noi' richiede prevalentemente azioni di tipo socio assistenziale e non sociosanitario, e riesce addirittura ad accusare di negligenza quando il suo assessorato sta tirando avanti grazie a una programmazione fatta negli anni passati, e su cui lui dimostra per l'ennesima volta di non capire potenzialità, funzionamento, obiettivi. Stia sicuro, Bignotti, che non ci zittirà buttandola nella classica caciara, che è tipico sintomo dialettico di chi non sa e non conosce. Continueremo a vigilare e denunciare, se necessario, le azioni amministrative approssimative che si ripercuotono sulla pelle delle persone".

Ultima modifica il Martedì, 17 Luglio 2018 09:53

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