Interviste

di Paola Grande - Cinque voci del panorama artistico cittadino, protagoniste di una breve rubrica che, fino a sabato, sarà interamente dedicata alla musica. L'idea nasce dalla volontà di dar spazio ai giovani talenti aquilani descrivendo le diverse realtà che li hanno visti crescere come artisti nella città in cui da sempre coltivano il loro sogno. Insieme, compongono un quadro molto variegato di storie ed esperienze ma all'unisono celebrano la musica come strumento di condivisione e sintonia tra i giovani e,…
di Paola Grande - Cinque voci del panorama artistico cittadino, protagoniste di una breve rubrica che, fino a sabato, sarà interamente dedicata alla musica. L'idea nasce dalla volontà di dar spazio ai giovani talenti aquilani descrivendo le diverse realtà che li hanno visti crescere come artisti nella città in cui da sempre coltivano il loro sogno. Insieme, compongono un quadro molto variegato di storie ed esperienze ma all'unisono celebrano la musica come strumento di condivisione e sintonia tra i giovani…
“Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”. Il direttore del Gran Sasso Science Institute, Eugenio Coccia, cita William B. Yeats per parlare di Black Hole Jazz. Le vibrazioni dello spazio tempo, lo spettacolo che lo ha visto protagonista, domenica 24 aprile, insieme ai jazzisti Paolo Fresu (tromba) e Gianluca Petrella (trombone), all'Aquila, sul palco di un Auditorium del Parco tutto esaurito. Una prima assoluta (anche se un assaggio c'era già stato un anno e mezzo fa al…
di Paola Grande - Cinque voci del panorama artistico cittadino saranno protagoniste di una breve rubrica che, da oggi a sabato, sarà interamente dedicata alla musica. L'idea nasce dalla volontà di dar spazio ai giovani talenti aquilani descrivendo le diverse realtà che li hanno visti crescere come artisti nella città in cui da sempre coltivano il loro sogno. Insieme, compongono un quadro molto variegato di storie ed esperienze ma all'unisono celebrano la musica come strumento di condivisione e sintonia tra i…
L'appuntamento è alle 11 di un lunedì di aprile. Il luogo è l'appartamento al quinto piano di un bel palazzo situato in una traversa di via del Tritone, a due passi da piazza Barberini. Mario Fiorentini mi aspetta nel suo studio, una stanza luminosa, piena di libri. Le finestre, che danno sulla strada, sono aperte ma i rumori del traffico di Roma arrivano lontani, attutiti. Quando entro, lo trovo seduto nella sua poltrona intento a conversare con un amico. Nonostante…

 

Chiudi