Venerdì, 28 Novembre 2014 09:40

I [non] diritti della teppaglia ultras

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Negli ultimi anni contro gli ultras nelle curve si sono adottati vari provvedimenti per limitare atti violenti.

Il problema esiste eccome e quindi, sempre dettati dall'emergenza, ecco la tessera del tifoso, i biglietti nominali e il Daspo, un provvedimento di polizia per impedire l'ingresso allo stadio a chi il Questore imputa atti violenti, razzisti e quant'altro. Sul Daspo la questione è complessa, come per tutti i provvedimenti di polizia. Per esempio Valerio Onida, ex giudice costituzionale, afferma: "Cosa può dar luogo ad un Daspo? Sicuramente una violenza, una condotta illegale. Ma non si può pensare che sia una violenza esporre uno striscione politico in uno stadio, questo no, mai. Un conto è se si tratta di uno striscione razzista, offensivo, ma non vedo come possa essere destinatario di un Daspo un tifoso che espone uno striscione dove è riprodotto un suo libero pensiero, garantito dalla Costituzione”.

Gli fa eco il costituzionalista Michele Ainis: "Il Daspo va applicato ai responsabili di gesti violenti. Esporre uno striscione che non offende nessuno ma richiama solo alla rivendicazione di un diritto non è certamente un gesto violento, anzi…”. Quindi l'uso del Daspo è assai delicato e chi lo commina deve farlo con la massima attenzione. Chiaro che atti ed atteggiamenti violenti e razzisti non vanno tollerati, ci mancherebbe altro.

Dopo la premessa veniamo al punto. La curva sud del Fattori è animata dal 1978 dai Red Blue Eagles, il gruppo ultras più importante dell'Aquila calcio. Negli ultimi anni si è caratterizzata tra l’altro per l’assenza di cori contro gli avversari: si tifa per la squadra del cuore e non contro qualcuno. Non è stato sempre così nella nostra curva, ma negli ultimi anni vige questa bella e civile regola. Gli ultras intervengono a volte anche su questioni che riguardano la città e i fatti nazionali. "Escono dallo stadio", insomma, per dire la loro su alcune vicende. E non potrebbe essere altrimenti visto che, piaccia o meno, nel vuoto sociale della nostra città quella curva è comunque uno dei pochi spazi di aggregazione. Solo per ricordare gli ultimi episodi, si possono citare gli striscioni alle rotonde contro le sentenze Cucchi e Grandi Rischi, quest'ultimo prontamente rimosso dal Comune, e l'adesione alla manifestazione cittadina per chiedere verità e giustizia. E non si può dimenticare la donazione di circa 50.000 euro che hanno effettuato per la costruzione di uno skate-park a Piazza D'Armi di cui il Comune ancora non riesce ad avviare i lavori nonostante tutte le promesse ovviamente mai rispettate.

Dispiace notare che ultimamente sia stato impedito a più riprese l'ingresso allo stadio di striscioni tipo "Ultras liberi". Qui non si tratta di giudicare se lo striscione "Ultras liberi" ci trovi d'accordo nel merito: si tratta di confrontarsi sul fatto se si possa o meno esprimere liberamente il proprio pensiero in maniera non violenta o discriminatoria. "Ultras liberi" vuole dissentire legittimamente da provvedimenti e leggi dello stato esattamente come io contesto il decreto Sblocca Italia. Il problema, lo ripeto, non è Daspo si, Daspo no, ma la facoltà di contestare pubblicamente quelle misure in maniera non offensiva o violenta. Inoltre da qualche settimana dalla curva partono cori contro sindaco e assessori per i colpevoli ritardi nell'apertura del nuovo stadio e la costruzione dello skate-park. Ricordano sonoramente e alla loro maniera gli impegni presi pubblicamente e mai rispettati dalla giunta. Preoccupa la notizia che sarebbe stato minacciato il Daspo a chi "lanci" questi cori.

Se la notizia fosse vera, non ci voglio/posso credere, sarebbe un fatto gravissimo anche perchè quei cori mandano semplicemente all'altro paese sindaco e compagnia. Quei cori esercitano il diritto di critica e di dissenso, ovvero tra i presupposti alla base di uno stato democratico. E visto che quelle espressioni le sento a volte in Consiglio comunale non si capisce perché possano essere offensive in uno stadio.

"Ma ti stai a preoccupà degli ultras? Quelli so solo teppaglia!" Non scherziamo, anche perché alcune misure dagli stadi potrebbero presto finire nelle piazze. Qualcuno ci ha già provato, ricordare il ministro che propose il Daspo per le manifestazioni?

 

*Ettore Di Cesare è Consigliere comunale al Comune dell'Aquila (Gruppo civico Appello per L'Aquila)

Ultima modifica il Venerdì, 28 Novembre 2014 11:51

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