Lunedì, 27 Febbraio 2017 09:07

Possibile, da L’Aquila proposta nazionale su vulnerabilità sismica e messa in sicurezza del territorio

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Possibile, da L’Aquila proposta nazionale su vulnerabilità sismica e messa in sicurezza del territorio Della Ventura

Si è conclusa ieri La Costituente delle Idee, la tre giorni organizzata e promossa a Roma da Possibile - il movimento politico che fa riferimento a Pippo Civati - e aperta anche ad altri soggetti associativi, sociali e politici interessati. Duecento interventi e oltre mille partecipanti, per raccogliere idee e proposte concrete finalizzate alla stesura di un programma di governo a tutto campo con “l’obiettivo - come si è letto nella presentazione dell’evento - di definire proposte che diventino proposte di legge e impegni per il presente e per il futuro”.

Nell’ambito del modulo “Strategie abitative ed urbanistiche”, Paolo Della Ventura - esponente di Possibile L’Aquila - ha illustrato la proposta normativa sulla vulnerabilità e sulla messa in sicurezza del territorio, elaborata dal comitato aquilano. Proposta che ha passato il vaglio del Comitato scientifico e, conseguentemente, recepita dal partito nazionale.

Partendo dalla situazione aquilana e del centro Italia, Della Ventura ha spiegato come si ravvisi la necessità di aggiornare il quadro normativo in modo tale che si faccia ordine e chiarezza rispetto alle norme tecnico-amministrative emanate nel periodo 2003-2008 e riguardanti le questioni ricostruzione, vulnerabilità sismica, adeguamento/miglioramento sismici.

“La nostra proposta - ha affermato Della Ventura, illustrando il documento - è quella di emanazione di una nuova normativa statale che preveda:

  • aggiornamento della classificazione delle zone sismiche e della mappa di pericolosità sismica alla luce dell’andamento storico di questi ultimi 10 anni di dati sismici e geofisici: attualmente ci sono regioni con classificazione risalenti a delibere di Giunta Regionale del 2002 (Campania) fino ad arrivare al 2014 (Lombardia);
  • obbligo di pubblicazione (su siti istituzionali degli Enti pubblici proprietari o comunque competenti e sui siti ufficiali delle singole strutture) e diffusione dei dati (es. database pubblici dedicati, in modalità open data) relativi agli indici di vulnerabilità di tutti gli edifici pubblici, considerati strategici e rilevanti, nonché di interesse pubblico (es: centri commerciali, stadi ed impianti sportivi); obbligo di eseguirne la verifica, ove non fosse stata effettuata come da scadenze di legge;
  • obbligo di eseguire interventi di adeguamento sismico di edifici con indici carenti, in relazione alla citata classificazione delle zone sismiche, alla microzonazione sismica di cui agli Indirizzi e Linee guida (approvati dalla Conferenza Stato, Regioni, Province Autonome del 13.11.2008) ed alle Norme Tecniche di Costruzione, di cui sta per uscire una nuova versione;
  • aggiornamento di tali Norme tecniche in relazione agli intervenuti obblighi normativi, di cui ai punti precedenti;
  • obbligo di nuova costruzione di tutti gli edifici pubblici strategici, con rispetto di tali Norme.

“Si potrebbe partire dalle scuole - ha concluso Della Ventura - per un piano pluriennale di investimenti che faccia leva su quegli indici. Serve una sorta di Piano Marshall nazionale per la messa in sicurezza del territorio, degli edifici pubblici oltre che di quelli privati. Questo, per noi, dovrà e potrà essere un progetto di lungo periodo (ma partendo subito), una grande opera pubblica, in grado di mobilitare coscienze, aggregare cittadini su un’idea chiara (e sicura) di Paese; con investimenti sull’economia reale, in grado di muovere numeri consistenti di Pil e di occupati. E che magari apra una discussione sulla necessità di investire sulla messa in sicurezza del territorio tout court, non solo dal rischio sismico, ma anche da quello idrogeologico, per una sicurezza generale contro le catastrofi naturali”.

 

Ultima modifica il Lunedì, 27 Febbraio 2017 17:04

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