Giovedì, 16 Febbraio 2017 21:30

Elezioni, Piccinini: "Liris si è occupato più degli altri delle vicende aquilane"

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"E' stato un appello all'intelligenza, rivolto a chi - fino ad oggi - ha fatto un percorso insieme a me: l'auspicio è che si possano compiere scelte unitarie, capaci di fornire elementi di chiarezza all'elettorato; è anche un appello piuttosto esplicito ad abbandonare un poco i personalismi. In questo senso, c'è anche un messaggio mio, più personale: stavolta non ci starò al gioco di ingrossare la lista di qualcuno, sarò della partita soltanto se si farà un discorso unitario, con obiettivi chiari e definiti".

Alessandro Piccinini, capogruppo del Nuovo Centro Destra in Consiglio comunale, almeno fino all'ultima riunione dell'assise, torna sul messaggio che, qualche giorno fa, ha inteso 'inviare' al centrodestra, perché si trovi unità d'intenti tra i partiti e le forze civiche d'area. "Conosco il nostro elettorato e considero l'unità e la condivisione un'esigenza assolutamente primaria", ribadisce, ospite di Mente Locale su Radio L'Aquila 1; "ho ritenuto opportuno, dunque, lanciare il messaggio per tempo, affiché coloro che si sono accreditati, o autoaccreditati in questi mesi, possano quantomeno rimanere nel dubbio".

Piccinini smentisce che, il suo, sia stato una sorta di endorsement a Guido Quintino Liris. "C'è stata una coincidenza temporale, questo sì, tra la notizia della possibile discesa in campo di Liris e la mia uscita pubblica, dovuta anche alla necessità che avevo di prendere le distanze dal partito che, negli ultimi periodi, ho rappresentato; non perché ne sentissi un'esigenza politica, sono rimasto sempre lì dov'ero, all'opposizione, in seno al centrodestra; in tempi non sospetti, però, avevo sposato il progetto del Nuovo Centro Destra che sembrava potesse rappresentare una ripartenza e, invece, è andata diversamente, e oggi è sotto gli occhi di tutti".

Non nega, però, e non potrebbe farlo, l'amicizia con il capogruppo di Forza Italia: "E' innegabile il rapporto che ci lega ma proprio per questo non ho espresso alcuna valutazione sulle candidature in campo; per intenderci, se Pierluigi Biondi fosse il candidato di tutto il centrodestra, non troverebbe in me un oppositore ma, di certo, un sostenitore". Se si sta pensando a Liris, però, "è per il ruolo che ha svolto in seno al Consiglio comunale e - questo posso dirlo - per il suo 'lavoro' sulle vicende aquilane, dalla situazione della manutenzione del progetto Case ai problemi occupazionali e della ricostruzione, di cui si è occupato più degli altri possibili candidati". Che Piccinini non manca di 'strigliare': "Non mi è sembrato appropriato il modo in cui si sono accreditati: nessuno ha chiesto conto ai rappresentanti del centrodestra in città; ed i primi sono stati i salviniani: mi sembra che, all'inizio almeno, si sia trattato più che altro di una provocazione. Chiedere le primarie lanciando la candidatura di Luigi D'Eramo mi è sembrata una sorta di imposizione agli altri partiti di centrodestra".

Come sceglierlo, dunque, il candidato giusto di una coalizione il più possibile allargata? "La politica deve fare la sua parte", Piccinini ne è convinto: dunque, "un tavolo nazionale credo possa aiutare visto anche il ruolo dell'Aquila come punto di riferimento di un'area vasta, collegata alle altre zone del centro Italia che hanno avuto lo stesso nostro triste destino".

La speranza è che, da quel tavolo, possa arrivare una risposta unitaria. "Mi auguro sinceramente non si arrivi ad una doppia candidatura, per me potrebbe essere pregiudiziale nella scelta se essere o meno della partita. Non è indispensabile stare nell'agone politico, lo faccio soltanto a determinate condizioni: sono profondamente convinto dell'attività politica che ho portato avanti in questi anni, ma continuerò a farlo soltanto se ce ne saranno i presupposti. Credo possa valere per tanti altri. Dunque, chi decide di prendere una posizione di chiusura, deve anche prendere atto della responsabilità che sta assumendo".

Ultima modifica il Sabato, 18 Febbraio 2017 09:40

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