Lunedì, 22 Ottobre 2018 13:52

Scontri tra ultras in Avezzano-Cesena, raffica di Daspo. Salgono a 28 le persone identificate

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Scontri tra ultras in Avezzano-Cesena, raffica di Daspo. Salgono a 28 le persone identificate Foto: Marsica Live

Salgono a 28 le persone identificate dalle forze dell’ordine per gli scontri verificatisi ad Avezzano lo scorso 16 settembre in occasione della partita del campionato di serie D Avezzano-Cesena.

Durante i tafferugli rimasero feriti quattro agenti e vennero danneggiati numerosi mezzi di servizio della polizia.

Oltre ai due ultras dell’Avezzano già arrestati qualche settiumana fa, Digos e polizia, attraverso l’esame di video e fotografie, hanno individuato altri 26 tifosi (15 marsicani e 11 romagnoli, di età compresa fra 17 e 46 anni) a carico dei quali sono state inviate comunicazioni di notizia di reato alla Procura della Repubblica del tribunale di Avezzano e alla Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Gli indagati devono rispondere, singolarmente o in concorso con altri, di reati quali l’invasione di campo aggravata dal lancio di sassi e altri oggetti con pericolo per le persone; violenza; resistenza e lesioni a pubblico ufficiale; danneggiamento di veicoli della Polizia; porto di oggetti atti a offendere; travisamento in luogo pubblico.

Il Questore dell’Aquila ha già emesso a carico sia degli arrestati (già sottoposti a obbligo giornaliero di firma) che di tutti i denunciati, 28 provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Daspo), per una durata complessiva di 93 anni, così distinti:
- 7 della durata di anni 5, di cui 5 con obbligo di presentazione convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di tifosi già in passato destinatari di daspo emessi dai Questori di L’Aquila, Forlì-Cesena e Teramo;
- 4 della durata di anni 4, di cui 3 con obbligo di presentazione convalidato dal gip su richiesta del pm;
- 8 della durata di anni 3;
- 9 della durata di anni 2.

Per tutta la durata del Daspo, gli interessati non potranno accedere ad alcun impianto sportivo del territorio nazionale e di altri Stati membri dell’Unione Europea  ove  si  disputeranno tutte le competizioni di calcio e di calcio a 5,  maschili e femminili, anche amichevoli, relative ai campionati di serie “A”, “B”, “Lega Pro”, Lega Nazionale Dilettanti ed altri incontri dei tornei dilettantistici, ai tornei internazionali e nazionali: Champions League, Europa League, Coppa Intertoto, Mondiale per club, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, altri tornei e trofei nazionali, nonché quelle della Nazionale Italiana di calcio e di calcio a 5.

I "daspati" non potranno nemmeno transitare nelle aree degli impianti interessati dalle manifestazioni tre ore prima dell’inizio, durante, e tre ore dopo il termine degli incontri cui prenderanno parte le squadre di calcio e calcio a 5 iscritte alle serie suddette.

Il divieto è esteso ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano od assistono alle medesime manifestazioni, ovvero vie piazze, aree di parcheggio utilizzate nei giorni in cui si svolgono le manifestazioni sportive, gli esercizi pubblici che esistono nei pressi degli impianti sportivi e che abitualmente sono frequentati dai tifosi prima, durante e dopo gli incontri di calcio, le stazioni ferroviarie, di metropolitana e dei mezzi di superficie utilizzati dai tifosi per raggiungere gli impianti sportivi, le vetture ed i vagoni dei mezzi di trasporto pubblici, con particolare riferimento a quelli appositamente predisposti per il trasporto dei tifosi.  

Inoltre, i destinatari del daspo con prescrizioni dovranno presentarsi una o più volte presso l’Ufficio di Polizia o la Stazione Carabinieri specificata nel provvedimento amministrativo, in occasione di ogni partita, comprese le amichevoli, che sarà disputata dalla squadra di calcio dell’Avezzano ovvero da quella del Cesena.

In caso di violazione del Daspo la legge prevede, oltre all’arresto in flagranza di reato, la reclusione da uno a tre anni e la multa da 10mila a 40mila euro.

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