Martedì, 12 Settembre 2017 15:49

L'Aquila, minoranza boccia programma di mandato: "Privo d'obiettivi verificabili"

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Giustino Masciocco Giustino Masciocco

Un documento “generico”, privo di obiettivi realmente quantificabili - e quindi verificabili. Una mera trascrizione del programma elettorale, non priva di sbavature e infarcita di formule verbali molto vaghe come “sarebbe opportuno” o “si auspica”.

L’opposizione boccia il programma di mandato presentato in consiglio comunale dal sindaco Pierluigi Biondi e dalla sua giunta, passaggio obbligato – previsto dal Tuel – per tutte le amministrazioni locali appena insediatesi.

Nell’aula Eude Cicerone, sede dell’assise civica, è andato in scena un copione visto tante volte, con la maggioranza, più o meno compatta, a difendere il proprio programma e a rinfacciare all’opposizione i problemi e i nodi irrisolti lasciati in eredità all’amministrazione subentrante e la minoranza ad attaccare appigliandosi anche a questioni procedurali.

La seduta, difatti, è iniziata con il capogruppo del Pd Stefano Palumbo che ha chiesto di votare una pregiudiziale, poi bocciata, con la quale si chiedeva alla maggioranza di ritirare il documento e di riscriverlo.

“Il programma di mandato di un’amministrazione” ha dichiarato Palumbo a NewsTown “è un atto istituzionale che deve rispondere a determinati canoni. Il documento presentato oggi, secondo noi, ne è oggettivamente sprovvisto. Il programma di mandato deve essere oggetto di controllo annuale della commissione Garanzia e Controllo e del consiglio comunale. Quello illustrato dal sindaco Biondi non sembra consentire un minimo di possibilità di verifica e controllo perché è un insieme di propositi generici, non supportato né dalle modalità con cui si intende attuarlo né dalle coperture economiche. Non è altro che un copia e incolla del suo programma elettorale”.

Secondo Palumbo, il programma non entra nel merito di alcune questioni dirimenti per il futuro della città: “Non si parla di cosa si vuol fare delle partecipate, non si fanno riferimenti su cosa si intende realizzare nel campo del sociale o per il Centro turistico del Gran Sasso si avvia verso la privatizzazione. Queste come altre partite gigantesche non compaiono ma inevitabilmente saranno oggetto di lavoro dell’amministrazione e del consiglio”.

Molto critico anche il capogruppo di Mdp-Articolo 1, Giustino Masciocco: “Questo non è un programma di mandato. Mi chiedo con quale sindaco abbiamo a che fare, con quello che un giorno auspica la riconciliazione e invita la minoranza ad avere uno spirito di collaborazione o con quello che, il giorno dopo, offende e attacca, dimostrando di avere un’anima squadrista e di destra? Il primo cittadino dica ai suoi consiglieri” ha detto Masciocco rivolgendosi direttamente a Biondi “che se pensano che la precedente amministrazione abbia operato delle scelte illegittime o illegali devono andare a denunciarci alla Corte dei conti o direttamente alla Procura della Repubblica. Ma non siamo più disposti a sopportare che si getti quest’onta sull’era Cialente. L’ex sindaco è diventato una vera ossessione per il centrodestra ma non si può governare con la testa rivolta all’indietro”. Masciocco ha poi chiuso il suo intervento con un colpo di teatro abbastanza plateale, ovvero strappando il documento.

Puntuto anche l'intervento di Angelo Mancini (L'Aquila Sicurezza Lavoro) che, oltre a incalzare Biondi soprattutto sull'affaire scuole ("Quanti soldi ci sono in bilancio per le verifiche di vulnerabilità degli edifici di proprietà comunale?") ha messo alle strette l'assessore alla Cultura Sabrina Di Cosimo Sulla Perdonanza. In un'intervista rilasciata al quotidiano Il Centro lo scorso 23 agosto, l'assessore aveva definito la Perdonanza di questi ultimi anni "una sagra". "A parte il rispetto che si deve avere per le sagre" ha affermato Mancini "la Di Cosimo forse ha dimenticato le gestioni della Perdonanza dell'era Tempesta, quelle con i bilanci faslificati e le figuracce internazionali. All'epoca governavano molte persone che oggi sono in maggioranza e in giunta. La storia allora bisogna raccontarla tutta".

Chi ha usato toni più concilianti, invece, è stato Americo Di Benedetto (Pd), che ha proposto di "emendare" il programma di mandato inserendovi due ulteriori impegni vincolanti per il consiglio: una battaglia per eliminare una volta per tutte la restituzione forfettaria delle tasse sospese dopo il terremoto (attualmente prevista al 60%) e un'altra in favore del riconoscimento di un indennizzo nei confronti di tutte le 309 vittime del terremoto.

Ultima modifica il Martedì, 12 Settembre 2017 22:34

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