Domenica, 31 Dicembre 2017 18:35

Biondi, l'intervista di Capodanno. Augurio agli aquilani: "Siate fiduciosi"

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Foto Mattia Fonzi Foto Mattia Fonzi

In questi primi sei mesi, "la principale difficoltà d'affrontare è stata la disorganizzazione della macchina comunale".

Pierluigi Biondi, eletto sindaco dell'Aquila il 25 giugno scorso, nell'intervista di fine anno concessa a NewsTown sottolinea come "la prima sfida da affrontare sia stata la riorganizzazione dell'apparato amministrativo, volutamente caotico - la sferzata - con settori e procedimenti spezzettati in diversi rivoli, con più dirigenti che avevano competenza sullo stesso argomento e che assumevano scelte in parallello, a volte confliggenti. Sembrava che la macchina burocratica si muovesse separatamente dalla parte politica", l'affondo.

Biondi porta l'esempio della 'smart city', "cavallo di battaglia della passata amministrazione, sebbene non sia mai stato chiarito cosa intendessero per città intelligente: ebbene, la programmazione era gestita dalle attività produttive, la liquidazione, invece, era affidata alla ricostruzione pubblica. A dire che un settore programmava e l'altro gestiva la spesa".

Una confusione che paralizzava pure l'attività delle società partecipate: "oltre gli annunci di giubilo per i bilanci ripianati, in realtà, Ama, Asm e Ctgs soprattutto hanno diversi problemi, con una gestione - fino ad oggi - contorta, confusionaria e disarticolata; persino l'ex Onpi, dove ho scoperto si procedeva ancora col protocollo a mano, con le buste paga del personale assunto gestite autonomamente e non dal Comune. In seno alle società, non è mai esistita la figura del direttore, un riferimento oltre l'amministratore unico".

Biondi riconosce di aver trovato "qualche resistenza, qualche rigidità: ogni cambiamento sottende la resistenza di piccoli centri di potere autoreferenziali. Tuttavia, siamo pagati - tutti - per lavorare e fare del nostro meglio: dunque, non possono esistere lamentele. Come dipendenti pubblici, siamo dei privilegiati: meno di alcuni ma più di tanti altri", sottolinea Biondi che, di professione, è appunto un dipendente pubblico in aspettativa.

Parlando di partecipate, il sindaco dell'Aquila ha negato spaccature in seno alla maggioranza sulle nomine degli amministratori unici. "Inizio il mio 12° anno da sindaco - ieri a Villa Sant'Angelo, oggi a L'Aquila - il 17° da amministratore locale: il dialogo con i partiti non lo soffro, anzi. Ne conosco limiti e possibilità: a certi livelli, la politica senza i partiti non si fa". Più in generale, Biondi riconosce che "su alcune questioni mi aspettavo qualcosa in più dalle forze di maggioranza, così come immagino che i partiti, da me, si aspettassero di più su altre vicende. Fa parte della dialettica politica". In realtà, "sto lavorando col segretario comunale - insediatosi da poche settimane - alla definizione dei bandi di nomina dei vertici societari, per segnare, anche così, la differenza. In particolare, stiamo ragionando su un meccanismo di valutazione degli amministratori unici: come i dirigenti, potrebbero percepire un fisso e un compenso variabile a seconda degli obiettivi raggiunti. Stiamo definendo gli obiettivi da assegnare affinché il lavoro sia quantificabile annualmente". 

"Ci vuole tempo, però: nessuno ha la bacchetta magica" e Biondi tende a ripeterlo diverse volte, nella mezz'ora, o poco più, di intervista.

Il primo cittadino riconosce di essere un accentratore, e non è affatto un caso abbia tenuto per sé alcune deleghe pesanti come la ricostruzione pubblica e privata: "voglio controllare tutto, leggere fino all'ultima riga di ogni atto; imparerò a delegare". In questo senso, il sindaco dell'Aquila rivendica l'importanza dello spoils system: "per delegare, debbo fidarmi completamente della macchina amministrativa". Ecco il motivo per cui si procederà alla sostituzione degli amministratori unici delle partecipate e non verranno rinnovati i contratti dei dirigenti a termine Dania Aniceti, Enrica de Paulis e Chiara Santoro: "si tratta di ottimi professionisti, preparati, così come lo era il segretario comunale uscente Carlo Pirozzolo. Le mie, non sono contestazioni di natura personale: sento la necessità, però, di padroneggiare fino in fondo la macchina amministrativa".

Discontinuità insomma, "ma in maniera intelligente: potevo presentarmi all'indomani dell'elezione e rivoluzionare gli uffici: non sarebbe stato utile, però"; le scelte - aggiunge - "debbono essere ponderate, non ci faremo prendere dalla fretta". Ed infatti, non si sbilancia sui tempi delle nomine.

Certo è che si procederà prioritariamente con la scelta dell'amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso, considerato che l'uscente Fulvio Giuliani è stato allontanato - a differenza dei colleghi - "per la situazione particolarmente compromessa, che necessitava un intervento deciso". D'altra parte, l'incarico affidato pro tempore al dirigente Domenico de Nardis è al vaglio dell'Autorità nazionale anticorruzione; Biondi, però, non è affatto pentito della scelta: "il Ctgs è una casa diroccata, senza utenze e finestre, dove girano i topi indisturbati. Ci si sta preoccupando, però, del colore delle tende". Fuor di metafora, "l'opposizione in Consiglio comunale - e una parte della Cgil, che ne è una sorta di surrogato - invece di interessarsi delle condizioni della partecipata stanno discutendo in punto di diritto sulla legittimità della nomina di chi se ne sta occupando: d'altra parte, ho nominato il dirigente che aveva l'incarico alle partecipate che, per l'incarico a tempo, non percepisce emolumenti".

A proposito di Gran Sasso, il primo cittadino ricorda come la revisione del Sic a "saldo 0" stia nel programma elettorale; lo abbiamo anticipato qualche giorno fa: l'uso civico di Assergi ha affidato ad un pool di professionisti uno studio per rivedere i confini del sito d'interesse comunitario e per la riperimetrazione del Parco Gran Sasso. "Il Sic è stato disegnato in modo grossolano, improvvisato: insiste su aree compromesse dal punto di vista ambientale, addirittura antropizzate, con impianti di risalita". Insomma, se si può migliorare la qualità del Gran Sasso con la realizzazione di impianti che, tuttavia, confliggono col Sic, perché non pensare di "riperimetrarlo a saldo 0 escludendo le zone compromesse, laddove si potrebbero realizzare gli interventi, inserendo, invece, aree di pregio che, ad oggi, sono fuori dai confini del sito d'interesse". A dire che la volontà politica dell'amministrazione è di realizzare il collegamento Scindarella - Monte Cristo, così come previsto nel piano d'area, e sarebbe più semplice se l'area interessata all'intervento fosse stralciata dal Sic, evidentemente; "che la montagna non sia soltanto sci, lo sappiamo bene", aggiunge comunque Biondi: "per questo, abbiamo chiesto di rimodulare il decreto 35, così da approntare un piano di sviluppo serio del Gran Sasso, d'accordo con le Dmc, le amministrazioni separate, gli operatori della montagna. Capisco che gli albergatori abbiano bisogno di risposte" sottolinea Biondi, pensando alla stagione invernale a rischio: "chiedo loro di avere pazienza, però".

Ci vuole tempo, lo ribadice il sindaco; ci vuole pazienza, anche e soprattutto con i giovani amministratori eletti, spesso un poco esuberanti, che non hanno mancato di creare qualche tensione in seno al centrodestra. "Chi pedala da più tempo è abituato a fare le salite. Tranne rare eccezioni, la classe dirigente è stata completamente rinnovata: l'età media è sotto i cinquant'anni, alcuni ne hanno meno di quaranta. C'è da pagare un piccolo scotto per l'auspicato rinnovamento generazionale: ci rimetteremo in linea".

Allargando lo sguardo alle attività del Consiglio comunale, concentrato, troppo spesso, a dibattere di vicende ideologiche più che amministrative, dall'importanza dei presepi all'accattonaggio fuori dai supermercati passando per la gestione dei migranti, Biondi chiarisce come "la Giunta sia delegata a produrre atti amministrativi, il Consiglio atti politici: non si può comprimere l'attività dei consiglieri ai soli aspetti amministrativi, l'assise è un luogo di discussione civica, di confronto su argomenti più ampi e che interessano, direttamente o indirettamente, la vita dei cittadini. Certo, il rapporto non può essere troppo sbilanciato".

Tuttavia, "le delibere importanti arriveranno, vedrete che arriveranno" promette Biondi, che non manca una stilettata alle opposizioni: "non è che dai banchi del centrosinistra siano arrivate mozioni, ordini del giorno o interrogazioni su atti di natura amministrativa, esclusa la proposta di delibera della consigliera Carla Cimoroni in merito alla così detta legge regionale sui 'sottoscala'. E poi, vorrei proprio vedere quante delibere sono state approvate nei primi 6 mesi delle prima amministrazione Cialente".

Ovviamente, col primo cittadino non potevamo che parlare anche del rischio 'anatra zoppa', a seguito della decisione del Tar che ha imposto il riconteggio dei voti in 11 sezioni. "Non entro nel merito della sentenza dei giudici amministrativi - chiarisce il primo cittadino - ma posso dire che si tratta di un pronunciamento stravagante: è stato disposto il riconteggio in 1/5 dei seggi, sono stati ammessi ad assistere alle operazioni altri soggetti che si sono costituiti, e parliamo dello stesso Tar che ha accolto il ricorso del centrosinistra ad Avezzano sebbene il Consiglio di Stato abbia ampiamente dibattuto la vicenda dell'anatra zoppa dando sempre ragione a chi subiva il ricorso. A prescindere dalle decisioni dei giudici, però, mi chiedo: qual è l'obiettivo dei ricorrenti? Non è stata abbastanza chiara la volontà degli elettori, non sono bastati gli oltre 2mila voti di distacco al turno di ballottaggio? Qual è l'obiettivo: vogliono affermare un principio, bloccare la macchina amministrativa, tornare a votare?".

Il sindaco dell'Aquila lo chiarisce: "non sono abituato a scelte intermedie, non mi piacciono gli inciuci"; nel caso i giudici dovessero sovvertire la composizione del Consiglio comunale - lascia intendere - si tornerà a votare: "dovesse accadere, gli aquilani giudicheranno l'operato di chi avrà fatto commissariare il Comune nonostante l'indicazione chiarissima degli elettori. Poi, capiremo se il centrodestra intenderà sostenere, di nuovo, la mia candidatura: lo faremo in assoluta serenità. Ripeto: per il momento, preferisco non esprimere giudizi sui giudici amministrativi, pur ribadendo la singolarità della decisione: d'altra parte, anche loro sono uomini, o donne".

Di certo, Biondi non ha alcuna intenzione di candidarsi alle elezioni politiche, come pure si era sussurrato negli ambienti politici del centrodestra: "mi sono candidato per fare il sindaco dell'Aquila; certo, sarebbe più facile, e remunerativo, sedere in Parlamento ma mi interessa mettermi al servizio della comunità. E poi, avessi voluto tentare l'elezione a Roma, mi sarei giocato le mie carte in momenti in cui erano anche migliori di adesso. Tuttavia, non ho mai sgomitato per fare il parlamentare. Di certo, alle politiche farò di tutto per far prevalere il centrodestra: ricordo che per la prima emergenza e la ricostruzione della città, in pochi mesi, seppe garantire 10.5 miliardi di euro, oltre a 600 milioni per l'abbattimento delle tasse".

Se il primo cittadino è deciso a non candidarsi, però, altri esponenti della sua maggioranza in Consiglio comunale potrebbero nutrire l'ambizione di tentare il 'grande salto'; si fa il nome, tra gli altri, del vicesindaco Guido Quintino Liris. "L'Aquila è un laboratorio nazionale, per tanti versi", sottolinea Biondi; "in città, Fratelli d'Italia è accreditata di una percentuale inferiore soltanto a Roma, storica roccaforte del movimento. Noi con Salvini ha un seguito importante, tra i più alti del centrosud. Forza Italia ha ritrovato compattezza e qualità, ed è stata determinante per ribaltare il risultato delle amministrative di giugno, che molti davano per scontato. Se qualcuno degli attuali amministratori dovesse avere la possibilità di giocarsela, farebbe bene a provarci. Manteniamo lo spirito unitario, però", l'avvertimento del sindaco dell'Aquila: "non sarà una guerra interna, l'avversario politico sta altrove non dentro la coalizione".

Se ne parlerà nei primi mesi del 2018, un anno importantissimo per la giunta Biondi; gli obiettivi sono chiari: "velocizzare la ricostruzione pubblica, semplificare la ricostruzione privata, efficientare le partecipate al servizio ai cittadini; lavorare ad una maggiore equità tributaria, ottemperando al principio del pagare tutti per pagare meno: rispetto al dato fisiologico, evidenzia Biondi, a L'Aquila c'è un eccesso di evasori e elusori fiscali, consapevoli e non. Altra priorità sarà definire, finalmente, i contratti del personale del Comune, precari e Ripam in particolare".

Da ultimo, un messaggio agli aquilani per l'anno che verrà: "Siate fiduciosi", le parole di Biondi; "i problemi sono tanti, diverse le questioni irrisolte, ma dobbiamo essere ottimisti e condividere le battaglie che si dovranno fare per il bene della città. Siate vicini all'amministrazione, come consiglieri critici, suggeritori, sostenitori o detrattori: non stancatevi di seguire e valutare la politica cittadina".

Ultima modifica il Martedì, 02 Gennaio 2018 00:20

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