Giovedì, 21 Settembre 2017 14:58

Al via "Week end d'autore", la rassegna dedicata ai libri. Il programma della prima giornata

di 
Viviana Scarinci Viviana Scarinci

Prima giornata della rassegna letteraria Week end d’autore, organizzata dall’associazione culturale Le muse ritrovate, in programma all’Aquila a Palazzo Fibbioni dal 21 al 24 settembre.

La rassegna propone al pubblico incontri con scrittori, scrittrici, poeti e poetesse del panorama nazionale. Un appuntamento rivolto a tutti, nel quale saranno presentate alcune delle principali novità editoriali nel campo della narrativa, della poesia e della saggistica. Un’occasione per avvicinarsi ai libri e conoscere da vicino i loro autori.

Giovedì 21 settembre, a Palazzo Fibbioni, dopo i saluti istituzionali di Sonia Ciuffetelli, presidente dell’associazione Le muse ritrovate, sono ben tre gli incontri in cartellone.

Alle 17:00 Mirella Serri presenterà il romanzo Bambini in fuga (Longanesi), storia di settantatré giovanissimi ebrei che, per sfuggire alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, in provincia di Modena; alle 18:15 sarà la volta di Massimo Birattari e del suo Come si fa il tema (Feltrinelli): trucchi, consigli ed esempi d’autore per imparare a scrivere bene a scuola; a chiudere la prima giornata sarà, alle 19:15, Viviana Scarinci, che parlerà del libro Annina tragicomica (Formebrevi edizioni), raccolta di prose poetiche che si rivolge al lettore per via di brevi, specifiche, sequenze dall’intensa allusività.

Tutti e tre gli incontri saranno moderati dalla giornalista Noemi Cococcia.

L’ingresso è gratuito.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. / Facebook: Le muse ritrovate

I libri

Bambini in fuga (Longanesi)

Per sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena.  Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero. Ma l’8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera.  Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftī di Gerusalemme, Amīn al-Ḥusaynī, esponente dell’islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Ḥusaynī cercò in ogni modo di bloccare l’espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l’ultima via di scampo.  Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

Come si fa il tema (Feltrinelli)

Questo libro vuole aiutarvi a scrivere bene a scuola: a produrre con buona regolarità temi soddisfacenti e arrivare all’esame di maturità pronti per affrontare l’analisi del testo, il saggio breve, l’articolo di giornale, il tema storico o quello di attualità senza troppi timori, e magari con la voglia di sfruttare l’occasione per dire cose che vi stanno a cuore. Ma non solo: tutto quello che troverete qui dentro vi servirà anche a stendere una buona email, un bel post su Facebook, una lettera di accompagnamento a un curriculum. A scrivere bene in generale, insomma.
Massimo Birattari propone un metodo senza regole fisse, tabelle, schemi: piuttosto, un’immersione totale nella scrittura, un viaggio nella mente di chi scrive, attraverso le scelte, i ripensamenti, le strade scartate. Si impara per imitazione, anzi per assorbimento, e attraverso il contagio di molti buoni esempi (di bravi scrittori, saggisti, giornalisti) questo libro vi fornisce gli anticorpi che vi libereranno dagli errori più comuni, per condurvi, passo dopo passo, a esprimere nel modo più semplice, diretto, brillante e personale il vostro pensiero.
Dal metodo Robinson al metodo Palomar, usando la parte destra del cervello.
Trucchi, consigli ed esempi d’autore per imparare a scrivere bene a scuola.

Annina tragicomica (Formebrevi edizioni)

La tragicommedia è un tipo di componimento nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto spunti e procedimenti propri della commedia. Tale mescolanza genera spesso dei risultati sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che da quello linguistico. Si inquadra in questa modalità Annina tragicomica, terzo libro di poesia di Viviana Scarinci autrice tanto poliedrica quanto anticonvenzionale. Nella poesia contenuta in questo suo ultimo libro Scarinci vede una sorta di rivendicazione sui generis “la poesia può rivendicare il diritto di ognuno ad ascoltare parole diverse da quelle che si aspetta”. Anna, in questa tragicommedia che si situa tra prosa e poesia, è l’altra da sé, in ogni caso un’identità femminile “in febbrile attesa di tutte le parole che non sono state ancora pensate” per definirla. “Parole che vengono dal basso, dall’esperienza che di primo acchito è sempre muta, piuttosto che dall’alto, di uno scopo o da un sapere che sa già il fatto suo perché codificato in modo ineludibile» scrive Scarinci nella postfazione.
Come afferma Anna Maria Curci nell’introduzione a questo libro: “Annina si oppone alla rinuncia e al soffocamento, alla menzogna travestita con gale e merletti, al trafugare, per distruggerli, i reperti. Sta, imperterrita eppure consapevole del rischio fatale, «molto vicino al bordo», fruga, un po’ Antigone e pur sempre Anna (sorella Anna?) tra «queste alture brulle» e intanto pensa «dovrebbe cercare tra il cocciopesto, i destinatari di questa maledizione». Possiede, la sua ricerca, un fondo e un fondamento prezioso, trascurato da molti: «Fremono gli oggetti spiati, sotto l’universo che li ignora.» e, aggiungo io, se la ridono di qualsiasi catalogazione, ché etichettarli come “versi” o “prosa”, come argomenta Viviana Scarinci nella sua Postfazione, è anch’essa manovra fuorviante”. Quelli di Scarinci sono versi che denunciando il loro continuo legame con la prosa e con la componente saggistica che ha sempre contraddistinto la scrittura di questa autrice, raccontano da capo più di una vecchia storia ma cercando parole nuove per dirla.

Gli autori

Mirella Serri

Mirella Serri insegna Letteratura e giornalismo all’Università La Sapienza di Roma. Scrive per La Stampa, Ttl, Sette-Corriere della Sera e collabora con Rai Storia. Tra i suoi libri: Carlo Dossi e il racconto (Bulzoni), Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura (Edisud), Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista (Marsilio), I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948 (Corbaccio, 2005), I profeti disarmati. 1945-1948. La guerra tra le due sinistre (Corbaccio, 2008). Ha curato Doppio diario. 1936-1943 (Einaudi) di Giaime Pintor e ha partecipato ai volumi collettivi Donne del Risorgimento e Donne nella Grande Guerra (entrambi per Il Mulino). Con Longanesi ha pubblicato nel 2012 Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980), Un amore partigiano (2014) e Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia (2015).

Massimo Birattari

Massimo Birattari è laureato in storia e diplomato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Redattore, traduttore, consulente editoriale, è autore di una grammatica pratica, Italiano. Corso di sopravvivenza (2010), e di un “manuale di stile”, È più facile scrivere bene che scrivere male (2011). Ha curato Io scrivo, corso di scrittura in 24 volumi del “Corriere della Sera” (2011, nuova edizione Fabbri 2014 col titolo Scrivere). Tra i suoi libri per ragazzi, I rivoltanti romani (con Terry Deary, 1998); I barbuti barbari (2008) e Vite avventurose di santi straordinari (2009), entrambi con Chicca Galli; e per Feltrinelli Kids Benvenuti a Grammaland (2011), La grammatica ti salverà la vita (2012), Scrivere bene è un gioco da ragazzi (2013), Leggere è un’avventura (2014),  L’Italia in guerra (2015) e Come si fa il tema. Con una sezione sulla prova scritta di italiano alla maturità (2017). Per Gribaudo ha realizzato la scatola gioco Le carte della grammatica (2015). Il suo blog è www.grammaland.it.

Viviana Scarinci

Vince nel 1995 il Premio Grinzane Cavour, per la sezione Scrivere i Colori. È due volte vincitrice del Premio Lorenzo Montano (nel 2014 sez. raccolta inedita e nel 2016 sez. una poesia inedita). È autrice di poesia con La favola di Lilith (Libro e CD con musiche originali di Edo Notarloberti per l’etichetta discografica ARK Records, presentata al Wave-Gotik-Treffen di Lipsia nel 2013), Piccole estensioni (Anterem, 2014) e Annina tragicomica (Formebrevi, 2017). Curatrice de L’isola di Kesselring (Apeiron, 2002) e dell’edizione italiana di Rakasta minut vahvaksi, Amami per rendermi forte della poetessa finlandese Aino Suhola (L’Iguana Editrice, 2013). Per la saggistica è autrice dell’ebook monografico Elena Ferrante (Doppiozero, 2014). Suoi testi sono presenti nelle antologie Sorgenti che sanno (Biblioteca dei libri perduti, 2016), Di là dal bosco (Dotcom Press, 2012), Diramazioni urbane (Edizione Cofine, 2016). Ha scritto tra gli altri per Nuovi Argomenti, Doppiozero, Nazione Indiana, Leggendaria, Il Segnale, L’Ulisse. Si occupa del fondo librario di poesia di Morlupo. E’ co-redattrice di Formebrevi Edizioni. Gestisce il Centro Culturale Libellula.

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