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Giovedì, 19 Luglio 2018 16:06

L’Aquila Rugby Club, fine della corsa? Per il futuro pochissime speranze

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Questa volta potrebbe essere davvero l’epilogo.

Le possibilità che L’Aquila Rugby Club partecipi al prossimo campionato di serie A sono ridotte al lumicino.

Lo spettro tante volte scacciato grazie a petizioni, mobilitazioni e salvataggi più o meno miracolosi fatti grazie alla buona volontà di tifosi, ex giocatori e appassionati, quello, cioè, della scomparsa della società neroverde – sorta dalle ceneri dell’Aquila Rugby 1936, nata, a sua volta, dalla cessione del titolo sportivo della Polisportiva – dalla geografia della palla ovale italiana, questa volta potrebbe materializzarsi davvero.

La sentenza dell’arbitrato intentato lo scorso anno, a stagione già iniziata, dalla Polisportiva, che ha “condannato” la Club al pagamento di 145mila euro per vecchie pendenze dovute all’uso delle strutture di Centi Colella, alla cessione dei cartellini di alcuni giocatori e a tutta una una serie di adempimenti federali non ottemperati, ha messo la società del presidente Fulvio Angelini - che, dopo la scomparsa di Mauro Zaffiri, aveva preso in mano le redini del sodalizio - con le spalle al muro.

La somma, infatti, va ad aggiungersi ai debiti pregressi della società (antecedenti, però, all’ultimo anno di gestione), dovuti a lodi di ex giocatori (uno dei quali riguarda l'ex capitano Alessandro Cialone), multe comminate dalla federazione e a soldi dovuti a vari fornitori.

Il problema sono proprio i cosiddetti debiti federali, quelli, cioè, accumulati nei confronti di giocatori e tesserati Fir. Il prossimo 20 luglio, al più tardi il 27, il consiglio federale sarà chiamato a validare o respingere la domanda di iscrizione al prossimo campionato depositata dalla società una decina di giorni fa proprio alla luce dell'esistenza di tali pendenze.

Ma anche qualora la domanda venisse accettata, la società sarebbe chiamata a programmare la nuova stagione e a costruire una nuova rosa – visto che quella dello scorso anno si è praticamente smembrata - e uno staff tecnico in tempi brevissimi e senza un contratto di sponsorizzazione in mano. E si sa quanto sia difficile trovare dei (buoni) giocatori e dei bravi allenatori ad agosto.

Secondo fonti interne, ci sarebbero dei potenziali investitori disponibili a entrare nella società o comunque a fornirle un sostegno ma non si faranno avanti fino a che non sarà definito il quadro delle decisioni federali. Sempre che, naturalmente, le battaglie legali tra la Club e la Polisportiva si siano esaurite e che la Club non abbia intenzione di intentare altre cause per rovescirare l'esito del lodo arbitrale.

Nel frattempo, anche il futuro dell’Unione Rugby L’Aquila – la società nata dalla fusione tra Gran Sasso Rugby, Polisportiva, Vecchie Fiamme e L’Aquila neroverde – è appeso alle decisioni del consiglio federale del 20 luglio.

In questo caso, l’organo della Federazione dovrà stabilire se l’iter di cessione del titolo da parte della Gran Sasso alla neonata società e la sua contestuale affiliazione alla Fir siano stati portati a termine correttamente e nei tempi previsti.

Il nuovo club sarebbe già al lavoro per assemblare la squadra, che dovrebbe essere composta per lo più da ex giocatori della Gran Sasso e dai ragazzi della Polisportiva, e lo staff tecnico. Anche quest’ultimo sarà costruito, probabilmente, con “pezzi” delle due società ma finora non è arrivata in merito alcuna comunicazione ufficiale.

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