Giovedì, 22 Dicembre 2016 21:32

Partecipate, Accord Phoenix, Aeroporto: Cialente e lo "strano clima in città"

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Più che di merito, la discussione in Consiglio comunale sul piano di risanamento del Ctgs, con l'approvazione del trasferimento di 1 milione e mezzo di euro per sanare le posizioni debitorie contratte dal Centro turistico con le banche tra il 2001 e il 2003 [leggi l'approfondimento], è parsa una seduta di coscienza collettiva sulla gestione politica delle partecipate negli ultimi vent'anni.

Ha iniziato il sindaco Massimo Cialente: "Nei primi anni duemila, è stato contratto un mutuo da 1 milione mezzo per finanziare la realizzazione della Scindarella, ipotecando l'Hotel Cristallo; poi, un finanziamento da 3 milioni, nel giugno 2003. E a fine legislatura l'allora sindaco Biagio Tempesta, pur non essendo state pagate le rate dei debiti contratti, e pur sapendo benissimo che si sarebbe dovuta fare la manutenzione straordinaria degli impianti, decise piuttosto di assumere 35 persone a tempo indeterminato in piena campagna elettorale". Ecco la verità, l'affondo del primo cittadino: "Il centrodestra aquilano ha fatto i soldi con il Ctgs e le altre partecipate, ha fatto clientela; c'è stata gente che ha persino dovuto pagare per ottenere un lavoro in Asm", l'accusa pesantissima, "e tutti sanno che, ogni azienda, era lottizzata da un partito piuttosto che da un altro".

"Così ho trovato le aziende dieci anni fa: così ho trovato il Centro turistico che, oggi, porto alla sopravvivenza con un'operazione da buon padre di famiglia: innanzi ad un debito di 4 milioni e 100 mila euro - ha rivendicato Cialente - abbiamo transato per 1 milione e 450 mila euro, con sopravvenienze che consentiranno di chiudere il bilancio in sostanziale pareggio". E di evitare di portare i libri in Tribunale, aggiungiamo noi.

Fin qui, il primo cittadino; la risposta, è arrivata dal consigliere di 'Noi con Salvini', Luigi D'Eramo. "E' vero - ha riconosciuto - la gestione delle partecipate negli anni di Tempesta presenta molti lati oscuri. Ma anche voi - ha aggiunto, rivolto alla maggioranza di centrosinistra - avete scritto la stessa storia: ricordo una drammatica riunione di Consiglio comunale, all'indomani del sisma, dove venne chiesto a ciascun consigliere di indicare 5 nomi per 5 assunzioni a tempo determinato, nei posti 'aperti' per gestire l'emergenza,  anche nelle partecipate. Personalmente, mi rifiutai: altri, non l'hanno fatto".

Così è andata, evidentemente; si spiega, dunque, lo stato economico disastroso delle partecipate che, in questi anni, hanno spinto il Consiglio comunale a stanziare fondi straordinari, per milioni, versati dai contribuenti aquilani.

Ma torniamo al Centro turistico del Gran Sasso, alla transazione da un milione e mezzo per risolvere le posizioni debitorie: indubbiamente, un'operazione 'azzeccata' seppure sia lecito domandarsi come mai non sia stata fatta prima: se è vero che la gestione Tempesta è stata disastrosa, è vero anche che Cialente, con le sue Giunte, è alla guida della città da 10 anni e, a pochi mesi dal congedo, prendersela ancora col predecessore pare piuttosto avventato.

C'è poi un'altra questione, che va sottolineata: il Piano di risanamento del Ctgs, così come presentato dall'amministratore unico Fulvio Giuliani cui va riconosciuto il gran lavoro svolto in questi mesi, regge - e non potrebbe essere altrimenti - sugli investimenti previsti per le infrastrutture già nel Piano d'Area approntato oltre dieci anni fa con l'accordo di Regione Abruzzo, Parco e Comune dell'Aquila; parliamo del collegamento Monte Cristo - Fossa di Paganica - Scindarella. Se non si realizzeranno gli impianti - è stato ribadito chiaramente, negli ultimi mesi - non sarà possibile tenere viva la stazione di Campo Imperatore: sarebbe difficile, infatti, metterla in economia con un impianto di arroccamento dalla capacità limitata.

Sapete bene però, ne abbiamo scritto diffusamente, che il Piano d'Area è parte integrante del Piano del Parco, mai istruito, e che si sta tentando di approvare tra mille difficoltà, viste pure le osservazioni del Ministero dell'Ambiente: "Ho trovato 40 milioni - ha rivendicato Cialente - e i primi 15 li stiamo già utilizzando per la rete sentieristica, il restauro dell'Ostello, la ristrutturazione dei rifugi delle Fontari e Montecristo oltre che dell'albergo di Campo Imperatore, per la riqualificazione edilizia del tunnel che porta dalla funivia all'albergo e per i sottoservizi nel comprensorio di Campo Imperatore e Fonte Cerreto. Lassù, già sta cambiando tutto; ma siamo bloccati dalla mancata approvazione del Piano del Parco - ha aggiunto - che, in questi anni, ha imposto norme di salvaguardia che hanno impedito qualsiasi investimento. Sono stato io a sollevare il problema - ha incalzato il primo cittadino - chiedendo le 'famose' 80 dimissioni del personale del Parco nazionale; fino ad allora, in questa accidenti di città non si era mai parlato né del parco, né del futuro del Ctgs".

Riferimento nemmeno troppo velato alla battaglia dell'associazione 'Progetto Montagna', alla raccolta firme per la riperimetrazione dei Sic e delle Zps e alle polemiche politiche che ne sono seguite. "Oggi, ci sono 40 milioni, c'è un Parco che ha iniziato finalmente a correre, con la nomina di un direttore serio e di un presidente capace, e noi siamo al loro fianco, non contro, per chiudere un iter burocratico lungo vent'anni".

Dunque, Cialente ha chiamato in causa - di nuovo - il ministro dell'Ambiente Galletti, il sottosegretario e persino il Presidente del Consiglio: "Siamo ancora in mano alle lobby degli ambientalisti?", si è chiesto. "In Italia, prolifera un turismo compatibile con l'ambiente: soltanto sul Gran Sasso è impossibile pensarlo? Si rendono conto, a Roma, che sono loro a provocare le giuste proteste delle popolazioni? E gli altri, il centrodestra aquilano e una certa sinistra che tanto si è fatta sentire in questi mesi, dove sono stati fino ad ora?".

Lo sfogo del primo cittadino, tuttavia, non si è limitato alle difficoltà del Centro turistico e, più in generale, alla gestione delle municipalizzate. A margine del Consiglio, Cialente si è soffermato a discutere con NewsTown delle ultime notizie relative all'apposizione dei sigilli allo stabilimento Accord Phoenix e alle polemiche sulla mancata revoca della convenzione con la società che gestisce l'Aeroporto dei Parchi.

"Mi preoccupa, e molto, il clima che si respira in città più che la vicenda Accord Phoenix che, ne sono sicuro, si risolverà", ha sottolineato. "Trovo vergognoso si chieda di aprire un dibattito serio sull'occupazione: dovrebbe essere chiaro a tutti che i posti di lavoro si 'costruiscono' mettendo in campo politiche capaci di garantire competitività al territorio, non si inventano dal nulla; ebbene, a L'Aquila è davvero difficile farlo", ha spiegato. "Questa è la città degli esposti - ha aggiunto - delle critiche e delle accuse preventive".

E' un fatto, però, che le Fiamme Gialle abbiano posto sotto sequestro lo stabilimento e che, tra l'altro, già la Asl aveva sospeso le attività riscontrando anomalie; non certo un buon inizio, per una società che dovrebbe investire 50 milioni di euro, 11 di fondi pubblici. "Accord Phoenix non ha ancora avviato le produzioni: a quanto ne sappiamo, ha svolto alcune lavorazioni di prova che, tra l'altro, a loro dire erano state preventivamente autorizzate. E anche sulla contestata disposizione dei macchinari, era stata presentata richiesta in Regione e la società era in attesa delle autorizzazioni".

Colpa della burocrazia, insomma. "C'è una farraginosità innegabile del sistema Italia: se si facessero controlli in tutte le fabbriche, così nelle sedi Asl, probabilmente la metà verrebbero chiuse. La società può aver commesso degli errori, non inficiano però la bontà dell'investimento". E colpa del clima strano, di sospetto, che si respira in città: "Abbiamo perso un'impresa che avrebbe garantito 80 posti di lavoro e che ha preferito, invece, insediarsi in Puglia, territorio più fertile - evidentemente - per gli investimenti; c'è un altro imprenditore interessato ad insediarsi in città: non svelerò di chi si tratta però, finché non avremo certezza della buona riuscita dell'operazione, altrimenti rischiamo di perdere anche questa occasione. Anche perché, qui si fa polemica pure sulla pista ciclabile...".

E che dire del fallimento della gestione commerciale dell'aeroporto di Preturo? "Colpa (in questo caso) di un'operazione messa in piedi per 'restituire' lo scalo all'Aeroclub", l'ultimo affondo di Cialente. "E' stata un'operazione di delegittimazione studiata a tavolino, orchestrata dall'avvocato Fausto Corti, legale dell'Aeroclub che ha un contenzioso aperto col Comune dell'Aquila, e su cui si è ritrovata 'Appello per L'Aquila'". "Ricostruirò l'intera vicenda", ha quindi promesso (minacciato?) il primo cittadino. "Prima o poi, mi si dovrà spiegare dell'informativa segreta che racconta sarei stato visto con dei cinesi interessati all'aeroporto; lì, si parla persino di viaggi notte tempo di camion che avrebbero scaricato materiale radioattivo sotto il sedime aeroportuale. Ma ci rendiamo conto? Accuse che diedero vita ad una grande operazione di polizia, con 60 persone vestite di tutto punto alla ricerca di scorie radioattive, giusto il giorno prima la definizione del collegamento con Olbia, poi saltato. Ci rendiamo conto?", chiede di nuovo Cialente.

In realtà, sotto il sedime aeroportuale è stato interrato materiale di risulta; per questo, i vertici della società di gestione andranno a processo, con l'aggravante che il Comune si è costituito parte civile chiedendo 550mila euro per danni al patrimonio e d'immagine, e 100mila solo per la necessaria bonifica del terreno: motivi non sufficienti, evidentemente, a revocare una concessione, nei fatti, già decaduta per il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati con la procedura d'affidamento. Sul punto, Cialente ha un poco svicolato: "Si, è vero: si sono presentati lì tre camion che hanno chiesto di poter scaricare, la società di gestione non sapeva si trattasse di materiali di risulta". Come fosse una questione da poco, come si possa credere davvero che la società che gestisce l'aeroporto abbia, ingenuamente, fatto entrare dei camion in aeroporto per scaricare chissà cosa, che fosse utile poi alle attività dello scalo.

Su questo sì, è chiaro si respiri un clima di sospetto; è chiaro, e pure logico. 

Ultima modifica il Venerdì, 23 Dicembre 2016 17:49

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