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Giovedì, 27 Settembre 2018 14:06

Case e Map, oltre 11 milioni di debiti; e altri 13 ne servono per i prossimi 3 anni

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Un debito certificato di 11 milioni e 35 mila euro al 7 settembre scorso; altri 13 milioni e 158 mila euro richiesti per le annualità 2019-2020-2021.

E’ la dimensione, drammatica, del 'buco' che si è aperto nel bilancio del Comune dell’Aquila per la mancata gestione del progetto Case e Map; una vicenda che denunciamo da tempo e che, nell’ultimo anno e mezzo, è ulteriormente peggiorata.

Ma andiamo con ordine.

Stamane, i consiglieri d’opposizione tutti – Giustino Masciocco (Art. 1), Angelo Mancini (L’Aquila sicurezza e lavoro), Lelio De Santis (Cambiare insieme / Idv), Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti), Carla Cimoroni (Coalizione sociale), Stefano Palumbo e Stefano Albano (PD), Americo Di Benedetto, Paolo Romano, Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Antonio Nardantonio (Il Passo Possibile) – hanno tenuto una conferenza stampa congiunta; sul tavolo, una nota inviata dal dirigente delegato al progetto Case e Map, Lucio Nardis, al dirigente del settore bilancio Tiziano Amorosi e, per conoscenza, agli assessori Annalisa Di Stefano e Guido Quintino Liris.

“Per la prima volta, è stata messa nero su bianco la situazione dei debiti contratti dall’Ente per la gestione del progetto Case”, ha spiegato Masciocco; “in sostanza, Nardis ha suddiviso i debiti in essere per la fornitura di gas metano ed energia elettrica alla data del 7 settembre, e le spese a carico del Comune dell’Aquila a valere sul prossimo triennio per la manutenzione ordinaria, degli ascensori e dei singoli alloggi, per gli espurghi, la pulizia delle parti comuni e la quota energia”.

Ebbene, la situazione è pesantissima: come detto, in questi anni il Comune dell’Aquila ha accumulato debiti per 11 milioni e 35 mila euro; “stando all’energia elettrica e al gas metano, ci sono 6 milioni e 664 mila euro di crediti che Enel, la società fornitrice, ha ceduto a terzi – restano da pagare ancora poco meno di 4 milioni per la transazione con Banca Sistema, oltre 2 milioni e mezzo a Banca Ifis, poco meno di 500mila euro a Banca Farmafactoring e 130mila euro a Lake Securitis – ed altri 600mila non ancora ceduti, cui va aggiunto un debito di 20mila e 500 euro con Hera Comm e di 6 mila e 400 euro col servizio elettrico nazionale”, ha fatto di conto il capogruppo di Articolo 1.

Dal 1 gennaio 2017, poi, è subentrato una nuova società fornitrice, Antas, che ha un contratto di servizio col Comune dell’Aquila da oltre 4 milioni l’anno per l’erogazione di energia elettrica e gas metano e per la gestione ordinaria: per farla semplice, se prima si pagava a consumi, oggi è vigente un contratto di servizio, con una cifra fissa stabilita da versare ogni anno, al di là delle effettive erogazioni. “Con Antas – ha chiarito Masciocco – è stato già contratto un debito di oltre 3 milioni e 700 mila euro”.

Il totale fa 11 milioni e 35 mila euro, appunto; “soldi che il dirigente Lucio Nardis ha chiesto all’amministrazione comunale, con una variazione al bilancio 2018, spiegando come sia necessario intervenire per ‘evitare che il mancato pagamento delle fatture possa dar luogo a cessioni di credito e, quindi, alla maturazione di interessi passivi che andrebbero a costituire debiti fuori bilancio’”.

C’è poi una ulteriore richiesta di Nardis, di 13 milioni e 158 mila euro per le annualità 2019-2020-2021, l’abbiamo detto, con una parte – sostanziale – di queste risorse, 2 milioni e mezzo per la manutenzione e 7 milioni e 600 mila per la quota energia, che dovrebbero essere coperte con l’emissione delle bollette a carico dei residenti.

Ma qui sta il nodo: l’ultima bollettazione in acconto porta la data del febbraio 2017, in carica c’era ancora la giunta Cialente; da allora, il Comune dell’Aquila non ha più emesso bollette.

Un disastro che è responsabilità diretta dell'amministrazione Biondi che, è vero, ha ereditato una situazione già difficilissima, ma che non ha messo mano al problema, lasciandolo in fondo ad un cassetto. Ed ora, a pagare saranno i cittadini dell’Aquila, tutti, non solo i residenti nel progetto Case e Map, considerato che le amministrazioni che si sono succedute non hanno saputo, o voluto, trovare il modo di far pagare ciascun assegnatario per i dovuti consumi. “E ci sono altre morosità non ancora individuate”, ha aggiunto Lelio De Santis; “si pensi alla discussa transazione con Banca Sistema: all’epoca, da assessore non votai il provvedimento poiché era chiaro che il Comune dell’Aquila non avrebbe potuto far fronte alle rate mensili da 275mila euro con l’incasso delle bollette. Come volevasi dimostrare, l’ultima rata pagata è datata aprile 2017, di nuovo, con la Giunta Cialente in carica: da allora, non si è pagato più nulla. Dunque, ai 3 milioni e 383 mila euro che ancora dobbiamo andranno aggiunte le more e gli interessi passivi che, nel frattempo, stanno maturando. E che dire dell’accordo sottoscritto con Antas, una operazione da 20 milioni di euro”, l’affondo del capogruppo dell’Idv; “si è fatto un favore alla società. Infatti, il contratto di servizio – scadrà nel 2021 – si basa sulla popolazione effettivamente residente all’epoca; tuttavia, gli inquilini sono già diminuiti e diminuiranno ancora nei prossimi anni: tuttavia, pagheremo comunque gli oltre 4 milioni pattuiti. Si dovrà attingere al bilancio dell’Ente: altri soldi, insomma”.

Al debito monstre vanno aggiunte anche le morosità arretrate, per il mancato pagamento delle utenze dal febbraio 2017: “la Corte dei Conti, in passato, si è mossa per molto meno”, le parole di Lelio De Santis; “a quanto mi è dato sapere, si stanno interessando alla vicenda”.

Il rischio tratteggiato da Americo Di Benedetto è che il Comune dell’Aquila, stante le cose, vada in “disavanzo d’amministrazione; è necessario intervenire subito, purtroppo siamo costretti a denunciare, di nuovo, un certo lassismo della maggioranza di governo che, sulle vicende del progetto Case, ha giocato una buona fetta di campagna elettorale”.

“Siamo preoccupati – ha aggiunto Carla Cimoroni – il disastro amministrativo non potrà che ripercuotersi sui cittadini: mi domando, quando verrà attuata la bollettazione, e come? E’ un allarme che vogliamo lanciare”; si corre il rischio, in effetti, che si vada incontro ad un aumento dei tributi locali per coprire i buchi che si stanno aprendo nelle casse dell’Ente, con la certezza che, prima o poi, ai cittadini assegnatari di progetto Case e Map vengano recapitate maxi bollette da migliaia di euro.

“Che la situazione fosse complicata era noto a tutti, anche all’attuale maggioranza che, sul progetto Case, ha speculato in campagna elettorale” ha aggiunto Stefano Palumbo, con l’attuale vice sindaco Liris “a capo dei cittadini che si opponevano per il mancato pagamento a consumi” e l’attuale sindaco “che girava video tra gli alloggi del progetto Case promettendo soluzioni. Al contrario, la situazione è tragicamente peggiorata”, la stoccata del capogruppo dem. Sebbene in modo non sistematico, “negli anni passati si erano fatti degli incassi, con azioni di recupero delle somme dovute dai cittadini assegnatari che aveva portato nelle casse dell’Ente circa 17 milioni di euro: con la nuova amministrazione, in un anno e mezzo non si è incassato neanche un euro. E’ un problema esplosivo per l’equilibrio di bilancio del Comune dell’Aquila, assolutamente sottovalutato dall’attuale maggioranza che, a valle della riorganizzazione della macchina amministrativa, ha lasciato soltanto tre funzionari alla riscossione dei crediti spezzettando, tra l’altro, la gestione del comparto Case e Map tra diversi assessorati e dirigenti”.

La mancata gestione del progetto Case e Map – ha profetizzato Angelo Mancini – “combinata con la difficile situazione contabile delle partecipate, rappresenterà la tomba del bilancio comunale”.

Ultima modifica il Giovedì, 27 Settembre 2018 22:54

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