Martedì, 11 Luglio 2017 14:23

A Sinistra, Cimoroni: "Aperti al dialogo con tutti, ma non per meri fini elettoralistici"

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A Sinistra, Cimoroni: "Aperti al dialogo con tutti, ma non per meri fini elettoralistici" Carla Cimoroni con Luigi de Magistris

Parte dai numeri, Carla Cimoroni, per spiegare la sconfitta del centrosinistra alle recenti elezioni amministrative; "tra il primo e il secondo turno, a Di Benedetto sono mancati più di 4mila voti, Biondi ne ha presi 2mila in più. Non credo che gli elettori degli altri candidati a sindaco abbiano inciso più di tanto, piuttosto, c'è stato un travaso di voti dal centrosinistra al centrodestra. Sono poco incline ai complottismi: oso sperare ci sia un elettorato libero, in particolare al ballottaggio che esprime un voto maggiormente d'opinione rispetto al primo turno, trainato dai candidati consiglieri. Penso abbia contribuito la volontà d'alternanza, rispetto ad un centrosinistra che governava da dieci anni. E per me, il risultato delle urne non è stato totalmente inaspettato. Tra l'altro, ha votato il 50% degli aventi diritto: il restante 50%, evidentemente, non si è riconosciuto nei due candidati".

Detto del centrosinistra, la candidata sindaca - a differenza di Enrico Perilli [Qui, l'intervista] - non giudica deludente il risultato della Coalizione sociale: "Rispetto alle altre esperienze in campo, e penso a Nicola Trifuoggi e Giancarlo Silveri, abbiano dato il segno di esserci e di essere radicati; non si poteva pensare di sommare, come mero calcolo algebrico, le esperienze di Appello per L'Aquila, L'Aquila che Vogliamo e Rifondazione Comunista che, nella passata legislatura, avevano tre consiglieri eletti in un contesto però, quello del 2012, completamente diverso dall'attuale". Non può essere un metro di paragone per analizzare il risultato dell'11 giugno, in altre parole: "a livello nazionale e locale, e per me è stata davvero una sorpresa, abbiano assistito ad un voto fortemente polarizzato che ha penalizzato anche il Movimento 5 Stelle che, in città, ha ottenuto un esito fortemente deludente. In un contesto del genere, aver retto - attestandoci oltre il 6% delle preferenze - è un risultato che riteniamo importante".

Cimoroni non nasconde che la Coalizione sociale è mancata, soprattutto, nelle frazioni: "E' l'unica autocritica che sento di farci: nei seggi del centro città e della prima periferia ci siamo attestati all'8-9%, con punte del 15%, nelle frazioni, invece, il risultato non è stato soddisfacente; è vero che il meccanismo elettorale premia il traino di candidati consiglieri che, in alcune frazioni, sono personalità riconosciute - diciamo così - capaci di polarizzare il voto a prescindere dallo schieramento in cui si candidano, ed è stato evidente alle recenti amministrative: è vero anche, però, che bisogna lavorare maggiormente sui territori, costruendo iniziative e confronti con la popolazione. E' un obiettivo che ci diamo per il prossimo futuro".

Analizzato il risultato delle amministrative, la consigliera comunale - l'unica eletta 'fuori' dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra, non si è sottratta al confronto, per ora a distanza, sulle pagine di NewsTown, con le forze di sinistra che, in questi giorni, hanno lanciato messaggi affinché si lavori ad una unità allargata [Qui, le interviste a Luca D'Innocenzo e Fabio Ranieri]. "Trovo stucchevole continuare a parlare di cosa non ha funzionato, delle primarie, di come si poteva incidere diversamente; il problema non è stato, e non è, voler partecipare alle primarie oppure no, volersi alleare col Pd oppure no, voler pensare ad apparentamenti oppure no: vorremmo confrontarci, piuttosto, sui temi concreti, sul lavoro da fare sul territorio. Non siamo contro il Partito Democratico per posizione presa: la Coalizione sociale non ne condivide le politiche. Faccio un esempio: in questo momento, Renzi sta barattando lo ius soli con l'aiutiamoli a casa loro; ebbene, il mio primo impegno ufficiale da Consigliera comunale me l'ha offerto ActionAid al Festival della Partecipazione, chiedendomi di autenticare le firme sulla proposta di legge che, sostanzialemente, vorrebbe superare la Bossi-Fini, la dicotomia tra rifugiati e migranti economici, cancellando il reato di clandestinità. Domando alle forze di sinistra: siamo daccordo su questo, e siamo contrari alle politiche migratorie messe in campo dal Pd? Eccole, le questioni di cui vorremmo discutere".

Cimoroni ribadisce che la coalizione "è aperta al dialogo con le forze della sinistra tradizionale, essendo aperta al confronto con chiunque, con le sigle partitiche, con i movimenti, con le associazioni, con i semplici cittadini. Ecco perché ribadiamo che vorremmo parlare di temi più che di recinti di campo"; sottolinea, però, come non ci si debba guardare "in termini elettoralistici, altrimenti non funziona: abbiamo appena finito di parlare delle amministrative, e mi sembra si stia già ragionando di politiche e regionali. Siamo convinti non ci si debba alleare per partecipare alle elezioni, ma facendo fronte comune su istanze del territorio, su lotte e proposte condivise, lavorando a costruire percorsi che abbiano un respiro lungo". La coalizione sociale non esclude nulla, a prescindere: "guardiamo con interesse a ciò che si muove a livello nazionale e regionale", chiarisce Cimoroni, "e abbiamo costruito, nel tempo, relazioni, anche a livello regionale, e penso a San Vito Bene Comune che ha vinto le recenti amministrative e governerà, nei prossimi anni, la cittadina del chietino; relazioni ne abbiamo costruite, con tante realtà, a prescindere del momento elettorale e non per partecipare alle elezioni ma con la velleità di costruire un'alternativa credibile".

Un'ultima battuta, Cimoroni la concede volgendo lo sguardo ai prossimi anni che vedranno seduta sui banchi dell'opposizione alla giunta di Pierluigi Biondi; di nuovo, la consigliera non si è detta daccordo con l'analisi di Perilli che, ai nostri microfoni, ha spiegato di non credere che le forze di minoranza potranno mettere in campo un'opposizione politica. "In questi anni, con Ettore Di Cesare e Vincenzo Vittorini abbiano fatto un'opposizione seria e rigorosa, tecnica, di controllo - anche formale - dell'azione amministrativa: d'altra parte, è il ruolo demandato alle forze di minoranza. Se opposizione politica vuol dire mettere sul tavolo delle proposte, abbiamo fatto anche questo e continueremo a farlo: anzi, stiamo preparando in questi giorni una proposta di delibera per istituire le audizioni pubbliche per la nomina dei vertici delle aziende partecipate. E' una proposta di sinistra, civica o di destra? E' una pratica di trasparenza, di certo, che prevede un maggior coinvolgimento dei cittadini nella gestione della cosa pubblica; è una richiesta che viene dal movimento dei consumatori: le nomine dei vertici delle partecipate, che forniscono servizi locali, dovrebbero essere affidate a persone competenti, con un esame pubblico dei curricula dei candidati. Ovviamente, la scelta resterebbe in capo al Sindaco, come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali: non verrebbe assunta, però, nelle segrete stanze ma innanzi alla popolazione informata. Vedremo se sarà il granello che rompe il meccanismo", la sfida di Cimoroni al sindaco Biondi, "se ci sarà il coraggio di supportare la proposta".

Dunque, l'affondo: "In realtà, siamo abituati - e sta andando così anche stavolta - a vedere le partecipate in ostaggio del cencellismo che si riserva alla composizione della giunta: Biondi ha trovato la quadro dando un numero di assessori ai partiti in ragione del risultato elettorale ottenuto. E in questa spartizione, pare rientreranno anche le partecipate. Su questo mi piacerebbe confrontarmi con le forze politiche d'opposizione, ma è una sfida che lanciamo anche alla maggioranza".

Ultima modifica il Martedì, 11 Luglio 2017 14:57

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