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Martedì, 08 Maggio 2018 11:52

Usrc, dimissioni di Paolo Esposito: "Lascio spazio ad un naturale e forse necessario ricambio alla guida"

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"Una lunga, partecipata e costruttiva esperienza professionale sta per concludersi. Costruire, avviare e organizzare vuol dire anche sapere quando si è pronti per altre sfide lasciando una macchina sicura che possa procedere in autonomia. Questo il lavoro di un manager".

Parole di Paolo Esposito che, come noto, dopo sei anni a capo dell'Ufficio speciale per la ricostruzione, lo scorso 10 aprile ha annunciato le sue dimissioni, a sei mesi dalla scadenza naturale del contratto.

Con una lunga lettera, il manager, ripercorrendo le vicende che hanno segnato il suo incarico nell'ambito della ricostruzione, ha inteso ringraziare i media per aver reso possibile "veicolare costantemente informativa e numeri sul continuo andamento dei processi di ricostruzione", con l'auspicio che l'attenzione degli organi di informazione resti sempre alta sul " lungo e articolato processo di ricostruzione che questi Territori debbono affrontare". "Osservatori giusti e severi -conclude Esposito- a garanzia della informazione al Cittadino, ma anche “faro” continuo acceso verso gli accadimenti, perché processi così lunghi richiedono sempre la attenzione ai massimi e condivisi livelli della più ampia comunità nazionale".

La lettera di saluto e ringraziamento ai media di Paolo Esposito

Come noto, a metà maggio 2018 lascerò la guida dell’USRC_Ufficio Speciale della Ricostruzione, a pochi mesi dalla scadenza del secondo mandato triennale, per continuare il mio percorso professionale riprendendo l’attività in azienda, attività dal quale provenivo e dove ho accumulato oltre venti anni di esperienza nell’ambito delle Direzioni Personale e Organizzazione di gruppi italiani e multinazionali, prima di accettare questo delicato incarico in ambito ricostruzione.

Una esperienza post sisma che per quanto mi riguarda era cominciata già all’alba del 6 aprile 2009, quando da Dirigente di una azienda francese con stabilimento a Scoppito (AQ) ho e abbiamo lavorato intensamente per garantire sin dalle prime ore dopo la scossa la messa in sicurezza del sito ed un futuro abitativo ai nostri collaboratori, con la costruzione del villaggio per oltre 500 persone, esempio di capacità di pronta reazione e attenzione verso i destini della comunità che ci ospitava.

Una esperienza poi continuata – dopo un passaggio lavorativo a Roma in un Gruppo editoriale - con l’incarico nell’ottobre 2012 di Titolare USRC da parte dell’allora Ministero per la Coesione Territoriale (e confermata con il rinnovo triennale dell’incarico da parte della Presidenza del Consiglio nel dicembre 2015), per creare un Ufficio e un team a garanzia del ritorno al regime ordinario dei processi amministrativi, tecnici e contabili della ricostruzione, al termine del lungo periodo commissariale. Una “start up” Pubblica voluta dall’allora Governo per mettere una organizzazione innovativa a servizio del territorio, in grado di programmare, approvare e finanziare i progetti di ricostruzione pubblica (compreso il delicato tema della messa in sicurezza della edilizia scolastica) e privata.

Un percorso, quello degli ultimi 6 anni, che in qualche modo abbiamo vissuto assieme, su base quasi quotidiana, ed è anche grazie e soprattutto alla Vostra costante presenza che è stato possibile veicolare costantemente informativa e numeri sul continuo andamento dei processi di ricostruzione.
Un cammino – i quasi 6 anni di Usrc - lungo e articolato, fatto di lavoro intenso, dialogo costante con il territorio e con le amministrazioni centrali dello Stato e le istituzioni tutte, e di costruzione e implementazione di processi robusti e sostenibili in ambito Ricostruzione: da “manager” questo era il mio compito, creare e far partire una “macchina”, formare le persone, far partire i processi e renderli sostenibili e robusti nel tempo; e creare professionalità che restano a disposizione della comunità e delle comunità che oggi, e domani, dovessero avere bisogno di presidio di processi tecnici, amministrativi e finanziari su una materia che si impara inevitabilmente “sul campo”.

Dunque la macchina è “in sicurezza”, ed è giusto che il Manager lasci spazio, dopo quasi 6 anni di presidio quotidiano sul processo, ad un naturale e forse necessario ricambio alla guida: i sistemi, i modelli, si auto-rigenerano anche in questo modo.

Da cittadino abruzzese e da dirigente che ha sempre adempiuto al proprio dovere professionale cercando di mantenere un elevato livello di rigore etico, morale e attenzione verso le comunità gestite, l’aver servito lo Stato ed il proprio territorio in questi anni, in una missione come quella della ricostruzione, è motivo di viva soddisfazione personale e grande orgoglio professionale.

Ed il mio pensiero e ringraziamento è rivolto anche ai media, a Voi che – ribadisco - quotidianamente siete sul campo del “raccontare” e approfondire il complesso processo di Ricostruzione dei nostri Territori, cercando dalle parole dei protagonisti, a volte anche dai loro silenzi, dai numeri, dagli accadimenti, di capire e soprattutto far capire al lettore quanto più possibile di questa articolata realtà: un lavoro non facile, perché non facile è il tema, e non facile è spesso capire le dinamiche di comunicazione dei tanti protagonisti.
Spero in questo senso di aver adempiuto con correttezza anche a questo compito, al dialogo con Voi tutti, con Voi che rappresentate anche una parte del mio percorso professionale: nella mia breve ma intensa esperienza in un gruppo editoriale, ho imparato a conoscere le tante difficoltà di un mestiere – il Vostro - che sta cambiando velocemente, ma che mantiene intatta la passione per la parte più vera della propria missione, quello di una informativa corretta e diffusa.

E’ per questo che chiudo queste mie righe ringraziandoVi tutti per quanto mi avete insegnato (anche quando a prevalere era il disappunto per il modo in cui alcune notizie venivano date, ma anche questo fa parte del delicato lavoro di stabilire una corretta relazione, sforzo che non è mai a senso unico… e questo va compreso solo con anni di lavoro e di confronto), ma soprattutto per farVi i miei migliori auguri per le Vostre professioni, e perché siate sempre vicini e vigili verso il lungo e articolato processo di ricostruzione che questi Territori debbono affrontare: osservatori giusti e severi, a garanzia della informazione al Cittadino, ma anche “faro” continuo acceso verso gli accadimenti, perché processi così lunghi richiedono sempre la attenzione ai massimi e condivisi livelli della più ampia comunità nazionale.

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