Giovedì, 16 Marzo 2017 12:07

L'Aquila, luna park trasferito all'ex Italtel. Capri recrimina, ma Piazza D'Armi rimane incompiuta

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"Finalmente risolta la questione delle giostre, comunque questa città deve interrogarsi se si può andare avanti così. Ciascuno difende lo spazio concesso come se fosse suo, si sta perdendo il concetto di bene comune".

Con poche parole scritte sulla sua pagina Facebook l'assessore comunale alle Opere pubbliche Maurizio Capri (Pd) ha confermato quanto circolava già da ieri sera: il luna park autorizzato nell'area di Piazza D'Armi, e contestato dalle associazioni sportive che animano l'area [leggi], verrà trasferito nel piazzale sud dell'ex Italtel, dove si era insediato già lo scorso anno.

Hanno dunque vinto i genitori e le associazioni, che lamentavano l'utilizzo non sportivo di un'area destinata allo sport, in vista di un concentramento regionale di mini rugby, che si sarebbe dovuto svolgere il prossimo weekend, ma che è stato comunque annullato prima della decisione di trasferire il luna park.

Ma Capri recrimina la "perdita del concetto di bene comune", accusando velatamente di una sorta di appropriazione dell'area. In realtà è chiaro a tutti che Piazza D'Armi rimarrà una delle incompiute della giunta di Massimo Cialente.

Ne sono la dimostrazione diversi elementi. E' stata ad esempio giudicata prioritaria la costruzione di aree sportive come la pista di atletica e il campo da rugby, per definizione deputate solo a chi pratica i rispettivi sport. Una scelta politica legittima, per carità, ma che ha ottenuto il risultato inevitabile di porre in secondo piano un parco pubblico che ad oggi è solo un miraggio, e che invece prima del terremoto - con tutte le noncuranze e i difetti - era comunque patrimonio della città.

Ci sono poi altre numerose criticità: il campo da rugby aspetta da anni gli spogliatoi e la club house, la pista di atletica è continuamente a rischio gestione a causa della difficile sostenibilità della struttura, e anche l'area stessa dove erano stati parcheggiati i tir del luna park è in preda all'abbandono, in attesa che vengano realizzati i promessi campi da calcetto e basket. Per non parlare poi del cosiddetto Pala Cencioni, ristrutturato con i soldi delle donazioni, con un parquet nuovo di zecca ma mai aperto.

Anche questo, forse, rappresenta la "perdita del concetto di bene comune".

Ultima modifica il Giovedì, 16 Marzo 2017 12:46

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