Lunedì, 11 Maggio 2015 17:16

"Museo vivo della città e del territorio", dal 13 al 19 maggio all'Aquila

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La locandina dell'iniziativa La locandina dell'iniziativa

Mercoledì 13 maggio, alle ore 18.30, presso le sede del MU.SP.A.C. si inaugurerà la mostra "Museo vivo della città e del territorio", terza iniziativa che si collega alle altre manifestazioni organizzate con il Comune dell’Aquila, Assessorato alla Ricostruzione partecipata e che rientra all’interno del progetto La chiave dell'arte, comprendente una serie di eventi culturali che si alterneranno per tuto il mese di maggio.

L'esposizione ha come obiettivo principale quello di raccogliere e analizzare i diversi materiali documentari (cartografie, foto, rilievi, libri, riviste, cataloghi e video della biblioteca e videoteca del MU.SP.A.C.) che, legati alla storia dei beni culturali e artistici della città, sono custoditi nel museo. Questo grande archivio rappresenta - insieme alle molte opere già esistenti e alle altre che si stanno scoprendo sotto le macerie, che prima erano in ombra, isolate, separate dalla nostra coscienza collettiva - una base conoscitiva necessaria per la ricostruzione della città.

Con la "chiave dell’arte" è possibile rientrare metaforicamente nei palazzi monumentali, nelle piazze, nelle chiese del centro storico, da intendere come "una grande casa", da poter "riabitare" nel senso pieno della parola, stando in pace in un luogo protetto, come fosse "una grande opera d'arte" che deve essere naturalmente tutelata e valorizzata. Per questo crediamo che in una città storica, ricca di tanti tesori d’arte e con radici culturali profonde, per ricostruire la memoria collettiva, non possa mancare questa specifica sezione di un Museo della città, su cui da diversi anni stiamo lavorando.

"Insieme al Comune - si legge in una nota del Muspac - e alle principali istituzioni culturali, pubbliche e private, vorremmo anche noi contribuire a mettere abilmente quell’ultima pietra, una chiave di volta che possa assicurare e rappresentare la dignità di un'opera finita, come quella dell'intera città, che dovrà rinascere non solo fisicamente, ma soprattutto dal punto di vista civile, sociale e artistico. Tutto ciò sarà possibile solo se si sapranno mettere in gioco, con sapiente equilibrio, le forze materiali e spirituali, per collegare passato e presente, antichità e modernità, tradizione e sviluppo".

Ad accompagnare la mostra, un'anteprima dell'esposizione fotografica di Marco Equizi dal titolo "L’Aquila Risorge. Segnali di una ricostruzione", che intende testimoniare gli sviluppi di una città in ricostruzione: "Solo piccoli acuti nelle strade ora di nuovo rumorose grazie ai martelli pneumatici, ai trapani, ai demolitori; un processo che continuerà nel tempo, fino a donarci un posto totalmente rimesso a nuovo dove vivere, dove coltivare nuovi sogni per noi e per le generazioni future", sottolinea l'autore.

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