Lunedì, 09 Luglio 2018 12:55

Restituzione tasse, Apindustria: "Il tempo scorre, il Governo tace"

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Massimiliano Mari Fiamma Massimiliano Mari Fiamma

Sulla restituzione delle tasse "il governo giallo-verde, forse facendosi forte del cieco consenso crescente, sta dimostrando un disinteresse addirittura più accentuato rispetto a chi lo ha preceduto (l’operazione sembrava ardua!) e, ad oggi, non si vede nemmeno l’ombra delle audizioni richieste al sottosegretario Giancarlo Giorgetti".

L'accusa viene dal segretario generale di Apindustria L'Aquila Massimiliano Mari Fiamma.

"Siamo ad un passo dalle prime scadenze per la presentazione delle perizie" scrive Mari Fiamma in una nota "e la politica continua a non dare segnali di vita mandando in fibrillazione tutte le imprese coinvolte e gli operai di queste che, nella migliore delle ipotesi, rischiano il posto".

"Saranno pochissime infatti le aziende in grado di resistere a questa ennesima “botta” dopo la pioggia di promesse e rassicurazioni giunte nel tempo da tutte le parti".

"Il Governo giallo-verde, forse facendosi forte del cieco consenso crescente, sta dimostrando un disinteresse addirittura più accentuato rispetto a chi lo ha preceduto (l’operazione sembrava ardua!) e, ad oggi, non si vede nemmeno l’ombra delle audizioni richieste al sottosegretario Giancarlo Giorgetti".

"Gli emendamenti alla Camera sono stati ripresentati ma a questo punto le speranze sono al lumicino, anche per la ventilata proroga che, ad 11 giorni dalla scadenza dei primi atti della procedura di recupero, sembra possibile solo evitando la terza lettura al Senato, ma così vorrebbe dire far saltare del tutto l’azione parlamentare auspicata".

"Ancora più complicata la vicenda che, come da sempre sosteniamo, sarà forse più probabile affrontare con una battaglia legale piuttosto che con una ragionevole trattativa politica per la quale i nostri rappresentanti appaiono del tutto impreparati o, peggio, disinteressati".

"Questo perché, ovviamente, in ballo ci sono soldi, molti per le imprese, irrisori nel bilancio dello Stato, che saranno richiesti a chi produce, non certo a chi sarebbe deputato a trovare una soluzione, ma avranno ricadute che probabilmente chi ci governa non intende comprendere".

"Dopo 8 anni di crisi e quasi 10 di post terremoto non esiste alcun margine per “stringere i denti” come spesso si chiede alle PMI; siamo al limite e tra le imprese coinvolte sono già pronte procedure fallimentari, e concordati che lasceranno ancora più impoverito questo territorio e provocheranno un crollo occupazionale senza precedenti".

"Mentre ci si gingilla coi migranti, con le guerre intestine alla UE e con l’abuso della parola “dignità”, l’unica vera, logica, giusta e concreta azione in favore di una popolazione terremotata che un Governo potrebbe portare a casa con massimo risultato e minimo sforzo viene ignorata e svilita".

"Riproviamo a fare appello ai neoeletti della Lega ed ai “fantasmi” eletti nel Movimento 5 Stelle affinché ci smentiscano dimostrando di valere almeno la metà di quanto decantato in campagna elettorale giungendo ad un risultato che sembra essere lì, a portata di mano".

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