Venerdì, 14 Aprile 2017 17:05

6 aprile 1992 - 6 aprile 2009: il legame tra Sarajevo e L'Aquila in 24 opere

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MILOMIR KOVAČEVIĆ STRAŠNI, Pazi, snajper! (1992) MILOMIR KOVAČEVIĆ STRAŠNI, Pazi, snajper! (1992)

Creare un ponte ideale tra Sarajevo e L'Aquila. E' l'idea dell'artista Andrej Derkovic, curatore della mostra Sarajevo Collezione per L'Aquila. L'esposizione verrà inaugurata il prossimo 20 aprile (ore 18), presso il Museo sperimentale di arte contemporanea (Muspac) dell'Aquila, a Piazza D'Arti (via Ficara, zona Coppito).

L'iniziativa nasce nell'ambito della rassegna I terremoti dell'arte, in collaborazione con l'Accademia di Belle arti dell'Aquila e con il patrocinio del Comune.

La mostra nasce da un'idea di Derkovic, uno dei fondatori dell'Ars Aevi Museum of Contemporary Arts Sarajevo Collection, il quale, venticinque anni dopo l'inizio del più lungo assedio nella storia bellica moderna - avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina - nell'intento di creare un collegamento tra l'assedio di Sarajevo (6 aprile 1992) e il terremoto dell'Aquila (6 aprile 2009), decide di coinvolgere sedici artisti, riconosciuti a livello internazionale, per la realizzazione di opere da donare alla città dell'Aquila e in particolare al Muspac, il primo museo ricostruito dopo il terremoto.

La collezione - composta da ventiquattro lavori tra video, foto, disegni e litografie - nasce dal desiderio di mostrare gratitudine per il generoso aiuto che la popolazione italiana ha dato a Sarajevo durante la guerra ed è composta quasi esclusivamente da lavori di artisti sopravvissuti all'assedio, che rappresentano il panorama della scena artistica contemporanea di Sarajevo. Sono presenti sia opere di artisti della vecchia generazione, come Aleksandar Saša Bukvić, membro del gruppo "Zvono" e fondatore della scena artistica contemporanea di cui stiamo parlando, sia di giovani emergenti come Nardina Zubanović, il cui lavoro "Attention, Museum!" (dedicato al Museo Nazionale di Bosnia e Herzegovina, chiuso per diverso tempo e riaperto solo due anni fa), visualmente e concettualmente rappresenta il "fil rouge" del progetto, collegandosi al Muspac, come "museo riemerso dalle rovine".

Gli artisti della collezione sono vincitori di molti premi nazionali e internazionali e hanno diverse esposizioni personali nel territorio nazionale e estero. Hanno realizzato mostre in alcune delle più rappresentative esposizioni internazionali, e la loro arte rappresenta Sarajevo e la scena culturale internazionale degli ultimi trenta anni.

Andrej Derkovic nasce nel 1971 a Sarajevo. Laureato presso la Scuola di Arti Applicate in Sarajevo, ha realizzato diverse esposizioni personali in tutti i continenti, ed è uno dei fondatori del ARS AEVI Museum of Contemporary arts Sarajevo Collection. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di: Fototeca di Cuba La Habana, MACBA Barcelona, Museo di arte e commercio di Amburgo, Georgian National Museum Tbilisi, Museo dell'Innocenza di Istanbul, Galleria Nazionale di Bosnia e Herzegovina, Consiglio Europeo di Strasburgo, Museo d'Arte di Belfast, Museo Nazionale di Montenegro, Archivio Harald Szeemann di Los Angeles, Museo Olimpico di Sarajevo, Museo di storia ebraica di Amsterdam e Museo della storia Jugoslava a Belgrado. Ha fotografato numerosi artisti tra cui Jeff Koons, Marina Abramović, Emmanuelle Beart, David Byrne, Jean-Luc Godard, Isabelle Huppert, Bono Vox, Sinéad O'Connor, Braco Dimitrijević, Catherine Deneuve, Enki Bilal, Alfonso Cuarón, Sebastião Salgado, Yann Arthus-Bertrand, Agnès B.,Christine and the Queens ecc. Derkovic è inoltre vincitore del "Certificato di riconoscenza" dell'Agenzia di Informazione degli Stati Uniti (USIA) per le attività culturali realizzate durante l'assedio di Sarajevo. Vive tra Ginevra e Sarajevo.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 30 aprile. Info 349 6365670 | 338 2374725. 

Ultima modifica il Venerdì, 14 Aprile 2017 17:22

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