Giovedì, 18 Dicembre 2014 12:15

Via a nuova sede consiglio regionale, ricorsi permettendo: il progetto

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Il palazzo dell'Emiciclo Il palazzo dell'Emiciclo

E' stato presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa all'Aquila, il progetto di restauro del palazzo dell'Emiciclo, sede del consiglio regionale d'Abruzzo fino al 6 aprile 2009. Attualmente l'assise si svolge all'interno di locali contigui all'Emiciclo stesso. Il progetto prevede il ripristino e la ristrutturazione post-sisma anche del palazzo cosiddetto Ex Gil maschile (foto a sinistra), anch'esso situato di fronte i giardini della Villa Comunale.

Presenti all'incontro il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il direttore amministrativo dell'Ente Paolo Costanzi, i responsabili del progetto Lucio Zazzara e Riccardo Vetturini e le imprese che realizzeranno i lavori: un'associazione temporanea composta da Rosa Edilizia srl, Ricci Guido srl ed Elettroidraulica Silvi srl. Ha fatto un'apparizione fugace anche l'assessore alla Ricostruzione del Comune dell'Aquila Pietro Di Stefano.

"2.102 sono i giorni che sono stati necessari per arrivare al progetto che presentiamo oggi - ha affermato Costanzi - i giorni impiegati per la progettazione e l'appalto sono stati 329; quelli che sono stati necessari per i procedimenti burocratici vari sono stati ben 1.428; quelli interessati dalla giustizia amministrativa 345". L'iter di inoltro per i contributi risale al 6 giugno 2009 con la richiesta al Cipe, una delibera (la numero 82) arrivata dopo più di due anni. L'importo complessivo dei lavori è di quasi 14 milioni di euro.

Costanzi, polemico durante l'incontro sulle lungaggini della burocrazia italiana, ha fatto cenno anche ai ricorsi al Tar, che potrebbero bloccare nuovamente l'inizio dei lavori, previsto per il prossimo marzo. Sono infatti già ben sette i ricorsi alla giustizia amministrativa, l'ultimo dei quali presentato dalla Sac Costruzioni, arrivata seconda alla gara di appalto, e presentatasi alla stessa in associazione con l'aquilana Iannini Costruzioni

ex gil maschileLaconico il no comment di Di Pangrazio sull'argomento. Il presidente del consiglio si è invece soffermato sulle ditte che hanno vinto l'appalto: "Sono convinto che le imprese aggiudicatarie realizzeranno i lavori nei tempi previsti con estrema serietà e serenità - ha dichiarato - faccio un richiamo alla necessità di lavorare con serenità, anche da parte di chi fa informazione nella nostra regione, perché voglio guardare al futuro con ottimismo, non solo considerando i fatti negativi, centrali, a volte nelle vicende legate alla ricostruzione".

L'architettura dell'Emiciclo non sarà ovviamente stravolta, ma tenderà a rivalorizzare quello che era l'aspetto originario, un'area conventuale, il cui nucleo originario risale al XVII Secolo. Le modifiche più importanti del progetto di ristrutturazione riguardano il chiostro dietro il porticato dell'Emiciclo stesso: un'area completamente ricoperta e occupata da quella che era la "Sala Michetti". L'idea è di rimuoverla e restituire al chiostro la sua vocazione originaria, una sorta di punto di snodo e incontro dell'intero complesso, a mo' di giardino d'inverno, coperto da tetto trasparente e con piante al suo interno.

I posti della sala conferenze sarebbero recuperati attraverso la realizzazione di una sala convegni sotterranea, posta esattamente al piano inferiore del piazzale dell'Emiciclo che affaccia su via Iacobucci. Sarà inoltre rimossa la scala, definita oggi "antiestetica", che collegava l'Emiciclo all'area monastica vera e propria. 

Attenzione anche alla sicurezza in ambito sismico, con isolatori che dovrebbero garantire un livello di stabilità efficace e idoneo all'istituzione che l'edificio ospita: "Possiamo far convivere l'estetica architettonica e la sicurezza sismica, è stato fatto per edifici importanti come il Palazzo del Parlamento a Wellington, in Nuova Zelanda, o la sede municipale di San Francisco, in California", ha concluso Riccardo Vitturini, di Ingenium srl, studio di architettura che ha curato il progetto.

L'idea progettuale. Il processo di progressiva modificazione dell'impianto del nucleo originario - il convento seicentesco dedicato a S. Michele Arcangelo - con le trasformazioni e la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica, ha prodotto una varietà di spazi sufficienti allo svolgimento delle attività istituzionali. L'articolata gestione degli interventi, però, condotta a volte in maniera episodica e con il condizionamento dell'urgenza, non ha mai risolto appieno alcune criticità iniziali ed anzi ne ha create di nuove. La riconversione dell'Emiciclo in sede del Consiglio regionale ha tenuto solo parzialmente conto del pregio storico ed architettonico dell'ex complesso conventuale, degli spazi pertinenziali e delle sue integrazioni, soprattutto ottocentesche. Il portico stesso che in facciata nobilita tutto il complesso ed esprime con chiarezza l'appartenenza dell'edificio religioso allo spazio urbano, risulta oggi isolato dal contesto della città. All'interno, lo spazio della navata della chiesa seicentesca è stato ridotto a "mero disimpegno", con al centro un "pomposo e sgrammaticato" scalone in cemento armato; mentre la realizzazione della cosiddetta Sala Michetti (risalente all'inizio degli anni ottanta), nello spazio del chiostro laterale, ha negato l'antico vuoto e il suo ruolo di corte aperta, centro della vita interna dell'intero complesso.

"Con ogni evidenza - affermano i progettisti - questa rappresenta l'occasione per scelte progettuali che producano anche il recupero e la possibilità di riqualificazione dello spazio dell'ex chiesa. Proprio in questo senso si muove la proposta di dotare la sede regionale di uno spazio grande e di forte rappresentatività, capace di ospitare assemblee, esposizioni temporanee o permanenti. In tal modo, lo spazio dell'ex chiesa tornerà ad essere la naturale conclusione, verso l'interno, della piazza suggerita dal colonnato esterno come luogo di unione con l'intera città".

L'attuale Sala Michetti ha una superficie di 360 mq ed è in grado di offrire 115 posti a sedere, numeri appena sufficienti per piccole manifestazioni convegnistiche e piuttosto adatti a riunioni molto specializzate e settoriali. La proposta di progetto prevede la realizzazione di una nuova sala ipogea collocata sotto la piazzetta definita dal colonnato, in posizione frontale, verso ovest, che dispone di una superficie utile di 590 mq ca. e consente varie configurazioni, fino a quella che la rende una comoda sala convegnistica/auditorium, interessante per la gran parte delle manifestazioni regionali e cittadine, con 250 posti a sedere. L'antico chiostro e' stato riprogettato sia per servire questa nuova sala come foyer, sia per essere anche un vero e proprio giardino d'inverno o luogo di incontro e sosta coperto da un tetto finalmente trasparente.

Le opere di progetto che riguardano l'edificio Ex G.I.L. maschile, per l'aspetto architettonico sono intese ad una riqualificazione soft che, senza cambiare sostanzialmente i caratteri distributivi e funzionali sedimentati nel tempo, tendono al restauro dei caratteri identificativi. L'opera di riqualificazione sarà intesa alla ripulitura di tutta una serie di contaminazioni e di disturbi di tale criterio compositivo consistenti in interventi mai di grande portata ma determinanti nella loro sommatoria.


Emiciclo: la storia. Il Palazzo dell'Esposizione, anche noto come Palazzo dell'Emiciclo, è situato in via Iacobucci, adiacente alla Villa Comunale, sul luogo in cui un tempo sorgeva il seicentesco convento di San Michele Arcangelo. Il convento, con la chiesa che vi era contenuta all'interno, vennero restaurati nel tardo ottocento in stile neoclassico e, nell'ambito di una complessa opera di riqualificazione urbanistica dell'intera area meridionale della città, nel 1888 l'architetto Carlo Waldis realizzò questo caratteristico palazzo con la facciata ad esedra porticata. Venne denominato Palazzo dell'Esposizione con chiaro riferimento all'omonimo palazzo di Roma edificato qualche anno prima, anche se, per la forma della facciata, è noto principalmente come Emiciclo. Il porticato, realizzato con dodici colonne doriche sostenenti un soffitto ad orditura semplice, si conclude alle estremità con due edicole ed è suddiviso nel mezzo da corpo principale a balconata con doppie colonne doriche. Il corpo superiore presenta un finestrone centrale affiancato da due finestre laterali; al di sopra di queste ultime sono visibili due cavità semisferiche contenenti rispettivamente i busti di Bacco e Cerere. Ha ospitato per un breve periodo le principali mostre ed esposizioni allestite in città finché, nel dopoguerra, all'originaria struttura religiosa ed al nuovo monumentale Emiciclo, vennero aggiunte nuove costruzioni che permisero la localizzazione degli uffici regionali nell'area. E' risultato notevolmente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009.

Ultima modifica il Venerdì, 19 Dicembre 2014 08:29

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