Mercoledì, 12 Luglio 2017 15:06

Univaq: ecco lo studio di fattibilità per il polo all'ex San Salvatore

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E' stato presentato stamane, nell'Aula Magna del dipartimento di Scienze Umane, lo Studio di fattibilità per il progetto di un Polo Universitario a San Basilio, nell'area dell'ex Ospedale San Salvatore; una risposta significativa per un'ulteriore qualificazione del sistema universitario cittadino, con la creazione di un importante polo culturale a servizio dell'intera collettività cittadina e connatata, d'altra parte, da un importante significato simbolico. Se si considera l'ubicazione del complesso edilizio ex San Salvatore infatti, a ridosso del centro storico, è chiaro come l'intervento di riqualificazione possa rappresentare un volano in grado di innescare auspicate processualità virtuose.

E' la proposta messa sul tavolo dall'Università degli Studi dell'Aquila, e dovrà trovare col tempo le naturali convergenze con il Comune dell'Aquila, con Regione Abruzzo, ed in particolare con Arta e Asl, con la Soprintendenza: si tratta di un'occasione importante, tuttavia, per immaginare la riqualificazione di un 'pezzo' importante di città.

La rettrice Paola Inverardi ha inteso sottolineare come la proposta dello studio di fattibilità si inserisca in un'ipotesi d'intervento più ampio, che viene da lontano, frutto dell'approvazione da parte del Comune dell'Aquila, nel 2003, di un programma di riqualificazione urbana in variante al piano regolatore generale. In sostanza, con tale strumento urbanistico il Comune sanciva la variazione di destinazione d'uso degli edifici in esso ricompresi, da sanitaria a direzionale, universitaria e culturale. In questa cornice, si inquadra l'acquisizione dell'Università dell'ala vecchia dell'ex Ospedale San Salvatore: "l'accordo prevedeva che, terminato il recupero dell'ala che oggi ospita il dipartimento di Scienze Umane, il Cipe avrebbe finanziato l'acquisto dell'ala vecchia", ha spiegato Inverardi; dunque, "nel 2012, terminati i lavori, si è proceduto come da accordi; appena nominata Rettrice, dunque, abbiamo iniziato ad immaginare come riqualificare l'area: così, si è pensato di realizzare qui un polo bibliotecario che riunisse la Biblioteca Universitaria con la Salvatore Tommasi, delocalizzando anche l'Archivio di Stato per dare vita ad un polo documentale moderno, aperto 24 ore al giorno, una sorta di biblioteca 2.0, un luogo di fruizione pubblica gestito da più Istituzioni".

Inoltre, c'è già l'accordo con l'ADSU per localizzare a San Basilio la Casa dello Studente, realizzando, altresì, una mensa con annesso bar, ed un'aula ipogea sotto la piazza da 700-800 posti: "In centro storico, non abbiamo una sala ampia, capace di ospitare grandi eventi: sarebbe utile ai nostri scopi, e come struttura a servizio della città; considerato che già prima del terremoto, all'interno del Monastero di San Basilio, era stato realizzato un centro congressi importante, è chiaro come l'area potrebbe collegare insieme un numero di posti a sedere importante, ed in uno scenario unico per bellezza e pregio storico architettonico".

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Ad entrare nel dettaglio dello studio di fattibilità è stato il responsabile scientifico Pierluigi De Berardinis, ingegnere e docente dell'Univaq, coadiuvato nel lavoro dall'architetta Carla Bartolomucci del Cnr, dal professore e ingegnere Francesco Giancola, e da quattro dottorande in ingegneria, Luisa Capannolo, Mariangela De Vita, Eleonora Laurini e Chiara Marchionni.

"In sintesi, lo studio si fonda sulla conoscenza del complesso edilizio esistente e sulla identificazione dei suoi valori, in parte scomparsi e in parte nascosti e obliterati da interventi successivi", ha speigato De Berardinis. "In questo modo, il complesso edilizio, recuperato tramite un progetto contemporaneo che non intende in alcun modo imitare l'antico, né sopprimerlo, potrà essere un luogo emblematico per la città e non soltanto un contenitore di nuove funzioni".
Così, sono stati individuati i valori da salvaguardare ed evidenziare e gli elementi incongrui che, nel tempo, hanno alterato le caratteristiche architettoniche del complesso.

Sfogliando lo studio di fattibilità, si evince che "a tutte le destinazioni previste all'interno dell'ex Ospedale sarà possibile accedere dal fronte principale dell'edificio che affaccia su Piazza Natali; il vuoto che ricalca la presenza dell'antica Chiesa del Guasto assolverà il ruolo di percorso centrale e di snodo dei vari servizi. Nell'ottica di preservare l'esistente senza stravolgerne la spazialità, si inserisce la scelta progettuale di adattare gli ambienti dell'antico nosocomio a funzioni che non richiedono spazi di grandi dimensioni, come le residenze studentesche e il centro di alta formazione destinato alla didattica. Per le funzioni che necessitano, invece, di spazi più ampi (biblioteca e Archivio di Stato) sono state previste nuove volumetrie aggiuntive, sia ipogee che in elevazione. Le prime consentono di mantenere la totale fruibilità degli spazi aperti e delle visuali attualmente ostruite; i volumi in elevazione, invece, sono stati studiati in forma, dimensione e posizione al fine di divenire elementi complementari, fisicamente e funzionalmente, alle strutture esistenti, che rimangono così inalterate nella loro identità e nelle caratteristiche tipologiche".

All'esterno dell'ex San Salvatore, la scelta è stata quella di restituire alla città "la fruibilità di Piazza San Basilio e l'affaccio sulle mura antiche, ripristinandone la presenza, seppure soltanto accennata da una gradonata. Un auditorium - sala conferenze, come detto, sorgerà al posto dell'edificio ex Arta che, da studio di fattibilità, verrebbe abbattuto e ricostruito altrove. La fruizione di questo ampio spazio pedonale all'aperto renderà il nuovo polo universitario completo e vivibile, con una piazza verde affacciata sulle mura che riconnetterà gli spazi delle attuali piazza Natali e piazza San Basilio".

Il progetto, inoltre, ha l'ambizione di riprendere ed evidenziare la traccia della viabilità storica, "introducendo un ingresso pedonale al nuovo polo da viale Duca degli Abruzzi, in corrispondenza dell'interruzione dell'antica via del Guasto; "da qui, viene ritrovata la percezione della piazza San Basilio con una visione diagonale, come avveniva in origine, e, in particolare, viene riproposto ed evidenziato il vuoto tra i due complessi storici, l'ex monastero di Sant'Agnese da un lato, e quello di San Basilio dall'altro", ha aggiunto De Bernardinis.

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Facendo di conto, lo Studio prevede un polo bibliotecario di oltre 7mila metri quadri, per la Biblioteca universitaria riunita, la Biblioteca ex provinciale Salvatore Tommasi e l'Archivio di Stato; una Casa dello Studente da 100 posti letto, oltre alle strutture connesse, come la palestra; una mensa/bar da 250 posti a sedere e un auditorium di 700-800 posti.

Un progetto assolutamente ambizioso ma, come ha ribadito Inverardi, "è adesso il tempo per immaginare la riqualificazione dell'area, non ci saranno altre occasioni, in futuro". Il direttore generale dell'Università, Pietro Di Benedetto, ha aggiunto che, si dovesse trovare oppure no l'accordo con le altre Istituzioni coinvolte, comunque è già stata avanzata richiesta alla Struttura Tecnica di Missione del finanziamento prioritario del restauro dell'ex Ospedale, per un fabbisogno stimato di 40 milioni di euro, più 10, che rappresentano circa la metà dei fondi necessari all'Università per restaurare gli edifici di proprietà non ancora cantierizzati.

E' necessario, insomma, un concorso di volontà tra Istituzioni per rendere progetto lo Studio di fattibilità presentato stamane, ed una volontà politica chiara di Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila. "Abbiamo parlato con tutti - ha chiarito Inverardi - ora, con lo Studio realizzato, è il tempo di sederci intorno ad un tavolo con gli attori coinvolti e di ricucire l'area con la città in ricostruzione".

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"Lo studio di fattibilità tocca argomenti importanti, e nell'agenda dell'amministrazione", ha aggiunto il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi; "innanzitutto, il tema della riqualificazione urbana di una porzione di città importante, che non ha avuto, fino ad ora, collegamenti strategici con un disegno più ampio. Inoltre, la disponibilità di spazi secondo esigenze effettive: rischiamo di ritrovarci con tante strutture inutili, e invece manca, come sottolineava la Rettrice, una sala ampia per ospitare, ad esempio, convegni e congressi di rilievo. E ancora, il tema della fruibilità e della sostenibilità degli spazi stessi, oltre alla mobilità che non va affatto sottovalutata e su cui stiamo già iniziando a ragionare in termini complessivi".

Quello proposto da Univaq - ha concluso Biondi - "è un percorso avviato, che mi auguro possa essere proficuo e che potrà dare risposte alla città: l'approccio è giusto, la collaborazione interisistuzionale sono convinto potrà dare un senso compiuto alla ricostruzione pubblica".

 

Palumbo: "Riqualificazione area Ex San Salvatore è eredità da non lasciar cadere"

"La presentazione stamattina di uno Studio di fattibilità per il potenziamento del Polo universitario attraverso la riqualificazione dell'area dell'ex Ospedale San Salvatore è un importante passo in avanti nell'ambito di un percorso intrapreso dalla passata amministrazione, e che ho seguito in prima persona assieme all'assessore Pietro Di Stefano. L'amministrazione attuale, potendo contare sul nostro aiuto, dovrà fare in modo che lo studio diventi progetto e che il progetto si realizzi: è una eredità che lasciamo loro, assieme ad altre, una opportunità troppo importante per essere lasciata cadere".

A dirlo è Stefano Palumbo, consigliere comunale del Partito Democratico. "Si potrà abbinare la riqualificazione di una area centrale della città, che ha forte valenza identitaria, con il conferimento di funzioni decisive per realizzare la vocazione che abbiamo immaginato essere la chiave per lo sviluppo dell'Aquila del futuro, la conoscenza. Chiaro che occorrerà, come abbiamo programmato, anche una messa a sistema armonica in un disegno urbanistico. Ecco che sarà fondamentale tra le altre cose quindi anche la realizzazione del parcheggio in viale della Croce Rossa che dovrà servire attraverso un ascensore il nuovo polo universitario".

 

Di Stefano: "Importante delocalizzare la sede dell'Arta"

"Plaudo alla proposta di fattibilità presentata dall'Università per l'ex S.Salvatore Piazza S.Basilio, come da tempo gli avevo con insistenza richiesto. Un lavoro pregevole, nel segno delle previsioni del Piano di Ricostruzione con quel luogo inserito nei progetti strategici. Una idea che parte da lontano e che abbiamo già attuato in parte col recupero delle mura cittadine e con il Parco di Viale della Croce Rossa. All'interno di quest'ultimo è previsto un parcheggio coperto con un percorso meccanizzato fino a Piazza S.Basilio o estivo pedonale verso Porta Branconio: tutto interamente finanziato con le opportune delibere CIPE".

Si legge in una nota dell'ex assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano. "Per questo motivo era ed è importante che venga delocalizzata la sede dell'Arta da Piazza S.Basilio verso la ex clinica medica in Viale Duca degli Abruzzi, di seguito all'ex nosocomio, o meglio ancora, nell'area di Collemaggio in un vetusto ed ormai inutile immobile dell'Asl. Il Manager Tordera ha già dato la sua disponibilità per entrambe le soluzioni ed è quella la strada da seguire come mi auspico voglia fare l'attuale amministrazione cittadina. Ho strenuamente resistito alle pressioni fattemi dalla Regione, Sindacati, e, sebbene con qualche ragione vera, anche dall'Arta, poiché convinto che le prime trasformazioni e innovazioni debbano avvenire per mano pubblica. Ho sempre detto alla Regione che ritenevo inconcepibile che in una città che si sta trasformando, che vuole fare dei servizi, cultura e qualità della vita uno dei suoi punti di forza, mi si riproponesse di rifare la sede Arta nello stesso posto quando ci sono alternative possibili che solo una pigrizia burocratica o una cecità interessata può non vedere".

Ora che il Piano è pronto e pubblico - ha aggiunto Di Stefano - "credo opportuno che il Comune lo faccia proprio proponendone l'approvazione da parte del Consiglio Comunale in modo da sancire con l'accordo di programma, l'opportuna variante urbanistica. Esprimo il rammarico che nel masterplan Abruzzo non si sia voluto inserire una prima tranche di finanziamento di € 20 milioni per il polo Universitario, come strenuamente chiesi ma guardavano altrove, e confido nella buona azione che la brava e coraggiosa Rettrice Paola Inverardi, ha in animo per il finanziamento da parte del Cipe come da precedente programma sostenuto dalla nostra Amministrazione. Intanto ci sono 6 milioni fermi per l'ex Accademia dell'Immagine ormai avvolta in una nebulosa difficile da diradare; una prima ipotesi, naufragata, prevedeva la ricostruzione dell'Arta proprio nel sito dell'Accademia a Collemaggio cumulando i due finanziamenti oggi disponibili che ammontano a all'incirca a 10 milioni di euro: altri 10 milioni per Collemaggio sono inseriti nel masterplan Abruzzo sulla cui destinazione sarebbe opportuno un confronto più approfondito".

Ultima modifica il Mercoledì, 12 Luglio 2017 19:25

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