Lunedì, 19 Dicembre 2016 13:20

Quattro partiti (e Corriere) nel "Patto per L'Aquila", aspettando Pietrucci

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Corriere, Chilante, De Santis, Padovani e Sgammotta Corriere, Chilante, De Santis, Padovani e Sgammotta fonzi

"Siamo e vogliamo persone per bene". Sono centristi, moderati, progressisti, riformisti, socialisti, democratici che stanno costruendo un'area di aggregazione all'interno della liberal-democrazia, e quindi del centrosinistra, per le prossime elezioni, con una "forte cultura di governo" per L'Aquila.

Così è stato presentato stamattina il "Patto per L'Aquila", una sorta di cartello di sigle e organizzazioni centriste appena costituito in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

C'è l'Italia dei Valori dell'ex assessore comunale Lelio De Santis (responsabile regionale del partito), c'è Gianni Padovani (Psi), consigliere comunale eletto con la maggioranza ma oggi all'opposizione; e poi Silvano Sgammotta di Scelta Civica, il partito fondato da Mario Monti e di cui il deputato Giulio Sottanelli è il leader abruzzese. Ma ci sono anche volti notissimi della politica aquilana di lungo corso: Mauro Chilante, numero uno regionale del Partito liberale italiano (Pli), guidato a livello nazionale dall'abruzzese Daniele Toto, ed infine c'è Pasquale Corriere, storico centrista "frazionista" della politica aquilana, annoverato certamente tra "i signori dei voti", ossia tra quelli che, indipendentemente dagli schieramenti e dalle coalizioni, sono capaci di portare un bagaglio di preferenze importante.

Tutti insieme appassionatamente per lanciare una coalizione mista (politica e civica) in evidente ed esplicita discontinuità con l'amministrazione guidata da Massimo Cialente: "La città è sbandata, in ginocchio – attacca De Santis, rimosso dalla giunta circa un anno fa – noi vogliamo lavorare con le forze sociali della città, mediare tra società civile, mondo del lavoro e Stato". Per questo si vuol dire basta ai personalismi e all'uomo solo al comando, un paradigma già sentito nelle scorse settimane soprattutto dentro al Partito Democratico.

Ma, sgomberato il campo da eventuali alleanze a destra, come si pone il Patto per L'Aquila nei confronti delle sabbie mobili in cui è ingabbiato il Pd nella scelta del successore a Cialente? Su questo, da bravi centristi, i rappresentanti delle quattro forze del patto non si espongono. Ma lanciano segnali quasi inequivocabili: la richiesta di discontinuità con Cialente è un niet alla candidatura di Giovanni Lolli, che farebbe una sorta di Cialente-ter ma che dopo il risultato referendario è sempre meno quotato, e un'apertura a Pierpaolo Pietrucci, che con sufficienti probabilità sarà il candidato sindaco del Pd.

In attesa dello scioglimento dei nodi, dentro al Pd, tra prosecuzione del triumvirato e spazio ai quadri medi quarantenni – a quanto si apprende si è rafforzata negli ultimi giorni l'idea di un sondaggio – il Patto per L'Aquila si presenta e sottolinea quanto sia importante "confrontarsi con tutti". E' a disposizione, insomma. Anche per le primarie? "Nessuno ci ha invitato – incalza Padovani – ma d'altronde è tutt'altro scontato che si facciano".

Con gli equilibri mutabili e un generale malcontento nei confronti dello status quo il maggiore partito della città (e del Paese) non può permettersi di snobbare il centrismo aquilano, da sempre ago della bilancia dei poli, perché espressione di tanti pacchetti di centinaia e centinaia di voti. Una sorta di partiti personali, insomma.

Ma di questo, almeno apparentemente, il Patto per L'Aquila non se ne sta curando. Si vogliono infatti organizzare percorsi di ascolto, "interpellando veramente la città", e non come ha fatto finora l'amministrazione che, ad esempio, "ha fatto nascere l'Urban Center in un certo modo, affinché fallisse", ha evidenziato Chilante. Un ascolto per capire, ad esempio, come implementare il turismo in città, un settore ritenuto fondamentale e governato fino all'anno scorso dallo stesso De Santis, e del quale si occupa da sempre anche Corriere per la Jenca (proprio l'ex assessore decise di finanziare con 10mila euro l'anno per tre anni l'installazione di pannelli pubblicitari della Jenca sull'autostrada A24).

Due i temi sui quali si punta: lavoro e legalità. E se per il lavoro "il Comune può ben poco a livello di competenze, ma può avere un grande ruolo di mediazione tra Stato e società", quando si parla di legalità il pensiero corre irrimediabilmente agli argomenti cari al percorso già intrapreso dal vice sindaco Nicola Trifuoggi, che ha offerto mesi fa al mercato elettorale la sua candidatura. Magari, fuori dagli equilibri del centrosinistra, si vuol strizzare l'occhio anche a lui.

Ultima modifica il Lunedì, 19 Dicembre 2016 15:11

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