Sabato, 28 Marzo 2015 10:14

La Protezione Civile rivuole i soldi dei familiari delle vittime del terremoto

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Franco Gabrielli Franco Gabrielli

La Protezione Civile chiede ai parenti delle vittime del terremoto di restituire i soldi nell'ambito del processo civile alla Commissione Grandi Rischi. Alla vigilia del sesto anniversario del sisma che devastò L'Aquila e l'Abruzzo interno nell'aprile del 2009, ancora una beffa per tanti parenti delle vittime dei crolli.

Il capo del Dipartimento nazionale di Protezione Civile Franco Gabrielli ha inviato una missiva di due pagine ai familiari delle vittime, risarciti delle "provvisionali" dopo la condanna dei membri della Commissione Grandi Rischi in primo grado. A darne notizia è il quotidiano Il Messaggero.

La lettera, firmata dallo stesso Gabrielli, è sostanzialmente un "atto di messa in mora e intimazione di pagamento". Nel testo si chiede ai familiari la restituzione delle "provvisionali", ossia l'anticipo di una somma di denaro disposta dal giudice in sentenza per la parte offesa di un reato, che erano state stabilite nella sentenza di primo grado dal giudice Marco Billi, che aveva condannato i sette imputati e aveva dichiarato immediatamente esecutiva, entro 90 giorni dalla sentenza, il risarcimento per le parti civili per complessivi 7,8 milioni di euro.

Il quotidiano romano cita la lettera di richiesta di restituzione delle somme recapitata alla famiglia Fioravanti, rappresentata nel processo Grandi Rischi dall'avvocato aqulano Fabio Alessandroni: «Si invita e si diffida - si legge nell'atto - alla restituzione delle somme percepite e a corrispondere senza indugio e, comunque entro 30 giorni dal ricevimento della presente, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento della Protezione civile, l’importo di 203 mila euro, oltre le spese legali 1.573 euro e 2 mila euro di interessi» calcolati dal momento della sentenza di primo grado fino allo scorso 28 febbraio. Nella lettera si invita a inviare un fax per "comprovare l'avvenuto pagamento" della somma da versare "senza indugio" allo Stato. Non tutte le parti civili hanno agito allo stesso modo nel processo civile alla Commissione Grandi Rischi. In alcuni casi, le richieste di risarcimento sono state avviate prima della conclusione del primo grado di giudizio penale, mentre in altre situazioni ancora non viene avviato il percorso di richiesta di risarcimento civile, in attesa della Cassazione, conclusione definitiva dell'iter penale.

"Billi - scrive Marcello Ianni - aveva disposto il risarcimento a due diverse liste di parti civili: una prima di 42 persone e una seconda di 13, tra vittime ed eredi diversi tra loro. Tra chi ha percepito la provvisionale, con somme variabili tra i 100 mila e i 200 mila euro a parente, ci sono, però, anche eredi delle 16 vittime per le quali De Bernardinis è stato assolto dal collegio presieduto dal giudice Fabrizia Francabandera (in appello, ndr)".

Lo Stato, insomma, non ha aspettato il verdetto della Cassazione - alla quale si sono appellate le parti civili dopo l'assoluzione nel secondo grado di appello - per richiedere i soldi ai familiari delle vittime del terremoto aquilano. A pochi giorni dal sesto doloroso anniversario. (m. fo.)

Ultima modifica il Domenica, 29 Marzo 2015 00:20

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