Giovedì, 12 Gennaio 2017 20:14

Su elezioni L'Aquila triade spaccata: i tanti filoni tra coalizione e governabilità

di 
Su elezioni L'Aquila triade spaccata: i tanti filoni tra coalizione e governabilità elaborazione grafica news-town.it

Lo evidenziamo da settimane, ed è noto anche ai meno attenti: la situazione del centrosinistra aquilano in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera è piuttosto confusa, e molto fluida. Non c'è una contesa a due: siano essi candidati, idee di governo o coalizioni. Ma sono diversi i filoni narrativi soprattutto dentro al Partito Democratico, che con Cialente governa la città da un decennio.

Innanzitutto un dato piuttosto importante: la storica triade composta da Stefania Pezzopane, Giovanni Lolli e dallo stesso Massimo Cialente sarebbe spaccata sulla via da perseguire. Quello che da anni è un monolite, con ruoli complementari e atteggiamenti solidali, oggi vive pensieri diversi rispetto al candidato dem.

A Pezzopane non dispiacerebbe il presidente della Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto, lanciatosi su queste pagine più di due anni fa e ancora oggi tra i più accreditati. Giovanni Lolli, nei mesi scorsi egli stesso candidato quasi in pectore, da tempo tenta di defilarsi, propendendo con timidezza per il suo ex delfino Pierpaolo Pietrucci. Cialente, infine, vorrebbe a Palazzo Fibbioni lo stesso Lolli, che continuerebbe in piena continuità il suo lavoro. E, ad ogni modo, al primo cittadino non appassiona – per usare un eufemismo – il nome di Pietrucci, suo ex fido capo di gabinetto fino alla rottura.

Dietro, per anagrafe e non solo, gli stessi Pietrucci e Di Benedetto. Parrebbero essere loro a giocarsi la candidatura, con la giovane dirigenza del partito – Stefano Albano, Stefano Palumbo, Mauro Marchetti e Gianluca Cervale in primis – impegnati in queste ore a tessere una possibile coalizione orientata a sinistra, la quale - pur non disdegnando Di Benedetto - vedrebbe Pietrucci con la fascia tricolore.

Insomma la volontà della triade, quella del partito, l'eventualità delle primarie e la natura della coalizione. Quattro filoni che si intrecciano, cui vanno aggiunti i mugugni dei quadri medi, in alcuni casi grandi portatori di voti: dal presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, agli assessori (o ex) come Pietro Di Stefano, Maurizio Capri, Alfredo Moroni, oltre ai frazionisti De Paolis, Nardantonio, Salem e Ianni.

Sono proprio questi ultimi ad aver chiesto, attraverso una nota, le primarie. La stessa volontà espressa da Di Benedetto, e meno da Pietrucci. Primarie che, secondo la segreteria, non potranno che essere di coalizione: "Non c'è possibilità di farle di partito – ha affermato a news-town.it lo stesso numero uno di Gsa – ma è certo che se dobbiamo togliere ruoli conquistati anche con battaglie a qualcuno (leggasi Pezzopane al Senato, Pietrucci e Lolli in Regione, ndr) lo dobbiamo chiedere ai cittadini, non al partito. Il nostro obiettivo dev'essere governare la città, non vincere le elezioni".

Insomma, la candidatura di Di Benedetto con la logica della crescita comune della nuova classe dirigente, e della complementarità (con Pietrucci). Una caratteristica che ha reso per decenni egemonica, quasi imbattibile, la su citata triade.

A prescindere da chi sarà, con queste premesse la sfida sarà confermare la governabilità – ossia la solidità della maggioranza – nel corso della prossima legislatura. Così come, nonostante tutto, è avvenuto nelle ultime due. Le prossime saranno elezioni che, rispetto a quelle degli ultimi due decenni, vedranno i partiti-persona – dai frazionisti ai "grandi vecchi" centristi acchiappa preferenze – ridursi all'osso, a causa dei tempi soprattutto economici mutati (è sempre più difficile, ad esempio, promettere lavoro in cambio del voto) e dell'inevitabile avanzare degli anni di alcuni dei protagonisti della scena politica aquilana degli ultimi anni.

Anche per un'auspicata futura governabilità, la segreteria del Pd guidata da Albano sta tentando di acciuffare i partiti di sinistra, alla ricerca di una omogeneità di coalizione basata su un'impostazione programmatica condivisa, oltre che su un nome spendibile. E a sinistra cosa risponderanno? Ne sapremo di più domani, dopo un importante incontro – non il primo – tra vari attori a sinistra del Pd, presenti in Consiglio e non. 

Ultima modifica il Venerdì, 13 Gennaio 2017 12:17

Articoli correlati (da tag)

 

Chiudi