Venerdì, 16 Dicembre 2016 16:55

Univaq, biblioteche ancora senza libri. Gli studenti: "Violazione del diritto allo studio"

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"Ai primi di ottobre ci siamo accorti che nelle Biblioteche dell’Università mancavano i libri da studiare per gli esami; lo abbiamo subito comunicato agli uffici competenti. Ebbene, il Direttore della Biblioteca - nominato personalmente dalla Rettrice - ci aveva pubblicamente assicurato che il problema si sarebbe risolto in un paio di settimane ma passato un mese non è accaduto nulla. Per questo, abbiamo denunciato pubblicamente il problema e il risultato sono state altre rassicurazioni".

A scriverlo è il Collettivo studenti indignati dell'Università degli Studi dell'Aquila che torna, di nuovo, sulla vicenda considerato che, al momento, non è stata risolta: "Il neoeletto Direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Simone Gozzano, nel suo discorso di candidatura, si è spinto a dire che insieme al Direttore della Biblioteca avrebbe assicurato la migliore comunicazione possibile su tutte le questioni che riguardano la Biblioteca. Invece, non è cambiato niente. Niente libri e nessuna informazione chiara, ufficiale".

I libri per gli esami non ci sono ancora. "Nel catalogo non si trovano e quando si prova a chiedere la risposta è sempre quella: al momento non disponibile. E nessuno si preoccupa di informare gli studenti, di spiegare cosa sta succedendo, di dire con chiarezza quando arriveranno i libri. Mentre intanto girano voci incontrollate secondo cui per avere i libri bisognerà aspettare mesi".

Nel frattempo, il primo ciclo di corsi è terminato da un pezzo, il secondo ciclo è a metà. "Tra poco ci saranno le vacanze e a gennaio i primi appelli d’esame. Potranno studiare solo gli studenti che hanno le disponibilità economiche per comprare tutti i libri. E questo danneggia in particolare gli studenti di Scienze Umane perché gran parte dei libri mancanti riguarda proprio i corsi di questo dipartimento. Si tratta di una grave violazione del diritto allo studio sancito dalla Costituzione, ribadiscono gli studenti. Che si domandano: "Quanto tempo ancora ci vorrà perché la Rettrice Inverardi se ne renda conto? A chi dobbiamo rivolgerci affinché si faccia qualcosa per risolvere il problema? Al MIUR? Al Presidente della Repubblica? O magari alle Iene?".

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