Lunedì, 12 Dicembre 2016 12:46

Cosa cambia con il nuovo governo per la ricostruzione del cratere

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Il costi del personale, i contributi per salvare i bilanci comunali, i sottoservizi e l'assistenza tecnica. Sono i nodi principali che legano con un filo rosso il destino dei 58 comuni del cratere sismico abruzzese, la ricostruzione a sette anni e mezzo dal terremoto del 2009 e la recente caduta del governo Renzi.

Se ne è parlato stamane all'Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (Usrc) a Fossa (L'Aquila), alla presenza di diversi sindaci del cratere, del titolare dell'ufficio Paolo Esposito, dei parlamentari Stefania Pezzopane (Pd), Antonio Castricone (Pd) e Paola Pelino (Fi) e del vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli. Tutti concordi con la fondata preoccupazione del coordinamento delle aree omogenee del cratere, che la scorsa settimana aveva sottolineato come la Legge di Stabilità non prevedesse provvedimenti a favore del cratere e dell'Aquila [leggi l'articolo].

Tutti gli emendamenti previsti, infatti, sono decaduti nel momento in cui è stata chiesta dal governo la fiducia per l'approvazione della Manovra al Senato. A differenza di quanto ha affermato nei giorni scorsi Fratelli d'Italia, secondo Pezzopane "gli emendamenti non sono stati bocciati, ma sono stati ritenuti inammissibili per materia, per l'opposizione di M5S e Lega".

Solo in parte le questioni dirimenti potranno essere sciolte nel Milleproroghe, come sottolineato dalla stessa senatrice e ai nostri microfoni anche dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. Per il resto le strade da seguire dovranno necessariamente essere diversificate, dalla cosiddetta Legge Omnibus, a provvedimenti per le province o al Decreto enti locali. In ogni caso, si slitta al prossimo anno.

Nel corso della riunione è emersa anche l'esigenza di invitare nuovamente all'Aquila il neo premier Paolo Gentiloni, per sensibilizzarlo anche al "vecchio cratere", oltre a quello formatosi dopo i terremoti sull'Appennino di agosto e ottobre: "Dobbiamo essere sinceri - ha evidenziato Lolli - il nuovo terremoto ha legittimamente comunque messo in ombra il nostro per alcune questioni". Con la caduta del governo c'è anche il problema della mancanza, ad oggi, di un referente nell'esecutivo responsabile della ricostruzione, ruolo ricoperto fino a qualche giorno da Paola De Micheli (Pd).

Il rinnovo dei precari. Con il decreto del terremoto in Centro Italia sono stati "prestati" 10 dipendenti dal parterre di quelli impegnati da anni nella ricostruzione post-sisma dell'aquilano. Nel Milleproroghe i parlamentari abruzzesi vorrebbero modificare attraverso un emendamento le regole di ingaggio, con i dipendenti che diventerebbero non più trasferimenti effettivi ma "tutor". I "prestiti", inoltre, sarebbero coperti nel cratere abruzzese da altro personale: "E' doveroso ribadire al governo il principio di funzionalità dei dipendenti, almeno uno per comune per tutto il tempo della ricostruzione", ha detto Lolli. E' necessaria inoltre una norma per prorogare i contratti dei lavoratori precari co.co.co. dei comuni, per una somma complessiva di 1,7 milioni di euro. C'è infine un problema di liquidità, che ha evidenziato Lanfranco Chiola, sindaco di Cugnoli (Pescara), comune appartenente dell'area omogenea 5: "Il 31 dicembre sarò costretto a sospendere servizi e dipendenti - ha sottolineato con amarezza - perché stiamo anticipando le somme da giugno e ora non possiamo più farlo".

I bilanci dei comuni da salvare. Com'è noto, e come accade per il Comune dell'Aquila, i comuni del cratere ricevono dei contributi statali per rimediare alle maggiori spese e alle minori entrate correlate al post-sisma (tasse, servizi, etc.). Servono complessivamente 17 milioni per questi capitoli, già iscritti ai singoli bilanci dei comuni. Trattandosi, come nel caso del personale, di una proroga, anche questo provvedimento potrebbe essere inserito nel Milleproroghe. 

Sottoservizi e assistenza tecnica. Sono le due questioni più complicate da giustificare in un decreto Milleproroghe, perché di proroghe non si tratta. Per quanto riguarda i contributi per i sottoservizi nei comuni del cratere si è in alto mare, perché si dovrà trovare un provvedimento legislativo all'interno del quale saranno inseriti. Sulle spese per l'assistenza tecnica (dalla struttura di Giampiero Marchesi a quella di Esposito) Lolli ha evidenziato la "virtuosità", ossia i bassi costi, delle strutture. La sfida è far rientrare le spese sotto una chiara copertura normativa, anche se il vice di D'Alfonso ha ribadito come sia necessario utilizzare "i soldi nostri", cioè i finanziamenti propri della ricostruzione.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Dicembre 2016 19:17

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