Sabato, 19 Novembre 2016 14:19

Univaq, inaugurato Anno Accademico alla presenza del ministro Orlando

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E' stato inaugurato stamane l'Anno accademico 2016-2017 dell'Università degli studi dell'Aquila, nell'aula magna del Polo di Economia, all'ex Istituto penale per i minorenni di Acquasanta, ceduto all'Ateneo dal Ministero della Giustizia a seguito di convenzione sottoscritta da dicastero, Università, Provveditorato alle Opere pubbliche e Agenzia del Demanio dell’Aquila.

Per questo, è stato invitato a presenziare il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Come Governo, abbiamo manifestato tutto il nostro sostegno alle attività di rilancio della città a partire, naturalmente, dalla ricostruzione e passando poi attraverso la rivitalizzazione di funzioni essenziali, come l'Università", ha spiegato Orlando. "Dal punto di vista della didattica e della ricerca, L'Aquila è un centro importante con un'attività universitaria assai rilevante. Dunque, come Ministero della Giustizia abbiamo deciso di sostenerne il processo di rilancio - ha aggiunto il Guardasigilli - favorendo l'utilizzo di beni non più utilizzati dal nostro dicastero. Mi auguro di aver dato un piccolo ma significativo contributo a questo sforzo di ricostruzione che va assolutamente sostenuto".

L'inizio dell'Anno accademico segna il completamento della prima metà del mandato di Paola Inverardi, iniziato nel 2013, e che ha visto l'Università "completare l'uscita dalla fase emergenziale", ha rivendicato Inverardi, "e definire una strategia di consolidamento e sviluppo capace di giocare un ruolo attivo e pro-attivo nei processi di ricostruzione economica, sociale e urbanistica che caratterizzano e caratterizzeranno ancora per qualche anno il nostro territorio".

Prima di stilare un bilancio di metà mandato, la rettrice ha voluto ricordare i due studenti dell'Univaq morti a seguito del sisma del 24 agosto scorso e riconfermare la piena disponibilità dell'Ateneo a sostenere l'Università di Camerino, ancor più duramente colpita dal terremoto del 30 ottobre, nella ripresa delle sue attività.

L'anno accademico che andiamo a inaugurare rappresenta il primo anno di ritorno quasi completo alla normalità, ha sottolineato Inverardi. "In questi anni, si è rafforzata la consapevolezza che l'università e il sistema della ricerca sono elemento determinante per abilitare un nuovo sviluppo territoriale, dopo il sisma del 2009". E in questo senso, "le linee strategiche 2013-2019 individuano proprio gli elementi caratterizzanti di sviluppo per Univaq come un ateneo che offra formazione di buona qualità, aperto alla collaborazione con il territorio con tutto il suo patrimonio di conoscenze e risorse: studenti e dipendenti".

L'Ateneo - ha aggiunto Inverardi - vuole essere parte attiva nei processi economici, sociali, urbanistici e culturali del territorio, "processi di ricostruzione e costruzione a L'Aquila". Dunque, l'Università che si sta costruendo deve essere "un laboratorio di creatività, agente attivo di sviluppo locale, con la valorizzazione del patrimonio di compentenza che dovranno essere messe a servizio della comunità, formando i giovani alla capacità di intraprendere nuove iniziative, in ogni campo della conoscenza".

Orlando

La stabilità di bilancio come prerequisito per programmazione e sviluppo

In questi tre anni, l'Ateneo ha stilato un nuovo accordo di programma 2015-2017 con il Miur - ha ricordato la rettrice Paola Inverardi - "che garantisce stabilità di bilancio garantendo un budget complessivo analogo a quanto avuto negli anni scorsi e consentendo un rientro progressivo nel sistema nazionale". Come noto, è stata re-introdotto un sistema di tassazione che non prevede differenziazioni per corso di studio, ma "è calcolata in base al reddito individuale di ogni famgilia e prevede sconti legati al numero di esami dati e a particolari requisiti di merito". E in questo senso, ha ribadito Inverardi, stando ai dati pubblicati qualche settimana fa sul 'Sole 24 Ore', l'Ateneo aquilano è al terzo posto in assoluto per tassazione media più bassa.

Anche l'attività didattica è stata ripensata, "alla luce delle normative di accreditamento cercando, comunque, di mantenere la più ampia offerta possibile seppure in una situazione di crescente carenza di docenti". Inoltre, "abbiamo perseguito una campagna di reclutamento che ci ha permesso di acquisire con finanziamenti Miur ben 3 ricercatori 'Levi Montalcini', una vincitrice di 'Erc starting granti', un professore ordinario straniero. E poi, è stata messa in campo una ampia politica di valorizzazione delle competenze interne e l'acquisizione di nuovi ricercatori e personale Pta".

Oltre a fnanziamenti di base - ha proseguito la Rettrice - "abbiamo raddoppiato l'investimento di ateneo sui dottorati di ricerca e sugli assegni di ricerca".

Andamento di iscritti e immatricolati

L'andamento degli immatricolati e, quindi, degli iscritti ha avuto una brusca discesa in corrispondenza dell'introduzione dei numeri programmati locali su 4 corsi di studio, "per i quali l'Ateneo - ha tenuto a ribadire Inverardi - non aveva i requisiti di sostenibilità", in combinato con la re-introduzione delle tasse. "Il 2015-2016 è il primo anno di riferimento in cui le tasse sono state pagate completamente e i dati preliminari di questo anno, sulle immatricolazioni, mostrano invece una ripresa molto incoraggiante, in particolare per i corsi di laurea ingegneristici e scientifici".

Tra un grafico e l'altro, la rettrice si è soffermato su un dato rilevante, a suo dire: "Il dato degli studenti inattivi è già ulteriormente migliorato rispetto all'anno passato che già aveva raccontato di un abbassamento molto significativo". A dire che gli immatricolati seguono le lezioni e tengono gli esami, e questo, naturalmente, significa abbassare - e di molto - i numeri di coloro che si ritirano. E così, si sta abbassando anche il numero dei fuori corso.

Inoltre, "si mantiene buona l'attrattività dell'Ateneo fuori regione e all'estero, e si nota anche un leggero recupero degli iscritti provenienti dalla provincia dell'Aquila".

Internazionalizzazione

L'Università dell'Aquila ha inserito tra i propri obiettivi strategici l'internazionalizzazione della didattica. "E l'obiettivo - ha detto Inverardi - viene perseguito attraverso il supporto ad una mobilità strutturata in e out di studenti e docenti, cioè una mobilità concordata con i partner con il riconoscimento di crediti finalizzati al conseguimento di titoli congiunti, doppi o multipli, e la co-partecipazione alla docenza".

L'Ateneo inoltre, oltre all'Erasmus, partecipa a tutti i programmi Europei e internazionali più competitivi. "Limitandoci al 2016, in Erasmus Mundus siamo coordinatori di un Em Master Course e di due Em Action 2, e siamo partner di altri 11 progetti; in Tempus/Capacity building siamo coordinatori invece di 3 progetti. E' il massimo numero di progetti che può essere accordato ad un Ateneo in una singola call", ha sottolineato la rettrice. "I progetti gestiti da noi rappresentano il 2% del totale dei progetti approvati e il 21% di quelli approvati ad Enti italiani".

Qualche numero: i paesi coinvolti nei vari progetti sono oltre 60, di tutti i Continenti. Attualmente, la popolazione studentesca ad Univaq rappresenta annualmente oltre 30 nazioni in aggiunta ai 28 paesi europei. Le 8 lauree internazionali coinvolgono negli accordi bilaterali e multilaterali 45 Istituzioni in Eu e fuori Europa. Il numero di studenti internazionali (iscritti, con titolo preso all'estero) coinvolti è di 321 europei e 320 fuori i confini del vecchio Continente.

L'Università nel territorio

La presenza del GSSI, alla cui costituzione l'Università dell'Aquila ha contribuito con l'INFN, "rafforza in modo distintivo l'infrastruttura della conoscenza che insiste sul territorio dell'Aquila", ha aggiunto Inverardi. "Oggi, la città è la realtà più a sud del Paese nella quale sia presente accanto all'Università una scuola superiore".

Inoltre, "in questi anni abbiamo pianificato e rese operative una serie di azioni di coordinamento con le altre due Università abruzzesi: così, è stata definita una strategia comune di sviluppo, finalizzata alla definizione dello status di studente universitario abruzzese".

Poi, Inverardi ha voluto ricordare i successi di Sharper - La Notte dei Ricercatori, di Univaq Street Science, dei quarti d'ora accademici musicali.

I poli universitari

"In questi tre anni, abbiamo ricollocato l'attività dell'università sui tre poli originali: Coppito, Roio e centro. Tutta l'attività didattica, fin dallo scorso anno, ha lasciato le strutture provvisorie", ha tenuto a sottolineare la rettrice dell'Università dell'Aquila.

Come detto, la didattica dei corsi di laurea di area economica ha trovato sistemazione all'interno dell'area dell'ex carcere minorile, "rafforzando la presenza dell'Ateneo a ridosso del centro storico e contribuendo così alla rivitalizzazione del cuore della città. L'acquisizione degli ulteriori due edifici, uno per ospitare i servizi di segreteria, la biblioteca e il servizio mensa, l'altro per ospitare i docenti, "permetterà di dare una sede di pregio all'area di economia".

E' stata completata la ristrutturazione di tutte le strutture didattiche di Roio, "e abbiamo recentemente inaugurato due nuovi laboratori dove hanno trovato sistemazione strumenti di grande pregio. Inoltre, stiamo attivando la gara per la ricostruzione del vecchio edificio: il cantiere, avrà la caratteristica di un laboratorio, aperto alla fruizione degli studenti del polo".

Per quanto riguarda l'area centro, "stanno terminando i lavori a Palazzo Camponeschi che ospiterà il Rettorato e parte dell'amministrazione centrale". A palazzo Ciavoli-Cortelli, terminato a luglio scorso, si collocheranno altre attività dell'amministrazione centrale e verrà allestito, al piano terra, il primo nucleo del polo museale di Ateneo, in progettazione dallo scorso anno. Di Palazzo Carli, abbiamo scritto diffusamente: nelle intenzioni, sarà un contenitore per iniziative imprenditoriali in ambito culturale.

"Per quanto riguarda il vecchio ospedale San Salvatore, invece - ha proseguito Inverardi - abbiamo siglato un protocollo d'intesa con l'Adsu che individua nell'area lo spazio per poter ricollocare la casa dello Studente. Nell'area verrà ricollocata anche la biblioteca dell'Università ed abbiamo manifestato l'interesse ad ospitare anche la ex biblioteca provinciale Tommasi".

Le mancate risorse

Ed eccoci alle note dolenti. "I dipendenti continuano a diminuire e, a norme attuali, così sarà fino al 2018 e oltre", la denuncia della rettrice. "Allo stesso tempo, l'età media aumenta - 53.9 anni per i docenti, 52.3 per il personale tecnico amministrativo - "mentre siamo chiamati ad affrontare metodologie, modelli organizzativi, tecnologie nuove e sfide formative e di ricerca ben più impegnative che in passato".

Turn over bloccato, blocco sul rinnovo dei contratti, limiti di spesa per le attività formative, dinamiche salariali inesistenti: il nuovo corso dell'Università si presenta durissimo, ha proseguito la rettrice, rivolgendosi ad Orlando e, di riflesso, al Governo Renzi. "Per l'università, diminuisce proporzionalmente al numero di docenti e al personale tecnico, la capacità di sostenere l'attività di ricerca, l'offerta formativa, l'ampio spettro di iniziative che caratterizzano il nostro essere Ateneo al servizio del territorio".

Seppure sia stato concluso l'Iiter di tre concorsi per personale PTA e, nei prossimi mesi, prenderanno servizio 12 nuove unità di personale ed altre 3 hanno ottenuto un passaggio di livello, seppure sia stata modificata l'organizzazione e l'orario di lavoro, seppure siano state effettuate 77 progressioni di carriere e siano stati reclutati 6 nuovi docenti, "al perdurare di questa situazione è evidente che tra breve non sarà possibile sostenere quanto facciamo, e questo vale per l'intero sistema universitario", ha detto chiaramente Inverardi.

Bosica

Gli studenti: "Non siamo coinvolti nella definizione delle politiche che ci riguardano"

Fuori, la protesta degli studenti dell'UDU. Dentro, le parole di Marco Bosica - Presidente del Consiglio studentesco - che ha incalzato la rettrice Inverardi e il sindaco Cialente sul mancato coinvolgimento degli studenti circa le tematiche che li riguardano, dai servizi alle sedi universitarie. "Il progetto stesso di tornare ad essere una città universitaria non ci coinvolge".

"Con il passare degli anni, la Rettrice ha imposto al territorio la sua figura come rappresentante non tanto dell'Ateneo - l'affondo di Bosica - ma anche di tutte le sue componenti, andando a sostituirsi, addirittura, alla voce degli studenti. Emblematico è quanto accaduto negli ultimi tre anni", ha aggiunto. "La mancanza degli studenti nel tavolo istituzionale Comune-Università-Adsu ha portato a gravi mancanze nei servizi offerti, basta guardare quanto accade quotidianamente in questo stesso polo, privo ancora di elementi essenziali per gli studenti a trascorrere una vita universitaria dignitosa".

Nonostante più volte la componente studentesca abbia chiesto di essere coinvolta e di confrontarsi sulle tematiche ed i servizi che riguardano l'aspetto cittadino, "il Comune ha sempre negato questa possibilità assecondando l'idea di 'rappresentanza autosufficiente' della Rettrice. "Ora, a 3 anni di distanza, chiediamo a lei e al sindaco Cialente di prendere atto degli esiti negativi di questi anni di esclusione degli studenti dai tavoli di confronto: nessun servizio aggiuntivo per gli studenti, il polo del centro ancora privo di tutte le necessità, trasporto urbano totalmente inadeguato per gli universitari, autobus notturno cancellato, nessuna politica di cittadinanza diffusa nei temi dell'accesso alla cultura, agli spazi, alle strutture sportive, quota Tasi per gli universitari fuori sede al massimo. Sul fronte della cittadinanza, questi 3 anni hanno rappresentato il buio totale".

Con l'introduzione della no-tax area a livello nazionale, i servizi offerti agli studenti nel prossimo futuro peseranno ancora di più nella scelta dell'Ateneo da parte delle matricole: i servizi offerti dalla città saranno decisivi non solo per gli studenti, ma per l'Ateneo e la città. "E' per questo che non possiamo più  permetterci di avere situazioni come il polo con il maggior numero di studenti con mensa ancora inagibile - l'appello di Bosica - o di non avere ancora prospettiva futura sull'unica dimora studentesca pubblica, la Campomizzi. Se, come noi siamo convinti, L'Aquila è e deve essere una città universitaria, non possiamo permetterci di non investire in servizi, non possiamo permetterci di non ascoltare chi realmente li usa e ne ha profondamente bisogno: gli studenti".

Studenti

'A passion for science': 5 giovani ricercatori si sono sfidati

Come già l'anno passato, l'inaugurazione dell'Anno Accademico ha rappresentato anche un momento di gioco, per raccontare col sorriso la passione per la ricerca e gli studi condotti da 5 scienziati che rappresentano l'eccellenza dell'Univaq.

3 minuti per ciascuno, per raccontare i propri campi di ricerca e attrarre, così, i consensi del pubblico presente, chiamato a votare tra i 5 scienziati con lo smartphone.

A sfidarsi Sara Peretti, 28enne aquilana, psicologa clinica e dottoranda di ricerca in Medicina sperimentale con indirizzo in neuroscienze cognitive che ha raccontato la propria ricerca nel campo delle neuroscienze sperimentali con l'applicazione di nuovi paradigmi per lo studio della cognizione sociale in popolazioni speciali, in particolare ragazzi e giovani adulti con Disturbi dello spettro autistico; Giacomo Valente, 29 anni da Torrevecchia Teatina, dottorando in Information and Communication Technology presso il Disim che ha spiegato il suo lavoro di ricerca nel campo dei sistemi elettronici in ambito aerospaziale, avionico e automobilistico; Gianluca Di Luigi, 32 anni di Teramo, medico dottorando in Imaging Molecolare ed Ultrastrutturale presso il Mesva che ha provato a coinvolgere il pubblico presente sul campo dell'endometriosi dell'infertilità e dei rischi neoplastici ad esse collegati; Iole Nardi, 28 anni, aquilana, laureata in ingegneria meccanica e dottoranda presso il Dipartimento di Ingegneria industriale e dell'Informazione e dell'Economia, che ha provato a rendere fruibile ai più la sua attività di ricerca sull'applicazione della tecnica di termografia quantitativa per la determinazione delle caratteristiche di dispersione termica nell'involucro opaco degli edifici; infine Silvia Nanni, 36 anni, anche lei aquilana, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umane dove è docente di Pedagogia dell'inclusione e formazione degli adulti e Pedagogia del disagio e della devianza minorile, che ha parlato delle sue ricerche nel campo della pedagogia critica e del rapporto tra narrazione autobiografica e educazione, nella doppia valenza di formazione individuale e storico-culturale.

Un momento divertente e appassionante, che ha raccontato le straordinarie possibilità dell'Ateneo aquilano. Per la cronaca, la più votata è stata Sara Peretti.

 

Ultima modifica il Lunedì, 21 Novembre 2016 02:12

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