Venerdì, 03 Marzo 2017 13:40

Centrodestra, Silveri 'apre' alle primarie: "Servono regole e metodi condivisi"

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Non ci sta, Giancarlo Silveri; non ci sta, ad accettare la 'deriva' che sta prendendo la discussione in seno al centrodestra.

"Un'aggregazione politica si costruisce su alcuni presupposti indispensabili", spiega a NewsTown; "la condivisione di regole innanzitutto, la costruzione di un programma e, soltanto poi, l'individuazione di un metodo - il più possibile oggettivo - per individuare il candidato sindaco che sia adatto a interpretarlo". Al contrario, "non si è trovata alcuna intesa su regole e metodi, e nemmeno sul programma; almeno, si condividano le modalità di scelta del candidato, così che si possano poi scrivere regole certe che diano un senso alla coalizione. Un punto fermo dovrà pur esserci".

Silveri non lo nasconde: la candidatura di Guido Quintino Liris, messa sul tavolo da Forza Italia "lasciando passare il messaggio che o si è con loro oppure si perde, mi pare fuorviante e, intellettualmente, poco corretta". L'ex manager Asl tiene a precisarlo: "Parliamo di una candidatura assolutamente rispettabile; come è rispettabilissimo il nome di Pierluigi Biondi che prima è uscito come candidato di Casa Pound e ora pare sia l'uomo di Fratelli d'Italia, ma davvero non abbiamo nulla da dire, e così l'indicazione di Noi con Salvini che ha lanciato Luigi D'Eramo mantenendo, però, la richiesta coerente di scegliere il candidato sindaco con le primarie".

Primarie, appunto; a Silveri non piacciono affatto, lo ribadisce - "avrei preferito il sondaggio: non si è voluto fare, si è scelta una via piuttosto velleitaria" - ma se tutti fossero d'accordo ad organizzarle, "allora ci staremmo anche noi. Altrimenti, su quale presupposto dovremmo accettare di stare in coalizione? Ammesso pure si dovessero vincere le elezioni, mancherebbero i presupposti per governare: come funzionerebbe, chi si alza prima comanda? Non è accettabile: prima di presentarci all'elettorato, dovremmo metterci nelle condizioni di rispettare gli impegni che assumiamo, e come facciamo, se non li rispettiamo neanche tra di noi?".

Parole piuttosto chiare; Silveri lo ripete, quasi a rafforzare il concetto: "Servono regole e metodi condivisi, le fusioni a freddo non funzionano e rendono impossibile governare. Non è pensabile - aggiunge - continuare a raccontare frottole ai cittadini, significherebbe alimentare quel sentimento di antipolitica che sta rovinando il Paese".

Si condivida un modo per scegliere il candidato, dunque, su cui costruire regole e programmi; "e se le primarie potranno aiutare, in questo senso, ben vengano". E non si pensi a tavoli nazionali cui demandare la decisione: "Innanzitutto, non esiste alcun tavolo: c'è un comitato elettorale di Forza Italia che, ovviamente, ha interlocuzioni con le segreterie nazionali dei partiti di centrodestra. Noi siamo un movimento civico, a quel livello non ci stiamo e, dunque, non siamo interessati alle indicazioni che dovessero arrivare da Roma; e poi, come intendono comportarsi: Grosseto a te, L'Aquila a me, Bologna all'altro, che metodo è? Ripeto: le fusioni a freddo non funzionano, non sono una risposta ai problemi della città e non intendo metterci la faccia. Preferisco fare le primarie, sebbene non mi convincano, piuttosto che stare dentro ad una coalizione che non è strutturata su regole e contenuti condivisi".

E' per questo che 'Riscatto Popolare' non ha ancora ufficializzato una candidatura, non ha presentato le idee programmatiche "che pure stiamo elaborando", assicura Silveri; "vorremmo essere rispettosi del principio che chiediamo di condividere alle forze civiche e politiche".

L'ex manager Asl non nasconde di pensare anche ad una candidatura 'in solitaria': "Al nostro interno, sono moltissimi a chiedermi di andare da soli; diventa velleitario? Forse sì, o forse no: innanzi a questi sistemi, varrebbe la pena di puntare i piedi. Noi siamo in campo per la città, non ci interessano le logiche di partito: essere per la città, significa condividere regole, metodi e programmi con chi vorrà fare un pezzo di strada con noi, significa parlare chiaro e mettersi nelle condizioni di rispettare gli impegni assunti, significa poter andare in giro a testa alta, senza vergognarsi". E' evidente che il percorso si può condividere con altre forze politiche, oltre Forza Italia, "con tutti coloro che si sentano davvero alternativi al Partito Democratico" chiarisce Silveri; "per carità, Forza Italia è un partito rispettabilissimo ma non è che possa avere, in alcun modo, qualche preminenza che gli derivi da chissà cosa. Allo stato delle cose, la preminenza di ognuno di noi è tutta da dimostrare", l'affondo. Insomma, "non è che si possa partire dal presupposto che il partito sia quello di 15 anni fa, partiamo, piuttosto, dalle ultime elezioni amministrative. Dunque, si sta sullo stesso piano".

Un messaggio chiaro, a "qualche vecchia gloria che, magari, immagina di essere rimasta a quei tempi".

Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 15:37

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