Lunedì, 27 Febbraio 2017 13:30

Pelù: "Divento nonno". Leader dei Litfiba a L'Aquila per presentare "Tu non c'eri"

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Ho la sindrome di Peter Pan, anzi Peter Punk: non svegliatemi”. Così disse Piero Pelù ad Andrea Scanzi in un’intervista che il giornalista del Fatto Quotidiano gli fece in occasione del suo 50° compleanno.

Era il 2012 e il cantante era reduce da una tournée europea con i Litfiba, rimessi insieme con l’amico e storico sodale Ghigo Renzulli dopo anni di rotture e incomprensioni.

Da allora Pelù non si è più fermato: ha continuato a suonare dal vivo e a incidere dischi, sia da solista (Identikit, la raccolta che contiene gran parte dei suoi successi con l'aggiunta degli inediti Mille uragani e Sto rock, è del 2013), che con la band (l’ultimo album, Eutopia, è uscito a novembre 2016).

E chissà se questo eterno e ipercinetico ragazzo fiorentino, che ha scritto alcune delle pagine più belle del rock italiano degli ultimi tre decenni, metterà giudizio ora che di anni ne ha appena compiuti 55 (è nato il 10 febbraio 1962) e che si appresta a diventare nonno.

L’annuncio è arrivato durante la presentazione del film Tu non c’eri del regista Cosimo Damiano Damato, nell’aula magna del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, davanti una sala gremita di studenti. “Manca poco, è questione di giorni” ha detto Pelù sorridendo, tra applausi e fischi da standing ovation.

Pelù è arrivato all’Aquila invitato dagli organizzatori dell’Aquila Film Festival per parlare del mediometraggio di Damato in cui recita la parte di un padre e di cui ha curato anche la colonna sonora.

Prima di partecipare alla proiezione del film all’Auditorium di Renzo Piano, però, il cantante ha incontrato gli studenti del Dipartimento di Scienze Umane nell’ambito di uno degli appuntamenti del ciclo “Cinema, rock e letteratura” organizzati dal professor Gianluigi Simonetti.

Scritto da Erri De Luca, Tu non c’eri racconta la storia di un ragazzo (Brenno Placido) cresciuto senza padre (Pelù) – un uomo finito in prigione per aver abbracciato la lotta armata negli anni Ottanta - che tenta di riallacciare un immaginario dialogo con il proprio genitore andando, anni dopo la sua morte, nel rifugio di montagna che era solito frequentare uscito di galera.

Presentato lo scorso autunno alla Festa del cinema di Roma, Tu non c’eri segna l’esordio di Pelù  come attore ed è un’ulteriore dimostrazione della sua poliedrica, camaleontica ed eclettica personalità. Il “Peter Punk” della musica italiana, malgrado qualche capello bianco e l’imminente “nonnitudine”, a fermarsi e a crescere non ci pensa nemmeno.

“Per me è stata un'esperienza veramente importante misurarmi con un testo così profondo e poetico” ha detto Pelù “e con questo personaggio, un padre assente per motivi politici, che recupera post mortem il rapporto con il figlio attraverso un dialogo immaginario”.

Piero non è in questo film per caso” ha spiegato il regista Damato “C'è un fil rouge che lega il viaggio artistico di Piero con i Litfiba, le sue canzoni, con i temi di questo film. Quando ho iniziato a lavorare al film l’ho chiamato e gli ho detto:  ‘Questo film o lo faccio con te o non lo faccio’”.

Tu non c’eri è dedicato a Dario Fo: “Sia io che Piero abbiamo frequentato Dario” ha raccontato il regista “un uomo che ha lottato per la libertà attraverso la leggerezza del teatro. Nel film raccontiamo la storia di un uomo che ha lottato usando armi. Dario ha lottato per gli stessi ideali ma usando strumenti diversi. Il film poi è uscito quando Fo è morto. Per questi motivi ci è sembrato giusto dedicarlo a lui. Se io e Piero siamo, ognuno a suo modo, due cantastorie, il merito è anche di Dario Fo”.

Fo è stato un grande sperimentatore” ha detto Pelù “Pensiamo a quello che ha fatto non solo per il teatro ma anche con le sue lezioni di storia dell'arte, con la musica, insieme a Iannacci e altri autori della Milano degli anni Sessanta, con il cinema, attraverso l'impegno politico insieme a Franca Rame. Sono tutti esempi di una contamnazione felice, positiva, che riesce a dare felicità alle persone facendole pensare. Un po’ quello che abbiamo provato a fare noi in questo film”.

Ultima modifica il Martedì, 28 Febbraio 2017 01:33

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