Giovedì, 30 Giugno 2016 12:13

Decreto 'sbagliato', Di Cesare e Vittorini: "Cittadini non paghino la Tari"

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Immondizia all'Aquila Immondizia all'Aquila

"I cittadini non devono accollarsi gli sbagli grossolani del governo e le mancate politiche pubbliche sui rifiuti da parte dell'amministrazione. Se la Tari verrà aumentata al 50%, i cittadini aquilani hanno il sacrosanto diritto alla disobbedienza fiscale, sono legittimati ad autoridursela".

Due fiumi in piena stamane Ettore Di Cesare e Vincenzo Vittorini, consiglieri del gruppo riunificato di Appello per L'Aquila e L'Aquila che Vogliamo, che nel corso di una conferenza stampa hanno attaccato duramente sul Decreto enti locali, pubblicato in Gazzetta ufficiale dal governo, che contiene il clamoroso errore sui soldi destinati al bilancio del Comune dell'Aquila.

La questione, anticipata da news-town.it martedì sera [leggi l'articolo] in seguito ad una nota di Fratelli d'Italia, riguarda i 16 milioni di euro stanziati dal governo a compensazione delle maggiori spese e delle minori entrate post-sisma, necessari alla chiusura del bilancio del Comune dell'Aquila. Denaro che, secondo il testo del decreto, non può essere utilizzato per il contratto di servizio tra Comune e Asm, ammontante a 14,5 milioni di euro, e di cui circa 3 attualmente mancanti.

Per questo, sarebbe necessaria entro il 31 luglio (data in cui si deciderà l'assestamento di bilancio) un aumento record della Tari, che schizzerebbe al 50%, rispetto al già previsto aumento del 20%.

"La senatrice Stefania Pezzopane aveva mandato comunicati stampa trionfanti dopo l'approvazione del decreto - hanno sottolineato Di Cesare e Vittorini - noi nel weekend scorso ci siamo accorti di questo problema e ora abbiamo tre ipotesi: la senatrice non ha mai letto il decreto prima di scriverne in modo trionfale; l'ha letto e non l'ha capito; l'ha letto, l'ha capito e ha fatto finta di nulla".

Un errore giudicato da Pezzopane "tecnico", da parte di un "burocrate", che però potrebbe avere conseguenze importanti per le tasche degli aquilani: un aumento medio di 300 euro annui per le famiglie, di 700 euro per i bar, di 1000 euro per ristoranti e pizzerie. In alcuni casi - fiorai, grandi ristoranti e in generale esercizi in locali con metrature importanti - si arriverebbe a un aumento di 7mila euro l'anno: "Sarebbe insostenibile - ha detto Di Cesare - significherebbe spingere quei locali alla chiusura".

dicesare vittoriniLa Tari (tassa sui rifiuti) in realtà è una tariffa, non una tassa vera e propria. La differenza sta nel fatto che la tariffa si paga in cambio di un servizio che si riceve. Perciò, per legge, il Comune deve coprire interamente con l'entrata della Tari il finanziamento che concede ad Asm per la raccolta dei rifiuti. E per questo, i due consiglieri civici se la sono presa anche per le "mancate politiche pubbliche in tema di rifiuti", da parte dell'amministrazione comunale presieduta da Massimo Cialente: "Con la Tari aumentata del 50% avremmo una delle tariffe più alte in Italia - hanno evidenziato - e contemporaneamente tra i servizi peggiori. La raccolta differenziata, ad esempio, è tra le più basse tra i capoluoghi italiani".

Per Di Cesare e Vittorini la Tari, così come impostata, sarebbe dunque una tariffa ingiusta e iniqua: "La cittadinanza è stata già fortemente ferita dagli eventi naturali e dalle mancate politiche di un'amministrazione incapace, non ci interessa quello che il governo vuole fare per risolvere la situazione, l'importante è che lo faccia. Ognuno deve assumersi la propria responsabilità".

Ma come riparare al danno, senza alzare la Tari e continuando a raccogliere i rifiuti in città? O il decreto (emendato e corretto dall'errore) si converte in legge entro il 31 luglio, o l'emendamento lo si inserisce in altri provvedimenti che diventeranno legge nel mese di luglio, o si fa un atto normativo a parte, dove si stanziano i 3 milioni mancanti. 

Inoltre, non ci sono solo rifiuti tra le "stranezze" dell'articolo 3, quello dedicato all'Aquila nel Decreto enti locali. Ci sono anche vincoli, per così dire, particolari su come poter spendere i 16 milioni provenienti dal governo: "Ad esempio - illustra Di Cesare - il Comune può spenderli per le minori entrate per le affissioni, ma non abbiamo avuto minori entrate per le affissioni. In compenso, però, non può spenderli per la cultura".

Intanto, la prossima settimana, in occasione del Festival della Partecipazione, dovrebbero essere presenti in città anche esponenti del governo (i ministri Giuliano Poletti e Marianna Madia). Che sia quella l'occasione per parlare di soluzioni e per far la voce grossa contro l'esecutivo: "Gli aquilani si faranno sentire", auspicano Di Cesare e Vittorini.

Ultima modifica il Giovedì, 30 Giugno 2016 13:32

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