Venerdì, 13 Maggio 2016 00:25

L'Aquila: slitta bando per il servizio mensa nelle scuole, incertezze su appalto

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L'Aquila: slitta bando per il servizio mensa nelle scuole, incertezze su appalto foto Google Images

Slitta di alcuni mesi l'atteso bando, dell'importo di ben nove milioni di euro (tre per ogni anno scolastico, per tre anni) per l'affidamento del servizio di ristorazione nelle scuole dell'infanzia e primarie del Comune dell'Aquila.

Il servizio, che riguarda 4mila pasti giornalieri in tutte le scuole del territorio comunale, viene attualmente esercitato dalla Vivenda Spa, che aveva vinto già i due precedenti appalti del 2010 e del 2013.

L'affidamento triennale è scaduto lo scorso marzo ed è stato prorogato fino alla chiusura dell'anno scolastico (giugno), ma ci sarà una ulteriore proroga fino all'apertura delle buste di gara di un bando di affidamento definitivo, istruito ma non ancora aperto: "La gara è in itinere - ha affermato l'assessora comunale alle politiche sociali Emanuela Di Giovambattista ai microfoni di news-town.it - ma è subentrato il nuovo codice degli appalti prima della pubblicazione. Il codice prevede che i bandi già pubblicati possano andare avanti con la vecchia normativa, mentre le gare non pubblicate, anche se tecnicamente indette, debbano essere scritte tenendo presente il nuovo codice".

Di Giovambattista, insieme alla direttrice locale di Vivenda Angela Marrone, ai genitori della Commissione della mensa scolastica e ad altre associazioni, ha partecipato a un laboratorio organizzato da ActionAid L'Aquila, dove sono stati presentati i risultati di diverse interviste effettuate nei mesi scorsi sui punti di forza, di debolezza, opportunità, criticità e proposte per il miglioramento del servizio di mensa scolastica nel capoluogo abruzzese.

Considerando i tempi tecnici, sarà improbabile che il servizio triennale di ristorazione scolastica venga affidato in tempo dell'inizio del nuovo anno scolastico, a settembre. C'è poi un'altra potenziale grana da risolvere: per gli appalti "sopra soglia" - ovvero oltre un certo imponente importo - il nuovo codice degli appalti sembra prevedere commissioni di gara nazionali, fattore che potrebbe implicare l'istituzione e il conseguente utilizzo di ipotetici albi nazionali di commissari: "Speriamo non sia così - ha sottolineato Di Giovambattista - perché saremmo costretti ad allungare ulteriormente i tempi di assegnazione dell'appalto".

Come detto, la proroga per la Vivenda, in scadenza a giugno, sarà seguita da un'altra proroga, che prenderà il via a settembre e, secondo i piani della giunta comunale, proseguirà fino a dicembre: "Vorremmo approfittare delle pause natalizie per fare il passaggio di consegne verso il vincitore della gara", ha auspicato l'assessora del Pd.

E' certo che, in linea con le politiche che fin dalla sua nascita persegue il governo presieduto da Matteo Renzi, sembra che si voglia svuotare di senso (e di potere) gli enti locali: commissari nazionali commissarierebbero, appunto, la scelta sull'appalto. Ed inoltre, le leggi nazionali vietano lo "spacchettamento" in più lotti di questo tipo di gare, impedendo di fatto l'indizione da parte dei Comuni di bandi con importi più bassi, e dunque più bilanciati nei confronti di realtà territoriali, anziché dei pochissimi grandi gruppi italiani della ristorazione collettiva. In questo senso, tuttavia, alcuni Comuni (vedi il caso di Macerata), pare che abbiano risolto con corretti escamotage burocratico-amministrativi.

lacascinaVivenda Spa, di cui questo giornale ha scritto più volte [leggi gli articoli], è nota all'Aquila non solo per la gestione delle mense scolastiche - il cui appalto è stato oggetto di indagine della Corte dei Conti, senza conseguenze giuridiche per la precedente giunta di Massimo Cialente [leggi l'articolo] - ma anche per la gestione del servizio di ristorazione ospedaliera dell'ospedale "San Salvatore" dove, a suon di proroghe, l'ex direttore generale della Asl Giancarlo Silveri tenne un bando aperto più di tre anni, garantendo milioni di euro senza affidamento di gara all'azienda [leggi l'inchiesta di news-town.it].

L'impresa, che fa parte del noto gruppo di ristorazione La Cascina (nella foto a sinistra, la sede romana), si sta riorganizzando sul territorio nazionale dopo lo sconvolgimento dovuto allo scandalo di Mafia Capitale, che ha portato anche all'interdittiva antimafia.

In seguito all'inchiesta romana, fu arrestato mezzo consiglio di amministrazione, in relazione a una presunta corruzione diffusa e prolungata nell'arco di decenni nella Capitale e in altre zone del Paese, dove la holding avrebbe preso in carico servizi milionari proprio in base alla logica dell'emergenza (vedi i centri di accoglienza migranti) o sulla scorta di proroghe continue (vedi mense scolastiche e ospedaliere), con la scusa della necessità di dover portare avanti senza interruzioni il servizio di ristorazione.

Ultima modifica il Venerdì, 13 Maggio 2016 14:00

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