Sabato, 15 Aprile 2017 17:40

L'Aquila, verso le elezioni: in tv, il primo confronto tra i candidati sindaco

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“Quale sarà il futuro di questa città? Di cosa vivremo?” domanda Natalia Nurzia, titolare dell’omonimo caffè su corso Federico II trasformatosi, per qualche ora, in un set televisivo per ospitare il primo, vero confronto tra tre dei sei (per ora) candidati sindaco al comune dell’Aquila, ovvero Pierluigi Biondi, Carla Cimoroni e Americo Di Benedetto.

“Oggi” incalza la commerciante “è sabato santo e, malgrado ci sia il sole, saranno passate in tutta la mattinata dieci persone. Questa città è morta”.

La sfida tra Biondi (fresco di investitura ufficiale come candidato unico di un centrodestra che va da Forza Italia a Noi con Salvini), Di Benedetto (reduce dalla vittoria alle primarie di centrosinistra contro Pierpaolo Pietrucci) e Cimoroni (candidata di una coalizione civica che comprende, per ora, Appello per L’Aquila e L’Aquila che vogliamo ma che da qui alle elezioni potrebbe ulteriormente ampliarsi) si svolge a beneficio delle telecamere della tv locale Telesirio, che, come ambientazione, non sceglie uno dei propri studi ma lo storico locale della famiglia Nurzia situato nel cuore del centro storico dell’Aquila.

Proprio il futuro del centro è uno dei temi principali del confronto.

“Per rivitalizzare il centro” risponde Carla Cimoroni “occorre anzitutto riportarvi gli uffici e le funzioni pubbliche ma per fare questo bisogna dare un’accelerata alla ricostruzione pubblica, oggi completamente bloccata. Non penso affatto, però, che questa città sia morta. Al contrario, è viva e animata dalle tante iniziative promosse da cittadini e associazioni, come quella che ci sarà il 25 aprile per la Liberazione per ribadire che L’Aquila è una città antifascista”.

“Conosco bene i problemi dei commercianti” replica Di Benedetto “Credo che il bando Fare Centro, di prossima pubblicazione, potrà dare delle risposte ma serviranno anche interventi sulla fiscalità. Una parte della nostra economia è sempre stata la Pubblica Amministrazione, bisogna riportare gli uffici pubblici in centro ma dotando quest’ultimo di servizi, parcheggi e accessi veloci, pedonalizzandolo e assicurando l’ordine e il decoro”.

Pierluigi Biondi rispolvera, ma attualizzandola legandola a delle premialità, un'idea già sentita in passato, quella del “compra aquilano”: “Il commercio, con i suoi 5 mila addetti è, dopo il pubblico impiego, il principale comparto occupazionale della città. Va bene ragionare sul lungo periodo ma qui servono decisioni immediate per il breve e medio termine. Non si può rilanciare il commercio senza ridare anche potere d’acquisto alle famiglie aquilane. Per questo abbiamo pensato a un doppio intervento, quello del credito virtuale a chi compra aquilano e quello della detassazione generale per i commercianti, in base al principio ‘pagare tutti per pagare meno’. Nel bilancio dell’anno scorso i commercianti si sono visti aumentare la Tari del 20%”.

Oltre al futuro del centro, gli altri temi caldi del primo dibattito (ma ce ne saranno altri) sono il Progetto Case e le alleanze elettorali.

“Per la gestione del Progetto Case penso a un decentramento amministrativo” afferma Di Benedetto, ribadendo quanto detto anche in altre interviste “mediante il coinvolgimento delle amministrazioni separate degli Usi civici delle frazioni e la creazione di fondazioni. Mettendo a rendita quegli alloggi si avranno anche i soldi per manutenerli. Alcuni quartieri potranno essere trasformati in moderni campus universitari. Ci andrei piano, però, a parlare di demolizione, per una questione legata soprattutto ai costi”.

“Solo dei folli accetterebbero di mettersi a capo di fondazioni per gestire il Progetto Case” ribatte Biondi “che oggi è come un barile pieno di polvere esplosiva. Se dovessero essere accolti i ricorsi inoltrati da decine di assegnatari sulle bollette e i canoni di affitto, per le casse del comune si aprirebbe un buco di bilancio enorme. Noi pensiamo che una soluzione per valorizzare quegli alloggi sia dare alle famiglie, soprattutto a quelle più deboli, la possibilità di riscattarli mediante la sottoscrizione di mutui sociali senza interessi. Farne dei campus universitari non crediamo sia possibile, sia perché si dovrebbero approvare prima delle importanti varianti urbanistiche sia perché l’Adsu e il comune hanno già scelto di realizzare altrove le nuove case dello studente”.

La soluzione della riconversione di alcuni quartieri del Case in studentati universitari non convince nemmeno Appello per L’Aquila che vogliamo, che per la residenzialità studentesca rilancia invece una proposta avanzata tempo fa, ancor prima che lo facessero Univaq e comune dell’Aquila, ovvero quella del campus diffuso in centro storico sfruttando le centinaia di appartamenti e abitazioni che il comune si è ritrovato in dote per effetto dell’acquisto dell’abitazione equivalente.

Sull’altro tema caldo, quello delle alleanze, per il centrodestra e il centrosinistra i giochi sembrano essere fatti. Decidendo di appoggiare Biondi, il centrodestra si è ricompattato quando tutti ormai avevano perso le speranze di vederlo marciare unito. L’ex sindaco di Villa S. Angelo è convinto che la sua candidatura sarà in grado di attirare tanto i voti dell'elettorato più identitario quanto quelli dell’elettorato moderato. “Possiamo vincere” dicono, sentendo ormai il vento in poppa, i salviniani, che, pur di battere il centrosinistra, hanno ritirato anche la candidatura di Luigi D’Eramo.

In casa centrosinistra, sembra essere svanita la tensione venutasi a creare dopo le primarie tra Di Benedetto e Pietrucci, a causa soprattutto di alcune affermazioni rilasciate dal candidato sconfitto. A riportare la pace tra i due nemici/amici, in ossequio a una tendenza che vuole ormai i social luogo di deflagrazione dei conflitti e camera di compensazione dove risolverli, è stato naturalmente un selfie pubblicato su Facebook giovedì. “Tra me e Pierpaolo non c’è mai stata contrapposizione” assicura Di Benedetto “Certo, i nostri profili sono diversi ma siamo complementari. Per il resto, le liste le deciderà il partito ma non ci saranno tatticismi”.

L’Aquila chiama dovrà decidere, nei prossimi giorni, se prendere o meno in considerazione la proposta avanzata da Rifondazione comunista, quella di costruire, insieme ad altre forze civiche (Nicola Trifuoggi) e a eventuali delusi-scontenti-fuoriusciti del Pd, di Articolo 1 e anche dei Cinque Stelle, una coalizione rosso-arancione con un unico candidato sindaco, da scegliere però ex novo facendo cadere le candidature già messe in campo (quella di Trifuoggi e della stessa Cimoroni). Un tentativo di abboccamento al quale Aplcv ha già risposto picche. I diretti interessati ne riparleranno, tuttavia, dopo Pasqua e chissà che non riescano anche loro a trovare un’intesa insperata. A quel punto una candidatura unitaria del fronte civico, appoggiata, politicamente, anche da Rifondazione e dalla sinistra che non si apparenterà alla coalizione che sostiene Di Benedetto, potrebbe puntare anche al ballottaggio.  

Il confronto integrale sarà trasmesso questa sera, sabato 15 aprile, daTele Sirio alle ore 21 su canale 16 e alle ore 23 su canale 18 del digitale terrestre.

Ultima modifica il Domenica, 16 Aprile 2017 00:10

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